Categorie: Serie A

Inter, bufera abbonamenti: la Nord non ci sta

Situazione surreale quella vissuta in casa Inter, con i gruppi della Curva Nord pronti ad andare per vie legali per la questione legata agli abbonamenti.

Nino Ciccarelli, uno dei leader della tifoseria organizzata nerazzurra, ha rilasciato tramite i suoi canali social un commento riguardo al nodo degli abbonamenti.

TIFOSI INTER ( FOTO SALVATORE FORNELLI )

Curva Nord Inter: “Repressione senza precedenti. Pronti alle vie legali”

Il portavoce di uno dei gruppi dell’Inter ha esordito così: “A poche ore dalla chiusura della prelazione per gli abbonati, ci troviamo davanti a una situazione surreale: numerosi ragazzi dei gruppi di curva non riescono a rinnovare il proprio abbonamento”.

Il motivo di questo episodio è da ritrovarsi solamente nell’aver seguito la squadra ovunque, sia fuori che in casa. Nonostante poi la maggioranza dei tifosi del Biscione siano incensurati e soprattutto estranei ai fatti.

“Eppure, l’Inter si arroga il diritto di selezionare a proprio piacimento il pubblico, escludendo chi, per anni, ha dato voce, colore e anima alla squadra, anche nei momenti più difficili. A centinaia di persone viene impedito l’ingresso allo stadio, pur senza alcun daspo né una sola denuncia penale a loro carico. Una mossa inquietante, degna di un regime, che non può lasciarci indifferenti”.

Da parte del tifo organizzato poi una reazione tramite vie legali, dato il “nascondino” dei silenzi, delle scartoffie e degli scaricabarile della società Inter. “Siamo di fronte a un abuso senza precedenti, figlio di una strategia repressiva in atto ormai da mesi”.

E continuavano poi così: “Il Meazza si sta trasformando nella nuova frontiera della repressione: le curve milanesi sono diventate le cavie perfette per sperimentare un controllo cieco e sproporzionato. Un nuovo Alcatraz del calcio italiano. Uno stadio di polizia a tutti gli effetti. Quello a cui stiamo assistendo è spaventoso. E ci auguriamo che anche il resto del pubblico interista inizi ad aprire gli occhi. Biglietti a prezzi fuori controllo, codici elargiti senza criterio, abbonamenti modello pay TV, divieti arbitrari sul materiale da tifo. Una società che, giorno dopo giorno, sta trasformando lo stadio in un modello di business freddo e selettivo, emarginando chi ha sempre vissuto il calcio con passione, per poi spianare la strada a uno stadio-teatro: tanti clienti, pochi tifosi. Forse, quando tutti se ne renderanno conto, sarà già troppo tardi”.

Per finire poi una chiosa riprendendo una coreografia del lontano 2014 adatta perfettamente al momento. La frase recitava: “Senza la passione, il calcio è morto: solo 22 uomini che corrono su un prato e danno calci a una palla. È la tifoseria che fa diventare il calcio una cosa importante”.

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Seguiranno aggiornamenti, sperando in un finale positivo. Il calcio è di tutti.

Aggiornato al 14/07/2025 18:03

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Pubblicato da
Francesco Ceci
Tag: Inter

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