La vittoria con l’Empoli ha rilanciato le speranze della Cremonese di restare aggrappata alla massima serie. E uno dei suoi dirigenti suona la carica.
Ariedo Braida
Spes ultima dea. Anche nel mondo della sfera di cuoio. Dirigente della Cremonese, Ariedo Braida è uomo di calcio navigato. Prima di assumere la qualifica di dirigente ha calcato a lungo il rettangolo verde. E se è lui a dire che “nel calcio non bisogna mai mollare” gli si può credere.
“Nel calcio devi sempre coltivare la speranza- esordisce a Calcio Cremonese – fino a quando la matematica non ti condanna”. E appunto lei, la matematica, non ha ancora messo il muso lungo ai grigiorossi.
“Abbiamo fatto bene nelle ultime due partite- prosegue – il campionato è un po’ strano, abbiamo sofferto in molte occasioni per varie vicissitudini ma la squadra è sempre uscita a testa alta senza ottenere risultati sfavorevoli”.
Braida parla di “miracolo”. E, nel calcio, talora, miracoli ne accadono. Lui vorrebbe che il prossimo fosse dipinto di grigiorosso.
Aggiornato al 18/04/2023 16:21
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