L’ex capitano del Genoa Domenico Criscito elogia l’operato di Alberto Gilardino. E si toglie qualche sassolino dalla scarpa.
Domenico Criscito
Al Genoa è stato legato a più riprese. Una prima volta nel 2003 con una sola presenza, una seconda tra 2006 e 2007 con 36 cartellini timbrati e quattro reti, una terza tra 2008 e 2001 (116 presenze e cinque gol). Poi sono venute le esperienze tra 2018 e 2022 (105 e 17) e l’ultima, nel 2023, con sedici e uno.
Domenico Criscito e la società rossoblù si sono presi, lasciati e ripresi. Intervistato dal Secolo XIX, l’ex capitano valuta il momento dorato del Grifo ma non rinuncia a fare qualche rilievo critico sul passato. “Sono tornato da Toronto con l’idea di smettere– afferma – non mi piaceva come stavano andando le cose e con la mia famiglia ho deciso di rientrare. Non pensavo che avrei avuto altre offerte oltre al Genoa, c’erano altre due squadre ma non le ho prese in considerazione”.
Prima di tessere le lodi di Alberto Gilardino, l’uomo del ritorno in A dei rossoblù, Criscito spiega per filo e per segno perché l’ultima volta il suo cammino e quello del Genoa si siano divaricati: “tutti sanno che sono andato via perché non rientravo più nei piani di Blessin (Alexander, il tecnico che ha preceduto Gilardino ndr) , non gli piacevo per il mio modo di intendere il calcio e l’ho accettato, potevo restare e fare casino ma non sarebbe stato il bene del Genoa”.
Insomma, la squadra prima di tutto. “Con l’arrivo di Gilardino sono cambiate le cose – ha poi concluso – con lui facevo di nuovo parte del progetto”.
Aggiornato al 25/05/2023 15:01
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