Juventus-Cagliari: la Coppa Italia dei bianconeri comincia dagli ottavi di finale, in programma all'Allianz Stadium contro i sardi.
Contestata e fischiata. Il capolavoro tattico contro il
Manchester City, aiutato e non poco da un
Guardiolismo putrescente e sul punto di esaurirsi completamente, è stato spazzato via dalla prestazione contro il
Venezia. Chi si stupisce di questa schizofrenia di prestazioni, evidentemente segue il calcio in maniera miope.
Un conto è giocare contro i
Citizens, con tutti i favori del pronostico da un lato e con un avversario che tiene sempre la spalla: dove tu devi limitarti (si fa per dire) a difenderti in maniera ordinata per poi ripartire con tantissimo campo davanti. Diverso è giocare contro una squadra che da un lato non ha nulla da perdere e dall'altro
lotterà con le unghie e con i denti per salvarsi, consapevole di non avere nulla da perdere.
L'aspetto delle motivazioni e della tenuta mentale è però fondamentale. E' facile trovare le motivazioni per affrontare una squadra di
Guardiola, in un palcoscenico probante come quello della
Champions League. Lo è molto meno mentalizzarsi immediatamente, a pochi giorni di distanza e con l'adrenalina ancora in corpo, sul campionato, quando ti trovi davanti un avversario completamente diverso e che pensa a te da una settimana.
Uno step di maturità che solitamente le grandi squadre riescono a fare e il nocciolo sta tutto qui. Poiché la
Juventus, attualmente,
non è (ancora) una grande squadra. Il campionato è ancora lungo e quello di
Thiago Motta sotto la Mole è un progetto dichiaratamente pluriennale. Sarebbe un grave errore di recentismo emettere delle sentenze dopo i primi sei mesi del primo anno, ma c'è comunque un fattore da considerare.
A Torino, sponda bianconera,
in questo momento si parla apertamente del quarto posto come dell'obiettivo stagionale. Per onestà intellettuale bisogna riconoscere che la postura della società era la stessa anche l'anno scorso,
ma la damnatio memoriae che la nuova proprietà ha operato in estate sulla gestione Agnelli e sull'Allegrismo pretendeva di recidere il legame con il passato.
Questa linea imprenditoriale è stata fatta passare come un percorso virtuoso, porto a trascinare
Madama al "
Next Level" intraprendendo una sorta di restaurazione tecnica. La verità però è un'altra, ovvero che
le tanto decantate macerie non c'erano e non ci sono mai state. La demonizzazione di chi c'era prima ha portato in dote uno sperpero economico disdicevole, per poi ritrovarsi a perseguire gli stessi obiettivi di prima.
Dopo quasi 200 milioni spesi sul mercato, per potare i rami secchi e creare una squadra fatta ad immagine e somiglianza di Motta,
la Juventus gioca peggio; ha meno punti in classifica; e gli stessi obiettivi stagionali. Sarà un percorso lungo (non c'è dubbio) e magari lastricato di soddisfazioni,
ma era davvero necessaria una rivoluzione a Torino?
E' stato davvero giusto salutare un terzo posto in classifica e una Coppa Italia in bacheca come un disastro, per poi ritrovarsi sei mesi a vedere quello stesso risultato (tanto vituperato l'anno scorso, quando in panchina c'era chi rappresentava un modo diverso e probabilmente inaccettabile di vedere il calcio)
come una sorta di salvagente?
Juventus-Cagliari, le formazioni ufficiali
Di seguito le formazioni ufficiali di
Juventus-Cagliari.
JUVENTUS (4-2-3-1): Di Gregorio; Savona, Locatelli, Kalulu, McKennie; Koopmeiners, Thuram; Conceicao, Yildiz, Mbangula; Vlahovic.
Allenatore: Thiago Motta.
CAGLIARI (4-2-3-1): Cagliari: Scuffet; Zappa, Palomino, Wieteska, Augello; Zortea, Marin, Prati, Deiola (C); Gaetano; Lapadula.
Allenatore: Davide Nicola.
