Serie A
Empoli – Torino: le probabili formazioni e dove vederla
Empoli – Torino chiude il sabato della 31° giornata di Serie A. Ecco le probabili scelte dei due tecnici per la sfida della Computer Gross Arena.
Empoli – Torino conclude il sabato della 31° giornata di campionato. Calcio d’inizio previsto per le 20:45 alla Computer Gross Arena di Empoli.
Situazioni di classifica completamente differenti con i padroni di casa che si trovano in piena zona retrocessione e hanno un disperato bisogno di vittoria per poter tornare a respirare in vista della delicato sfide di fine campionato. Il Torino, invece, ha bisogno dei tre punti per poter ancora inseguire il treno chiamato Europa.
Qui Empoli
Nicola contro i granata dovrebbe confermare la difesa a tre formata da Bereszynski, Walukiewicz e Luperto. Centrocampo a quattro formato da Gyasi, Maleh, Marin e Pezzella. In attacco spazio a Niang, assistito alla spalle da Cambiaghi e Zurkowski.
Qui Torino
Scelte obbligate per Ivan Juric a centrocampo vista l’assenza di Gineitis: spazio alla coppia Ricci–Linetty. In difesa spazio al terzetto Tameze, Buongiorno e Rodriguez, mentre sulle fasce agiranno Bellanova e Masina.
In attacco oltre ai confermati Vlasic e Zapata c’è un ballottaggio: Sanabria in vantaggio su Okereke.
Probabili formazioni
Empoli (3-4-2-1): Caprile; Bereszynski, Walukiewicz, Luperto; Gyasi, Maleh, Marin, Pezzella; Zurkowski, Cambiaghi; Niang All.: Nicola
Torino (3-4-1-2): Milinkovic-Savic; Tameze, Buongiorno, Rodriguez; Bellanova, Ricci, Linetty, Lazaro; Vlasic; Sanabria, Zapata All.: Juric
Dove vederla
Il match del saturday night tra Empoli e Torino sarà visibile sia su Dazn che su Sky Sport Calcio.
Serie A
Inter, Lautaro: “Ora sono maturato come calciatore e sulla Champions…”
L’attaccante dell’Inter Lautaro Martinez ha rilasciato delle dichiarazioni ai microfoni de Icon Magazine sull’avvio di stagione dei nerazzurri.
L’attaccante argentino ex Racing Club attualmente in forze all’Inter Lautaro Martinez ha rilasciato delle dichiarazioni ai microfoni di Icon Magazine relative all’inizio di stagione della squadra allenata da mister Inzaghi e sul periodo che sta vivendo in nerazzurro.
Inter, le parole di Lautaro
Di seguito le dichiarazioni rilasciate dal calciatore dell’Inter Lautaro Martinez rilasciate ai microfoni di Icon Magazine:
Dal tuo arrivo in Italia, nel 2018, come senti di essere cambiato come calciatore e come persona?
“Sono maturato come uomo e come calciatore di pari passo. Sono arrivato in Italia che ero un ragazzo di vent’anni e in questi sei anni sono diventato padre e marito.
Questo mi ha permesso di crescere anche come calciatore, arrivando ad essere con grande orgoglio capitano dell’Inter”.
Il gol che porti più nel cuore tra i tanti che hai fatto?
“Ne sceglierei due: quello dell’ultima finale di Coppa America e quello nel derby contro il Milan nella semifinale di Champions, la scorsa stagione”.
Che rapporto hai con la moda? Come definiresti il tuo look personale e hai brand o stilisti preferiti che ami indossare?
“Vivendo a Milano ormai da sei anni, non puoi non appassionarti alla moda. Penso di avere il mio stile, lo definirei casual ma mi piace cambiare di tanto in tanto e optare anche per l’alta sartoria. Cerco sempre nuovi spunti camminando per la città”.
Il calcio assorbe gran parte della tua vita ma… cosa ti piace fare nel tempo libero?
“Il poco tempo libero che ho lo passo godendomi la famiglia. Con mia moglie Agustina condivido la passione per il buon vino, che ci ha portato alla scelta di produrre il nostro vino in Argentina.
Quando poi tutti dormono, spulcio online le ultime novità sull’automotive e sull’orologeria, le altre mie passioni”.
Hai già in bacheca due scudetti con l’Inter, diverse Supercoppe italiane e Coppe Italia, due Coppe America, il Mondiale con l’Argentina… Che obiettivi e sogni hai ancora da realizzare?
“Dico sempre che la bacheca dei trofei non è mai troppo piena e lo spazio per nuovi trofei si trova sempre con piacere. È vero che ho avuto la fortuna di vincere già tanto con la mia Nazionale e con il mio club, ma bisogna sempre puntare a vincere il prossimo trofeo. Sicuramente vincere la Champions e farlo da capitano sarebbe una bella ciliegina”.
Serie A
Milan, Tassotti: “Assurdo vedere Leao fuori”
Milan, l’ex leggenda rossonera Mauro Tassotti, in un’intervista esclusiva a La Gazzetta dello Sport ha parla della recente esclusione di Leao contro il Napoli e non solo.
In un’intervista esclusiva rilasciata a La Gazzetta dello Sport, Mauro Tassotti, storico difensore del Milan e figura simbolo del club rossonero, ha espresso opinioni incisive sul presente e sul futuro della squadra di Fonseca. Tassotti si è soffermato in particolare sulla decisione di tenere Rafael Leao fuori dal recente scontro con il Napoli, una scelta che ha fatto discutere e che, secondo l’ex vice allenatore, rappresenta un’opportunità per riflettere sulla gestione dei giovani talenti del Milan.
Milan, le parole di Tassotti
A seguire l’intervista completa rilasciata da La Gazzetta dello Sport.
Tassotti, non crede alle panchine “motivazionali”?
«Se hai un grande calciatore in rosa devi metterlo nelle condizioni di esprimersi al meglio. A volte ci sta il turnover per spronarlo, ma senza arrivare al masochismo».
Si aspetta di rivederlo in campo a Monza?
A dire il vero me lo sarei aspettato anche contro il Napoli. Avrebbe certamente creato pericoli a sinistra, e magari poteva essere chiesto un sacrificio in più in copertura a qualcun altro. C’è Morata che già corre come un disperato. Contro il Napoli Leao ha sempre fatto grandi partite, e se sta bene bisogna tenerlo in campo il più possibile. Se non sta bene è un altro discorso. Ma il più forte della squadra, se può, deve giocare».
Va bene anche a mezzo servizio, cioè dedito alla fase offensiva senza pensare alla difesa?
«L’allenatore deve recuperarlo a pieno. Da qui a fine stagione deve passare il tempo in campo e non in panchina. Poi le caratteristiche sono caratteristiche, non vedremo mai Leao ammazzarsi in scivolate difensive. I comportamenti sono un’altra cosa ed è giusto che Rafa abbia l’atteggiamento giusto. Ma non è e non sarà mai un giocatore generoso, è una questione di indole. Morata lo è e lo è sempre stato, lui no. Ci sono giocatori, spesso con quelle stesse caratteristiche, che hanno un atteggiamento un po’ così. Mi viene in mente Cassano, uno a cui devi stare addosso(Tassotti lo ha incontrato in rossonero da vice di Allegri, ndr)».
Non è un aspetto su cui un allenatore può lavorare?
«Certamente sì. Ogni tanto Rafa esagera, dà la palla indietro a due all’ora con la testa ciondolante: è fastidioso per i tifosi. Quel tipo di passaggio puoi farlo anche più veloce e con un altro atteggiamento. Rientra nei compiti dell’allenatore convincerlo a fare le cose in un certo modo. Possono spronarlo anche i compagni e lui stesso, che non è stupido, prima o poi lo capirà».
A proposito di Fonseca: da portoghese a portoghese, si aspettava che lo coinvolgesse di più?
«Mi aspettavo una maggiore sintonia tra i due, parlando la stessa lingua credevo che il rapporto fosse facilitato. Va detto anche che il tema Leao “copre” gli altri problemi. Il principale per me è
un altro: troppi gol presi. Non puoi pensare di vincere le partite segnandone sempre uno in più. I gol subiti sono troppi per una squadra con quelle ambizioni. Anche perché sono spesso gol
banali, si lasciano autostrade in mezzo o passaggi facili per gli avversari. E un altro problema: non c’è un vero sostituto di Theo. Con tante partite a disposizione, era una necessità.
Peccato perché, alla fine, contro il Napoli, la squadra si era anche espressa bene. Se Fonseca si è “giocato” tutti gli errori all’inizio, non potrà che migliorare. Ma basta regali agli avversari:
tempo per recuperare c’è».
Con Leao dall’inizio due sere fa sarebbe stato diverso?
«Rafa avrebbe potuto sfruttare la sua velocità. Anzi, dico che in generale dovrebbe farlo ancora di più, specie quando non ha la palla. Troppo spesso la vuole solo tra i piedi. Ha la capacità di
saltare l’uomo con facilità, dovrebbe involarsi senza palla e tirare a un tocco, rinunciando a tutta quella serie di dribbling. Deve completarsi: così farebbe ancora più paura agli avversari».
Serie A
Inter, Zanetti: “Ci aspettavamo qualche posizione in più per Lautaro…”
Inter, il vicepresidente nerazzurro commenta la rincorsa dei nerazzurri in classifica e il valore di Lautaro Martinez, in attesa della sfida contro il Napoli.
Al margine dell’evento Sport Movies & Tv 2024 tenutosi a Milano, Javier Zanetti, vicepresidente dell’Inter, ha condiviso il suo entusiasmo per la recente vittoria nerazzurra sull’Empoli. Il successo ha portato l’Inter a -4 dal Napoli e a +3 dalla Juventus, una posizione che conferma l’ottimo momento della squadra milanese.
Oltre alla corsa scudetto, il vicepresidente ha anche toccato un tema caro ai tifosi interisti: il Pallone d’Oro e il piazzamento di Lautaro Martinez.
Inter, le parole di Zanetti
A seguire le parole di Zanetti.
Ora il Napoli, che sarà anche l’avversaria principale per lo Scudetto…
“Conosco benissimo Antonio per come lavora, stanno facendo bene. Noi però ci saremo, sono partite combattute e importanti, le due squadre hanno grandi giocatori e speriamo di competere fino alla fine”.
Bene in Champions con zero gol subiti, mentre in campionato la tenuta difensiva non c’è. Come mai questa differenza?
“L’Inter può competere per arrivare fino in fondo in tutte le competizioni. Stiamo lavorando su questo, i calciatori sono consapevoli che dobbiamo migliorare e stiamo lavorando ogni giorno”.
Lautaro si aspettava qualcosa di più rispetto al 7° posto al Pallone d’Oro…
“Tutti ci aspettavamo una posizione migliore, ma va bene. Questi premi sono così, Lauti deve stare tranquillo perché con tutto quello che ha dimostrato con noi e con l’Argentina, con tutto quello che ha vinto, ha avuto riconoscimenti. Noi siamo sempre al suo fianco”.
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