Cairo si sfoga al termine dell'Assemblea di Lega. Discussione su possibili riforme che potrebbero andare a ridisegnare la fisionomia del calcio italiano
Cairo: Presidente del Torino
II presidente del Torino, Urbano Cairo, ha puntato il dito contro lo Stato reo, a sua detta, di non aver dato il minimo sostegno al movimento calcistico Nazionale.
Queste le parole del numero uno granata intervistato dalla 'Gazzetta dello Sport'.
Questione Decreto Crescita
"Lo Stato non dà il minimo aiuto, avete visto cosa è successo con il decreto crescita che era un vantaggio anche per il Paese. Togliendolo si è penalizzato il calcio senza avvantaggiare nessuno. Poi c'è il tema del betting che vale 16 miliardi di euro e dal quale noi non prendiamo un centesimo. Infine gli stadi: ci sono squadre che li vogliono fare ma non ci riescono".
Calcio italiano e problematiche
"In Assemblea si è parlato di temi che riguardano il calcio italiano e la Serie A. Il calcio ora ha dei problemi economici importanti e difficoltà notevolissime. E questo evidentemente va migliorato, i costi aumentano e vanno tutti a vantaggio di calciatori e allenatori, mentre i ricavi diminuiscono. In questo modo si perdono un sacco di soldi e l’attività non è più sostenibile. Il problema è molto grosso e per di più come dicevo lo Stato, il governo non danno un minimo aiuto".
Sul mancato aiuto dello Stato
"Il calcio non ha avuto un centesimo di aiuto allo Stato pur avendo avuto dei problemi enormi tanto che le perdite sono aumentate in maniera esponenziale. Incontro costruttivo? Ce la siamo cantata e suonata, però poi devi uscire da qui con un piano preciso per ristrutturare il calcio. Deve esserci aiuto da parte di tutte le componenti, i calciatori, per esempio, non hanno avuto nessun tipo di penalizzazione, anzi i loro ingaggi sono aumentati.Lo Stato che deve dare anche al calcio un aiuto visto che il calcio impiega centinaia di migliaia di persone e dà delle contribuzioni all'erario di 1,3 miliardi all'anno, più tutto il fronte scommesse. Per quale motivo si vuole affossare il calcio che è un'industria importante e che dà lavoro a tanta gente? Che motivo c'è?".
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Il classe 2006 del Parma continua a convincere dopo l'ottimo avvio con il Lucerna. I granata lo hanno seguito anche a Pescara, dove ha segnato contro gli Azzurrini, mentre Bologna, Genk e Club Brugge aumentano la concorrenza.
Nelle pagine dell'intervista rilasciata a Tuttosport, l'allenatore della Juventus Luciano Spalletti ha tracciato una vera e propria ode alla versatilità tattica e allo spessore umano di Weston McKennie. Il tecnico di Certaldo ha coniato l'espressione "Weston Zone" per descrivere l'incredibile capacità dell'eclettico centrocampista americano di dominare ogni zolla del campo di gioco, muovendosi senza punti di riferimento fissi. Nel contesto del calcio di ottobre 2026, dove la totale duttilità ha soppiantato i ruoli tradizionali, il numero otto bianconero rappresenta l'interprete ideale dell'armata juventina per intelligenza negli inserimenti e generosità atletica.
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