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Hellas Verona, da Roma a testa alta: c’è la mano di Zanetti

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Hellas Verona, l'allenatore Paolo Zanetti

La sconfitta dell’Hellas Verona contro la Lazio ha lasciato tanti segnali positivi all’allenatore vicentino. Qualche errore individuale ha sancito la sconfitta.

Nonostante alcune amnesie, la squadra ha risposto bene all’impatto con le offensive dei ragazzi di Baroni. Molto bene Tengstedt e Daniliuc.

Hellas Verona, contro il Torino serve la stessa grinta

Una sconfitta che forse arriva nel momento giusto. Prima del match non ci si aspettava certo di uscire rammaricati dalla trasferta di Roma contro la Lazio. L’Hellas ha reagito immediatamente allo svantaggio e ha giocato da squadra.

L’impronta del nuovo allenatore Paolo Zanetti sembra già molto evidente. Infatti, anche in questa occasione, come contro la Juventus, il modulo di partenza è stato il 3-4-2-1. Contro i bianconeri però non c’è stata partita e nei primi minuti all’Olimpico il goal di Dia ha confermato quel trend.

Hellas Verona

Contro Genoa Napoli invece, le scelte hanno dato ragione all’ex Empoli perchè il 4-2-3-1 ha rappresentato un insieme di imprevidibilità e solidità con ben 5 goal segnati e 0 subiti.

Certo, l’infortunio di Frese così come quelli di Duda Suslov, ha influito sulle scelte prima e durante la partita. L’arrivo i extremis di Bradaric però poteva rappresentare una valida alternativa ma evidentemente il ragazzo deve ancora entrare nei meccanismi.

In attacco Kastanos Harroui invece hanno dimostrato qualità e maturità tattica, con spunti e dribbling per liberare Tengstedt in profondità. Il lavoro di Belahyane Dani Silva termina con un giudizio semi positivo, dato che Guendouzi e Rovella sono stati leggermente superiori.

Hellas verona harroui

In più la velocità e abilità nel dribbling di IsaksenZaccagni Dia ha messo in seria difficoltà il pacchetto arretrato, compreso Lorenzo Montipò. Il portiere gialloblu si è reso protagonista di diversi interventi decisivi ma l’errore fatale sul goal di Castellanos ha avuto la risonanza maggiore.

Tutto sommato però sembra esserci un’aria diversa dalle parti del fiume AdigeSei punti nelle prime 4 partite sono un bottino più che rispettabile, considerando l’avvio shock di alcune grandi. Contro il Torino venerdì sera servirà lo stesso tipo di prestazione ma saranno decisive le scelte di formazione.

Hellas Verona-Inter

Hellas Verona-Inter

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Juventus, cosa serve per un grande 2026?

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Juventus

La vittoria di Pisa ha chiuso l’anno della Juventus in crescita. Ora però il salto di qualità è richiesto sia a tecnico che società.

La Juventus ha chiuso l’anno con un successo pesante a Pisa e con la sensazione di aver rimesso ordine dopo una partenza complicata. Il 2-0 in casa della squadra di Gilardino, sofferto ma fondamentale, ha completato un filotto di vittorie che ha restituito fiducia e riporta i bianconeri stabilmente in corsa per la zona Champions.

Spalletti ha salutato il 2025 con tre punti “sporchi”, ma preziosi, frutto di una squadra sempre più solida e capace di dare continuità ai risultati raccolti negli scontri diretti contro Bologna e Roma. La classifica non è ancora del tutto sistemata, ma le basi per rilanciarsi nel 2026 ci sono tutte.

Juventus 2026, da dove ripartire?

A Pisa, però, sono emersi anche i limiti di una Juventus che fatica ancora a produrre gioco e inventiva. In una serata non brillante di Yildiz, al netto del gol nel recupero, la svolta è arrivata dalla panchina: l’ingresso di Zhegrova ha cambiato il volto della partita, portando qualità, imprevedibilità e maggiore coraggio offensivo.

Juventus

EDON ZHEGROVA IN AZIONE IN AZIONE ( EMANUELE PENNACCHIO/KEYPRESS )

È proprio da qui che Spalletti vuole ripartire nel nuovo anno. La fase difensiva appare ormai blindata, ma per alzare l’asticella servirà osare di più nelle scelte, valorizzando il talento a disposizione e intervenendo sul mercato per colmare le lacune più evidenti. A Pisa la fortuna ha dato una mano, ma quando la Juve ha alzato il ritmo e il baricentro ha dimostrato di poter fare la differenza. Occorre tuttavia continuare a lavorare su numerosi altri aspetti, come ad esempio il fatto che la squadra subisce ancora troppi gol.

Il 2026 bianconero inizia così con fiducia ritrovata, una base solida e la consapevolezza che il prossimo passo passa dal coraggio, in panchina come nelle strategie societarie.

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Bologna, dal secondo round con l’Inter all’obiettivo Europa

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Bologna

Il Bologna si avvicina alla 18° giornata dopo il pareggio contro il Sassuolo, avversario di turno l’Inter, che i felsinei hanno affrontato in Supercoppa.

Per la squadra di Italiano il momento è positivo e la finale disputata a Riad col Napoli è la dimostrazione che le ultime stagioni non sono state solo fortuna.

Bologna, prima l’Inter poi calendario fitto

Il prossimo impegno che vedrà protagonisti Orsolini e compagni è in programma domenica 4 gennaio a San Siro contro l’Inter di Chivu. A poche settimane di distanza dal confronto in Arabia Saudita, spuntato dai rossoblu ai calci di rigore, tornano ad affrontarsi le due compagini che nelle ultime stagioni hanno dato vita a veri e propri scontri mozzafiato.

Basti pensare per esempio alla scorsa stagione, quando al Dall’Ara i nerazzurri dissero addio ai sogni di gloria all’ultimo secondo a causa della rovesciata di Orsolini. Negli ultimi anni Inter-Bologna non è mai stata un partita come le altre, merito soprattutto del percorso di crescita intrapreso dai felsinei e culminato con la vittoria della Coppa Italia lo scorso maggio.

Per questo motivo il confronto della 18° giornata assume un significato più profondo, legato anche alle ambizioni di entrambe le squadre. I nerazzurri puntano dritti al titolo e la testa della classifica al momento è la posizione in cui tutta la società sperava di trovarsi a questo punto della stagione; il difficile è mantenerla fino alla fine.

Dall’altra parte il Bologna arriva da un pareggio amaro contro il Sassuolo di Grosso e cerca riscatto alla Scala del Calcio. I punti in classifica sono 26 e la lotta col Como (a quota 27), per un posto in Europa, si fa sempre più agguerrita. Anche per questo quindi Italiano non intende inchinarsi alle big ma anzi è determinato a portare a casa punti pesanti.

Superato lo scoglio nerazzurro, sarà poi l’ora di intraprendere un tour de force piuttosto impegnativo che solamente nel mese di gennaio vedrà i rossoblu affrontare in ordine AtalantaComoHellas VeronaFiorentinaCelticGenoa Maccabi Tel Aviv. Cinque giornate di Serie A e due di Europa League che determineranno anche il proseguo del cammino europeo. Il gruppo è più affiatato che mai e punta a fare più punti possibili in tutte le competizioni per confermare il proprio status.

Bologna-Sassuolo

RICCARDO ORSOLINI GUARDA IN ALTO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

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Inter, Zieliński tra occasione di mercato e Chivu che blocca la sua cessione: la situazione

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Inter

 Zieliński e il mercato Inter: voci su Lazio, Galatasaray e Leeds, ma Chivu lo considera incedibile e centrale nel nuovo progetto nerazzurro. La situazione

Da Napoli a Milano, dopo la vittoria del campionato nella stagione 2022/23, Piotr Zieliński aveva deciso di sposare la causa Inter, trovando casa nel capoluogo lombardo con la speranza di diventare un nuovo punto fermo del centrocampo nerazzurro, nonostante l’arrivo a parametro zero.

Il giocatore, però, giunto ora alla terza stagione in maglia Inter, non è mai sembrato realmente al centro del progetto tecnico. Anche in vista del prossimo mercato di gennaio, ormai alle porte, si sono riaccese diverse voci di mercato che lo vorrebbero pronto a trovare una nuova sistemazione.

Tuttavia, Zieliński non sembra condividere questa lettura, e come ribadito dalle sue stesse dichiarazioni, appare molto fiducioso del nuovo corso nerazzurro con Cristian Chivu in panchina:
«Con Inzaghi partivo in terza fila, non ero schierato tra le seconde linee. Lui aveva i suoi titolarissimi, mentre quest’anno Chivu coinvolge più giocatori e fa credere a tutti di poter essere titolari».

Inter, Zieliński sul mercato

Le dichiarazioni riportate anche da 90minuto, però, si pongono in netto contrasto con le ultime indiscrezioni di mercato, che vedrebbero il centrocampista polacco, ex Empoli e Udinese, tra i possibili partenti. Su di lui, infatti, si sarebbe registrato l’interesse della Lazio, seguito da quello di Galatasaray e Leeds United.

A tal proposito, anche Alfredo Pedullà ha parlato della possibilità che la Lazio, una volta riacquisita la possibilità di operare sul mercato a partire dal 2 gennaio, dopo il blocco estivo, possa avviare un primo sondaggio proprio per il numero 7 nerazzurro.

Le stesse voci arrivano anche dall’estero, con il Galatasaray, da sempre molto attento al mercato italiano, che starebbe cercando un’intesa con il club milanese. L’Inter, però, si sarebbe detta ferma sulle proprie posizioni, dichiarando il giocatore incedibile.

Stesso discorso anche per il Leeds United, che dopo Noah Okafor avrebbe chiesto informazioni anche per un altro ex meneghino come Zieliński, trovando però ancora una volta il muro della dirigenza nerazzurra.

Inter

L’ESULTANZA DI CRISTIAN CHIVU A FINE GARA ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

 

In questo senso, la sessione di gennaio non sarà un momento di rivoluzione, ma piuttosto di consolidamento, con Zieliński destinato a restare uno dei pilastri silenziosi del nuovo corso nerazzurro, che sia dal primo minuto o che  sia a gara in corso. Chivu da questo punto di vista è stato chiaro, il polacco non si cede. 

 

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