L'ennesimo episodio di razzismo avvenuto al Franchi in occasione di Fiorentina-Napoli testimonia un mondo calcio che stenta a cambiare.
Giorni, mesi, anni. Il
razzismo non ha colori. Gli insulti razziali non sono
viola, azzurri, bianconeri o nerazzurri.
Tante sono le iniziative attuate nel corso delle stagioni dalle varie
federazioni. Dall'inginocchiarsi prima che ogni match di
Premier League incominci alle campagne pubblicitarie fatte trascorrere dalla
Uefa nelle inserzioni delle partite di
Champions League.
Il razzismo continua ad esistere e perdurare negli
stadi. Colpa di qualche lupo solitario incurante dei diritti fondamentali dell'uomo? Probabilmente.
Ma nel
2021, nell'epoca dei social, degli smartphone, della comunicazione internazionale in grado di passare da un capo all'altro del mondo, episodi primitivi di questo genere non devono e non possono esistere.
L'episodio accaduto in quel del
Gewiss Stadium nella partita tra
Atalanta e Fiorentina è l'ennesima dimostrazione di un
sistema calcio che non riesce a far estinguere un problema che si insinua sotto la pelle come un virus.
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Le urla provenienti dallo stadio atalantino rappresentano l'ennesimo buio episodio di un movimento calcio che stenta ad emarginare il fenomeno razzismo.
Ebbene si, perché evidentemente le urla spioventi dalle tribune del
Gewiss Stadium in occasione di
Atalanta-Fiorentina non erano troppo. A rendersi protagonisti del becero episodio di Bergamo sono stati i tifosi nerazzurri, urlando insulti razziali nei confronti dell'attaccante serbo.
Il
calcio, l'Italia,
il mondo sono ancora succubi di un problema globale, riguardante un
panorama calcistico che risulta avere difficoltà elevatissime nello sradicare episodi che fanno male allo
sport più bello del mondo.
E' vero, il
calcio non è solamente uno sport. Attorno a quel
pallone ruotano aziende, imprese, persone che sacrificano soldi ed impegni per seguire la
squadra del cuore fino in capo al mondo.
E' però altrettanto vero che gesti ignobili del genere non possono ancora persistere attorno al
rettangolo verde, dove l'unica preoccupazione dei
tifosi dovrebbe essere sostenere e supportare in ogni modo i propri beniamini, non andando ad intaccare principi sani e genuini che dovrebbero risiedere in ognuno di noi.
Bisogna attuare un
pugno duro, cercando di implementare ancora sistemi di videosorveglianza e sicurezza, cercando di eliminare totalmente i lupi solitari che puntualmente inquinano un'atmosfera magica, minando lo spettacolo e la serenità di partita e giocatori.
Serve ed urge un
radicale cambiamento, cercando di far tornare il sole a splendere in alcuni
stadi dove, da qualche tempo, le nuvole sono nere e tempestose.