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Hellas Verona, Sogliano: “Baldanzi voleva venire, la Roma ha cambiato idea. Sulla proprietà…

Il direttore sportivo dell’Hellas Verona Sean Sogliano commenta il mercato appena concluso della società scaligera in conferenza stampa.

Tempo di bilanci in casa Hellas Verona per quanto riguarda il mercato. Il club veneto, molto attivo in estate sia in entrata che in uscita, ha visto sfumare nell’ultimo giorno di mercato il possibile arrivo di Tommaso Baldanzi dalla Roma e di Faivre dal Bournemouth. È stato lo stesso direttore sportivo del club, Sean Sogliano, a spiegare in una conferenza stampa i motivi del mancato arrivo del tanto atteso trequartista, e a commentare i vari movimenti fatti in entrata e in uscita nella sessione di mercato conclusasi lunedì.

Tra conferme, scommesse, e acquisti di spessore, Sogliano ha dato un giudizio sui nuovi arrivi a disposizione di Paolo Zanetti. Di seguito le sue dichiarazioni.

Hellas Verona, le parole di Sogliano

Trattative sfumate con Baldanzi e Faivre.

“Gli ultimi giorni di mercato sono sempre abbastanza particolari, un po’ tutti rincorrono i minuti e le ore. Delle operazioni di mercato le avevamo chiuse in settimana, poi volevamo capire se fosse possibile chiudere Baldanzi che poteva essere un valore aggiunto. Nei giorni precedenti c’era una buona possibilità di prenderlo, lui era convinto, veniva volentieri. La notte precedente all’ultimo giorno di mercato c’è stata una dinamica che non riguarda la nostra società e quindi la Roma non ha fatto uscire il giocatore in prestito”.

“Faivre? Io sono testone e volevo capire se ci fosse la possibilità di prendere un giocatore simile a Baldanzi, per me era una operazione bella. Ma al di là di come sia chiusa, voglio giocatori che siano sicuri di venire all’Hellas”.

Gagliardini?

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“Il nostro mercato lo abbiamo chiuso in base a cosa potevamo farlo. Nel mondo del calcio oggi poi non esiste più il mercato chiuso, abbiamo il vantaggio di avere posti in lista, ma non vanno presi giocatori per forza. Se fra i giocatori disponibili capiamo che ci sia qualcuno che può essere un valore aggiunto, allora lo valuteremo”.

Squadra completa?

“Le squadre sono complete o meno in base a quello che dice il campo. Dopo Udine ho sentito parole belle, per una squadra nuova, poi una sconfitta con una squadra che quando sta bene è superiore al Verona e ho sentito cose molto brutte. Le parole contano poco”.

Ti immaginavi margine di manovra differente con la nuova proprietà?

“In questo momento stiamo avendo difficoltà, è normale avere dei cambiamenti per un cambio di proprietà. Da 3 anni per mia scelta sono orgoglioso di essere il ds del Verona, ho messo il Verona davanti a tutto, anche alla mia vita privata. Il Fondo Presidio ha detto che sarebbe stato un anno difficile, a livello di mercato non è cambiato tanto rispetto agli altri anni, la cosa più difficile era mettere su una squadra nuova, tanti abbiamo dovuto darli via e sostituirli, ma anche il fondo penso voglia dimostrare che vuole fare bene. La mia priorità è lavorare e dare il massimo per la squadra e i giocatori che sono venuti a Verona”.

Conta solo l’ambito economico nelle difficoltà nel cambiare il passo sul mercato?

“Normale che ci siano proprietà americane in Italia che abbiano possibilità diverse, Presidio ha chiarito bene questo aspetto. Dal mercato sono arrivati giocatori che possono dimostrare di essere da Verona, singolarmente per me sono arrivati buoni giocatori. Abbiamo perso giocatori forti, ma sono arrivati giocatori forti. Se ne potevano prendere altri, sicuramente. Noi dobbiamo ora lavorare sul gruppo. Sul cambio di passo: noi abbiamo fatto quello che potevamo fare”.

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Competività.

“Non sono preoccupato che il Verona abbia fatto poco, abbiamo fatto quello che dovevamo fare. Piuttosto vedo che altre società hanno fatto tanto, anche neopromosse, quindi per noi sarà ancora più dura e difficile. Per questo dovremo essere ancora più uniti cercando di fare una impresa”.

L’arrivo di Baldanzi poteva alzare l’asticella. Questo ha oscurato quanto fatto sul mercato?

“Condivido in parte, ma Baldanzi aveva caratteristiche particolari, era un giocatore che sentivamo come una cosa in più per la voglia di venire da parte sua. Noi dobbiamo fare un anno di sofferenza, dobbiamo essere pronti a farlo. Dopo Udine però le sensazioni erano diverse per tutti i giocatori arrivati rispetto a Roma. Stiamo sul pezzo cercando di rimanere umili e affamati come il popolo gialloblu chiede”.

Le ultime partenze.

“Mitrovic è un bravissimo ragazzo, anche un ragazzo che può fare bene. Non si può lavorare su tutti al 100%. C’è stata questa proposta, non possiamo tenere tutti. Su Braaf: è un grande talento, ha fatto degli errori, non abbiamo più tempo. Gliene diamo uno ai giocatori”.

La crescita di Fallou Cham ha influito sulla scelta di non prendere un nuovo giocatore a destra?

“Quello che ha fatto vedere questo ragazzo è stata una grande sorpresa, lo avevamo preso come aggregato, doveva fare la spola con la Primavera, e la prima squadra, in 15-20 giorni ha fatto im salto importante, ha giocato nella Scafatese, non dalla Youth League, sa cosa significa lottare, amo chi arriva dal basso. Non è arrivato un altro giocatore perché è arrivato anche Belgali, ha personalità, poi la coperta è un po’ corta”.

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Su Giovane.

“Nell’ultimo anno e mezzo abbiamo provato a prenderlo in ogni finestra di mercato. Poi è andato a scadenza, i suoi agenti sono stati corretti visto che avevano parlato con noi per primi. Il ragazzo è un giocatore che ha potenzialità”.

Sul rinnovo di Montipò.

“Montipò il contratto è stato fatto, abbiamo bisogno che faccia prestazioni buoni, averlo fatto una settimana prima o dopo non conta”.

Cessioni e partenze.

“Dawidowicz ha fatto una scelta personale, per me ha fatto un errore ma è giusto che ognuno scelga personalmente. Duda: scelta sua, abbiamo provato a trattenerlo. Darko è un ragazzo perbene, abbiamo deciso di non proporgli un altro anno di contratto, lo avevamo già fatto l’anno scorso e nell’ultima stagione non aveva giocato tantissimo. Faraoni ha giocato pochissimo l’anno scorso, in quello prima era a Firenze, giocando poco è normale che una società prenda decisioni quando un giocatore non gioca. Faceva spogliatoio? Sì, ma devono anche giocare, altrimenti gli facciamo fare l’allenatore in seconda”.

Fatica a prendere giocatori italiani.

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“Non pensiate che non ci pensi. Prendi le 20 squadre italiane di A: trovatemi un giocatore italiano che il Verona possa prenderlo. Il coefficiente di rischio di prendere un giocatore che non abbia mai giocato in A c’è, ma va anche detto che ci piace crescere i giocatori in casa. Solo che poi quelli che abbiamo tirato su come Coppola, Ghilardi, Zaccagni, Kumbulla abbiamo dovuto anche venderli. Questo problema lo deve risolvere chi è nella stanza nei bottoni. Se mettono 5 giocatori obbligatori italiani allora cambiano le cose. Anche io amo l’Italia e sono italiano e vorrei prendere italiani”.

 

Aggiornato al 03/09/2025 16:49

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Pubblicato da
Pietro Mauti

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