Genoa, emozioni di una figlia rossoblù

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Genoa, emozioni di una figlia rossoblù
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Benedetta Signorini racconta dell'indimenticato padre Gianluca, bandiera del Genoa scomparso nel 2002 a causa della sclerosi laterale amiotrofica. 

Genoa, Signorini ricordo senza fine

Genoa
Gianluca Signorini
I tifosi del Genoa non l'hanno dimenticato. Gianluca Signorini ha donato ai rossoblù ben 205 presenze condite da tre reti tra 1988 e 1995. Poi il destino si abbatté su di lui. Vigliacco e implacabile. E violentò la sua vita con tre parole: sclerosi laterale amiotrofica. Signorini scomparve così nel 2002 a soli 42 anni. Ma oggi, al sentirlo nominare, a Genova, sulla sponda rossoblù, ma in generale tra i veri sportivi, gli occhi ancora luccicano. Di ricordo, tenerezza, emozione. Così come luccicano negli occhi della figlia Benedetta, tifosissima rossoblù. Nella quarta edizione del memorial dedicato al padre lei c'era. E Claudio Onofri, altro ex simbolo rossoblù (ma ex fino a che punto, se si resta poi attaccati a una maglia come a una parte del proprio cuore?) l'ha intervistata per "Pianeta Genoa". Benedetta ha ricordato il padre con freschezza e commozione. "Al torneo partecipano ragazzini di prima e seconda media - ha affermato a Onofri per l'occasione giornalista che se l'è cavata peraltro benone - vogliamo insegnare a questi ragazzi che  il calcio si basa principalmente sui valori: tutto parte da lì". E Signorini, quei valori, li portò sempre come una bandiera. Per il Genoa, per se stesso, per la città. Dentro e fuori dal campo. "Io sono tifosa del Genoa - aggiunge Benedetta- l'ho sempre detto e lo sono sempre stata. Vengo volentieri al Museo e al Ferraris, per me è sempre un piacere venire a vedere il Genoa che è una famiglia allargata e io ci tengo molto". Onofri si emoziona quando ricorda il ritorno di Gianluca sulla sedia a rotelle al "Ferraris" con la SLA che già lo stava logorando inesorabilmente. Una malattia contro la quale non si è però mai chinato, manifestando la stessa fierezza che aveva quando calcava il rettangolo verde. "E' stato un bellissimo regalo - dice Benedetta-  per lui è stato una boccata d'ossigeno, avrebbe voluto calcare il campo  anche lui. E' stata una serata che ha lasciato non solo a lui ma a tutti un ricordo fantastico, veramente indelebile". E chissà quale sorriso meraviglioso Signorini sta ora regalando come una carezza a quel Genoa che ha riassaporato la massima serie. Sì, con quella squadra c'è anche lui. In modo particolare, ma c'è.  
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