Toronto, ON, Canada - Match 23: Federico Bernardeschi #10 forward of the Toronto FC during the 2023 MLS Regular Season match between Toronto FC (Canada) and Columbus Crew (USA) at BMO Field in Toronto, Canada (Score 1:1)
L’ex giocatore di Juventus e Fiorentina, Federico Bernardeschi, ora in forze al Toronto ha parlato ai microfoni in un intervista a “Il Mattino”.
Federico Bernardeschi, cresciuto nella Fiorentina e poi passato alla Juventus, oggi al Toronto in MLS ha parlato in un intervista raccontando vari temi, in particolare il suo passato nelle giovanili della squadra viola.
Federico Bernardeschi player of Juventus, during the match of the Italian SerieA league between Napoli vs Juventus, final result 2-1, match played at the Diego Armando Maradona stadium. Naples, Italy, September 11, 2021.
In seguito le parole del calciatore italiano:
Su Kean
Quando Moise è andato a Firenze dicevo a tutti che avrebbe fatto dai 15 ai 20 gol. È un giocatore forte. Quando è arrivato alla Juventus c’era una concorrenza di livello assoluto in attacco ed era normale giocasse poco. Se gli dai spazio e fiducia vengono fuori le sue qualità: forza e velocità, che messe insieme lo rendono micidiale. Per certi versi mi ricorda Lukaku. Meno strapotere fisico, ma è quel tipo di giocatore lì. Il gol te lo fa di forza, di rabbia, di velocità”.
Sul settore giovanile viola
“Ci sono persone competenti. È un progetto che parte da lontano. Sono un modello come lo è quello dell’Empoli. Sono società che hanno coraggio, sono solide e sono sane”.
Sulla scelta di rifiutare l’invito a “Calciatori Giovani Speranze”
“Ero il capocannoniere e il numero 10 della Primavera ma non volevo che invadessero il mio spazio. In quel momento avevo altro a cui pensare. Dovevo pensare solo al campo. Avevo paura che diventasse una distrazione. Mi ricordo che si arrabbiarono molto, ma tornassi indietro è una scelta che rifarei perché mi avrebbe fatto perdere un po’ la concentrazione”.
Un consiglio per i giovani
“Da bambino avevo il sogno di diventare calciatore. I social non esistevano, certo, ma mi rendo conto che affacciarsi troppo presto a queste realtà moderne in una società che va così veloce, è un rischio. Per uno che deve crescere e formarsi sotto l’aspetto umano e di carattere può fare male perché sei ancora instabile. Spesso sono cose che fanno male anche agli adulti, figuriamoci a chi è ancora un ragazzo che sta crescendo. Ora sembra che si voglia diventare prima famosi e poi calciatori. Invece dovrebbe essere il contrario. O almeno da bambino per me era così”.
Aggiornato al 09/03/2025 14:17
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