Serie A
Cardinale: “Il Milan può diventare un’azienda da 5 milioni…”
Gerry Cardinale, numero uno del Milan e di RedBird, ha parlato in un documento di una prestigiosa scuola statunitense.
Cardinale: le sue dichiarazioni riportate nel documento della Harvard Business School
La prestigiosa Harvard Business School ha pubblicato un documento di ben 24 pagine in cui analizza il caso AC Milan. Un testo che descrive ill progetto del club di Via Aldo Rossi sin dall’arrivo di Gerry Cardinale. Di seguito, vengono riportate le dichiarazioni del proprietario del Milan e numero uno di RedBird in merito a diverse tematiche:
ACQUISTO DEL MILAN
“Quando abbiamo acquistato il Milan molti proprietari di squadre sportive americane mi hanno chiamato per dirmi: ‘Sei pazzo’. Mi hanno detto che ‘Non puoi fare affari in Italia’ e ‘È impossibile fare soldi nel calcio europeo’. La maggior parte di coloro che investono in società sportive lo fanno perché sono coinvolti emotivamente. Mettono la vittoria dei campionati al di sopra di tutto il resto e questo spesso li porta a commettere l’errore di pensare che spendere troppo per schierare una squadra di stelle sia linearmente correlato alla vittoria. Ma questa è la cosa peggiore che puoi fare come investitore. L’abbiamo acquistato per una cifra che corrispondeva a 3,6 volte i ricavi del club; i nuovi proprietari del Chelsea FC l’hanno acquistato per un multiplo di sette volte i ricavi se si considera l’earn out. Ho portato con me i New York Yankees per una piccola quota di minoranza, data la nostra partnership di lunga data con loro e il nostro desiderio di portare le migliori pratiche degli sport statunitensi in Italia. Penso che il Milan abbia il potenziale per diventare un’azienda da 5 miliardi di euro”
SCUDETTO 2022:
“La passione dei tifosi è stata incredibile. Non avevo mai visto niente del genere. Ho inviato le foto alla mia squadra a New York e ho detto loro: ‘È meglio che vi prepariate'”.
FURLANI COME AD”
Avrei potuto assumere qualcuno con un casting nel calcio europeo. Ma Giorgio pensa come pensiamo noi in RedBird. Lui, come Stefano Cocirio, è un po’ un unicum per il calcio europeo: giovane, libero dal fare le cose perché ‘è così che si sono sempre fatte’, ha una formazione da investitore, italiano ma istruito e formato negli Stati Uniti e nel Regno Unito. Ho capito che l’elemento più importante del ruolo di CEO nel calcio europeo è la responsabilità finanziaria e la capacità di integrare le prestazioni in campo e fuori dal campo. Portare una sofisticatezza finanziaria disciplinata nel mercato dei trasferimenti dei giocatori e mantenere una posizione positiva di flusso di cassa: questo è il fulcro della nostra tesi di investimento, ed è qui che entra in gioco Giorgio. Dove è carente è che non è un CEO: credo che abbia gestito quattro persone quando era in Elliott, mentre solo a Casa Milan ne abbiamo 260. Quindi è stato intrigante per me non affrontare questo come una tipica ricerca di private equity per un CEO, ma piuttosto creare un ‘ufficio del CEO’ che operi sotto la mia direzione e riunisca le varie discipline necessarie per far evolvere la proprietà del calcio europeo: Giorgio, Stefano (Cocirio, CFO Milan, ndr), Geoffrey Moncada, Zlatan Ibrahimović e il mio team presso RedBird. Ognuno di noi apporta qualcosa e siamo tutti parte di un team integrato. Non sto dando Giorgio in pasto ai lupi”.
IBRAHIMOVIC
“La maggior parte delle persone considererebbe la sua nomina come una ‘vetrina’ o penserebbe a me come a un proprietario innamorato delle celebrità. È l’esatto contrario: sto cercando persone di livello mondiale che possano renderci migliori. Con Zlatan volevo affermare che faremo le cose in modo diverso perché c’è una legittima necessità di innovazione nel gestire meglio queste risorse. Quindi l’ho assunto per RedBird come operating partner e come senior advisor per la proprietà presso il Milan”.
PRESSIONE MEDIATICA
“Ho smesso di leggere i giornali qui, perché possono semplicemente inventarsi tutto. Vedo tutto questo come una catena di valore con diversi componenti. I tifosi fanno il loro lavoro, ma il problema è che la maggior parte degli altri componenti della catena rende più difficile per noi offrire il meglio ai tifosi. I media spesso non aiutano, e nemmeno il governo. Di recente hanno tolto i vantaggi fiscali che ricevevamo quando pagavamo i giocatori, rendendo ancora più difficile per noi competere con altri campionati. In che modo questo ci aiuta? Dovrebbero capire che il calcio è una delle più grandi esportazioni dell’Italia.”
BERLUSCONI
“Quello che Berlusconi ha fatto con il Milan mi ricorda ciò che George Steinbrenner ha fatto con i New York Yankees. Entrambi stavano “comprando” campionati (acquistando i migliori giocatori al mondo senza badare a spese, ndr). Negli anni ’80 e ’90 era possibile farlo, ma ora non possiamo più permettercelo. Stiamo competendo con club di campionati più ricchi e non possiamo permetterci di pagare i giocatori quanto li pagano loro. Dobbiamo spendere ogni dollaro di capitale in modo più intelligente rispetto ai nostri rivali”.
CESSIONE TONALI
“Non lo abbiamo venduto al Newcastle United perché ne avevamo bisogno, lo abbiamo venduto perché abbiamo ricevuto un’ottima offerta e abbiamo fatto una valutazione rischio-rendimento. Abbiamo incassato 70 milioni di euro (bonus compresi, ndr) più un earn-out di 10 milioni, la cifra più alta di sempre in Serie A. E grazie a quella vendita abbiamo acquistato sei nuovi giocatori e rinnovato completamente la squadra. Non vendiamo per necessità, vendiamo per opportunismo. Se rimaniamo disciplinati, ci saranno sempre controparti sul mercato che permetteranno rendimenti straordinari per i giocatori.”

Sandro Tonali player of Italy, during the qualifying match for Euro 2024, between Italy vs England, final result Italy 1, England 2. Match played at Diego Armando Maradona stadium.
STADIO
“Potremmo ristrutturare significativamente il nostro stadio esistente o costruirne uno nuovo che rifletta lo status attuale di questi club come società di intrattenimento per eventi dal vivo. Per ciò che costerebbe la ristrutturazione, potremmo probabilmente costruire uno stadio completamente nuovo. Ma costruire stadi in Italia è una sfida – l’ultimo stadio costruito in Italia è del 2011 e aveva 40.000 posti. Mi piacerebbe vedere la costruzione di uno stadio moderno con 70.000 posti, ma non stiamo ricevendo molto aiuto dal Comune per ottenere le approvazioni urbanistiche nella nostra posizione preferita. E sto ancora cercando di affrontare il disallineamento tra la costruzione di uno stadio in stile americano, che probabilmente costerà oltre 1 miliardo di euro, e l’impossibilità di applicare prezzi in stile americano. È una vera sfida”.
PROGETTO MILAN
“Non sto cercando di americanizzare l’AC Milan. Sto cercando di introdurre alcuni elementi americani che possano portare il Milan al livello successivo in modo costruttivo. Sto anche concentrando più attenzione sulla Serie A. Sono curioso di vedere come possiamo aiutarli a negoziare accordi sui media internazionali. Negli Stati Uniti c’è una relazione diversa tra i proprietari delle squadre e le leghe. Qui ci sono più livelli – Serie A, la Federazione Italiana Giuoco Calcio, UEFA, FIFA… È lì che c’è la curva di apprendimento per me. A casa mia avrei potuto fare tutto questo a occhi chiusi.”
OBIETTIVI
“Vincere campionati è ovviamente un obiettivo importante. Ma bisogna bilanciare questo con il ‘vincere con intelligenza.’ L’Inter ha vinto lo scudetto l’anno scorso e poi è andata in bancarotta (il riferimento è all’ex proprietario insolvente, non al club in sé, ndr) – è questo davvero quello che vogliamo? Per i tifosi, il mio lavoro è vincere il campionato italiano ogni anno- lo capisco. Per i miei investitori che si concentrano sull’apprezzamento del valore finale, il mio lavoro è posizionare l’AC Milan per lottare per lo scudetto ogni anno, qualificarsi per la Champions League ogni anno, e andare il più lontano possibile nella Champions League ogni anno – questo è ciò che massimizza il flusso di cassa e il valore del marchio. È la coerenza e la minore ampiezza nella volatilità delle performance che massimizza il valore e, in ultima analisi, la longevità”.
Serie A
Lazio, Sarri: “Impossibile sostituire Romagnoli al momento”
Continua il periodo difficile della Lazio che non va oltre lo 0-0 al Via Del Mare contro il Lecce. I biancocelesti sono attualmente noni, a -10 dal sesto posto.
Tra risultati negativi, il rapporto tra Sarri e Lotito che scricchiola, lo scontro tra tifosi e club, e uno spogliatoio spaccato, la Lazio non sta vivendo per nulla un periodo facile. Lo 0-0 esterno contro il Lecce di questa sera ne é la prova.
I biancocelesti non riescono a creare particolari occasioni da gol in una partita poco entusiasmante nel complesso. La squadra di Sarri ha ottenuto una sola vittoria nelle ultime sette partite (Verona-Lazio 0-1). La prossima partita é in casa contro il Genoa (forse senza tifosi biancocelesti) venerdì prossimo.
Lazio, le parole di Sarri

I TIFOSI DELLA LAZIO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Si sente nel futuro della Lazio?
“Inutile far polemica in questo momento. Quando a giugno ho saputo che il mercato era chiuso ho fatto una premessa ai tifosi, avrei sopportato tutto e sarei andato avanti per rispetto del nostro popolo. Vediamo come finiscono tutte le situazioni, magari da qui a fine mercato arrivano due 2005 fortissimi e uno cambia opinione”.
E’ vero che i giocatori vanno via perché non vogliono stare con te?
“A me hanno detto che vogliono andare via perché non vedono ambizioni nella società”.
Romagnoli sarà sostituito?
“Sostituirlo in questo momento è impossibile, è quello che aveva la leadership della mia linea difensiva. Per trasmettere a un giocatore nuovo quello che sa lui ci vorrebbero mesi”.
Il mercato?
“Qualcosa va fatto ma lo fa la società”.
Come si sente in questo momento?
“Ho speso una parola e la rispetto, l’ho sempre fatto, non solo nella professione. So benissimo che da fuori non ci si può rendere conto di cosa sia la Lazio, un club circondato da un amore stratosferico. E’ frustrante sapere che non potrò mai ripagarli, ma c’è l’orgoglio di essere amato da questi tifosi”.
Lazio distratta oggi o merito del Lecce?
“Ho visto un primo tempo con una squadra applicata ma che ha perso tanti palloni in maniera banale. Potrei parlare di tecnica, ma abbiamo perso palla su transizioni che hanno un coefficiente tecnico davvero basso. Nel secondo tempo abbiamo avuto una costruzione di buon livello per 80 metri, poi ci siamo spenti. Partita difficile, contro una squadra che fino a 20 giorni fa non sembrava neanche destinata alla lotta salvezza. Per loro era una partita importante. Più che soffrire l’aggressività degli avversari abbiamo sofferto noi stessi”.
Che ne pensa dell’iniziativa di non entrare allo stadio per Lazio-Genoa?
“L’Olimpico con la nostra gente è tanta roba, l’Olimpico vuoto è tanta tristezza, ma bisogna rispettare le prese di posizione”.
Serie A
Lecce, Di Francesco: “Mancata la qualità negli ultimi metri”
Il Lecce riesce ad ottenere un punto prezioso contro la Lazio in chiave salvezza. Non manca, però, il rammarico per la poca concretezza in attacco.
La squadra di Di Francesco riesce più o meno ad approfittare della sconfitta interna della Fiorentina con il Cagliari. Con la Lazio finisce 0-0, una partita dalle poche emozioni ma che ha visto i giallorossi a tratti giocare meglio degli avversari.
Prima di questa partita, gli uomini di Di Francesco arrivavano da 4 sconfitte di fila: inoltre, non vincono dal 12 dicembre 2025 (Lecce-Pisa 1-0). La loro prossima partita sarà domenica prossima contro il Torino in trasferta.
Lecce, le parole di Di Francesco

C’é un problema in fase offensiva?
“Direi più di gol. La squadra ha espresso un buon calcio, siamo mancati nella qualità negli ultimi metri, in zona gol. Quello è il tallone d’Achille di questo momento. Oggi voglio esaltare la prestazione e l’atteggiamento della squadra, la capacità di rendere la vita difficile all’avversario, senza concedere nulla. Un pizzico di fortuna in più non sarebbe guastato”.
C’è qualche giocatore da cui si aspettava di più?
“Non mi piace sottolineare quello che non mi è piaciuto oggi, i ragazzi meritano gli applausi ricevuti a fine gara, con i nostri pregi e difetti stiamo dando il massimo. Venivamo da quattro sconfitte che bruciavano, ma ripartiamo dalla prestazione guardando avanti con ottimismo”.
Le prossime tre partite saranno determinanti?
“Sono importantissime, dobbiamo affrontarle tutte allo stesso modo. Dobbiamo giocarcele per portare a casa risultati importanti. Dobbiamo alzare la qualità di quello che stiamo facendo”.
Come mai solo tre cambi?
“Vedevo una squadra equilibrata, se non riesci a vincere non devi perdere. Con i cambi la squadra ha occupato bene il campo. Gandelman non lo volevo togliere, occupa l’area meglio di tutti gli altri a centrocampo. Volevo toccare il meno possibile, vedevo una squadra con equilibrio”.
Sui centrali di difesa?
“Impostavamo più a tre che a quattro, Siebert nel suo campionato giocava soprattutto a sinistra. Lui e Tiago Gabriel sono bravi a difendere”.
Si aspetta qualcosa dal mercato?
“Credo che il mercato sia finito qua, abbiamo 33 o 34 giocatori in rosa, sono tanti, ho solo il desiderio di continuare a lavorare con questi ragazzi, migliorando gli aspetti su cui c’è da fare”.
C’è stato uno step di crescita?
“Sì, ma non esistono squadre che dominano per tutta la partita. Quando ci sono valori differenti, se la tua squadra ha avuto un certo dominio è un buon risultato. Dovevamo essere più efficaci negli ultimi metri”.
Un giudizio su Pierotti?
“Nelle prestazioni è cresciuto tantissimo, i giocatori di alto livello devono fare entrambe le fasi. Lui è un’ala diversa dalle altre, un giocatore più di struttura e meno di tecnica. Molto bravo quando conquista palla e riparte, deve sfruttare meglio le sue potenzialità. Prima o poi arriveranno anche i suoi gol”.
Serie A
Lecce-Lazio 0-0: niente reti al Via Del Mare
Finisce 0-0 Lecce-Lazio, un pareggio importante per i padroni di casa in chiave salvezza. I biancocelesti, invece, si allontanano dalla zona Europa.
Termina senza reti la terza ed ultima partita di questo sabato di Serie A. Al Via Del Mare il Lecce e la Lazio non regalano particolari emozioni, a parte una traversa colpita da Ramadani.
I giallorossi approfittano a metà della sconfitta della Fiorentina contro il Cagliari, uscendo dalla zona retrocessione (+1 sulla Viola). Continua, invece, il periodo a dir poco complicato per la Lazio di Maurizio Sarri.
Lecce-Lazio: il commento del match

Di Francesco fa solamente due cambi rispetto alla partita contro il Milan: Danilo Veiga e Banda prendono il posto di Ndaba e Sottil. Ne fa diversi di cambi, invece, Sarri rispetto alla disfatta interna contro il Como. Fuori Pellegrini, Belahyane, Cataldi e Ratkov, dentro Lazzari, Basic, Vecino e Dia.
Il primo sussulto arriva dopo neanche un minuto, con un tiro di Pierotti che esce di parecchio. Pochi minuti dopo la Lazio prova ad approfittare di un errore in difesa di Danilo Veiga, ma Dia scivola nei pressi del pallone. Tra i giocatori più in forma dei primi 45 minuti c’è senza dubbio Lameck Banda. Il francese si rende pericoloso più volte grazie alla sua velocità, ma a volte esagera con il dribbling.
Poco prima dell’intervallo arriva la migliore occasione della partita. Ramadani, da 25 metri, prova a sorprendere Provedel con un tiro fortissimo, ma é la traversa a negargli la gioia del gol.
Il secondo tempo non regala particolari emozioni, ma ad andare più vicini al gol sono i padroni di casa. Nel frattempo, entrambi gli allenatori fanno alcuni cambi. Da un lato entrano Sottil e Cheddira per Stulic e Banda, dall’altro entrano Provstgaard, Dele Bashiru e Ratkov per Gila, Vecino e Dia.
Dopo un tiro di Cheddira che esce di poco ed una parata di Provedel su una punizione di Sottil, la stanchezza si fa sentire per entrambi le squadre. Arrivano altri cambi da entrambi i lati (Pellegrini per Lazzari, Tete Morente per Pierotti), ma la musica non cambia. L’ultima occasione della partita arriva prima del novantesimo, con un tiro di Taylor da fuori area che esce di poco.
Il Lecce chiude in attacco ma non riesce a creare occasioni pericolose, e la partita termina con il risultato di 0-0. Un risultato, nel complesso, giusto viste le poche occasioni da gol.
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