Come valuta la caduta di Monza?
"
Le cadute in un percorso di crescita ci stanno. Una squadra come la nostra, per come è stata allestita e per le tempistiche con giocatori giovani e che hanno giocato poco insieme, ha bisogno di pazienza e di equilibrio. Sono determinanti per il prosieguo della stagione.
Domani incontriamo una squadra di grande struttura fisica in tutti i reparti ma, come detto prima, per noi è una grande occasione.
Vogliamo giocarci questa partita sì arrabbiati, ma lucidi e determinati. Consapevoli di cosa dobbiamo fare dentro la gara".
Hai tutti gli altri giocatori come Messias e Gudmundsson: possono reggere, dopo Monza, dall'inizio?
"Sto valutando e pensando. Farò valutazioni sugli undici ma soprattutto sulla panchina. C'è bisogno di tanta corsa, duelli fisici e qualità. Il pensiero non va all'inizio ma in tutta la gara.
Chi verrà in panchina dovrà farsi trovare pronto. Mi aspetto sempre di più da quelli che entrano. Sono le valutazioni che sto facendo".
Bani sta bene e sarà della partita?
"Può essere della partita. Sarà la prima dopo un lungo periodo.
Si è allenato ed è carico come tutti quelli che scenderanno in campo. C'è la volontà di fare la partita, come abbiamo fatto sempre. A parte la
Fiorentina, ce la siamo sempre giocata sia in casa che fuori."
Domani ci sarà (di nuovo) il tutto esaurito.
"Son sicuro che ci saranno 35mila genoani veri. Di questo sono sicuro.
Abbiamo tanto bisogno del loro supporto e non ce lo hanno mai fatto mancare. Noi cercheremo di farli felici con la prestazione. E' quello che chiederò ai ragazzi: quella voglia di vincere un duello, di avere personalità e coraggio".
Nel 2016 avete battuto la Juventus.
"E’ un’altra
Juventus, ma soprattutto è un altro
Genoa. Mi baso sulla quotidianità. Mi baso su chi alleno e sui ragazzi che alleno. Mi baso su questa
Juventus e sul lavoro che sta facendo
Allegri. Sarà una partita importante come lo saranno le successive. Dovremo essere bravi a interpretarla nel modo migliore".
Senza Retegui, giocherete col falso nove?
"C'è qualcosa non da inventare, ma da creare. La volontà è mettere nelle condizioni i giocatori che ho a disposizione. Ci sarebbe
Ekuban, ma anche lui non ha i novanta minuti. Ho delle varianti e le sto valutando. So che se iniziamo a lanciare contro di loro non ne prendiamo una. La mia intenzione è proporre e giocare al calcio. E' questa la peculiarità di questa squadra. Ci sono poi valutazioni, da
Malinovskyi più alto,
Albert più basso,
Puscas. Vedremo".
Pensi che Allegri possa cambiare il suo metodo di giocare?
"Loro, pur difendendo a cinque, costruiscono a quattro o a tre.
Può essere che a seconda degli interpreti possa cambiare qualcosa, ma non penso a degli stravolgimenti".
Le critiche?
"Credo che le critiche fanno parte del percorso. Ho letto una frase in questi giorni:
la via della virtù e della gloria è irta di difficoltà. E questa frase mi ha colpito e rispecchia tutta la mia carriera, da giocatore e da allenatore.
Sicuramente sono responsabile.
Mi assumo queste responsabilità e preferisco riceverle io piuttosto che i giocatori. Se uno deve parlare in un certo modo, è meglio lo facciano di me. Però penso che il tifoso genoano vero, non i gufi o i maligni, sarà presente domani.
I 35mila che saranno presenti allo stadio saranno quelli veri e non i cosidetti 'leoni da tastiera', che magari insultano o dicono cose poco carine.
Siamo nell’era tecnologica e bisogna essere lucidi per capire chi ti parla dall’altra parte.
E’ un momento importante della mia carriera perché sono l'allenatore di un grande club. Nessuno mi aveva chiesto di vincere il campionato o andare in
Champions, c’è la volontà di fare meglio però calma e cautela con i giudizi".
I cambi tardivi?
"O lascio dentro giocatori che hanno i crampi e si sistemano. Si sta parlando del nulla. Se
Messias sono due gare che sta giocando è normale che vada sostituito, stessa cosa per
Malinovskyi.
Retegui ha sempre giocato in
Argentina, è arrivato qua e ha sempre giocato ma poi si è fermato per poi rientrare.
Sono tutte dinamiche che chi le vive, e le vivo io, può capire. Quello che dico è che da parte mia c’è la volontà di capire tutti. E ho dimostrato anche di dare fiducia a tutti. Ora è il momento delle risposte.
E’ il momento in cui dobbiamo svoltare".