Serie A
Juventus e le statistiche post Cagliari

La Juventus batte il Cagliari per 2-1 tra le mura amiche dell’Allianz Stadium. Dopo questa sfida, ovviamente, cambiano le statistiche tra bianconeri e rossoblù

L’esultanza dei giocatori della Juventus sotto la Curva Sud al termine del match contro il Cagliari
Aver conquistato i tre punti con il Cagliari, la Juventus si gode il primato in classica in attesa della sfida di questa sera tra Inter e Frosinone.
Abbiamo visto quelle che erano le statistiche, nel pre-match, tra la ‘Vecchia Signora’ e ‘Casteddu’. Ma, ora, é tempo di aggiornamenti.
Andiamo a vedere come sono cambiate le statistiche nelle sfide tra le due formazioni.
La Juventus ha vinto cinque gare di fila in Serie A per la prima volta dallo scorso gennaio, quando arrivò a otto successi consecutivi nella competizione.
Ha mandato a segno cinque diversi difensori in questa Serie A (Bremer, Cambiaso, Danilo, Gatti e Rugani), nessuna squadra nei big-5 campionati europei in corso ha così tanti marcatori dal reparto difensivo.
La Juventus ha vinto tutte le ultime sette gare casalinghe contro il Cagliari in campionato, tra le squadre attualmente in Serie A contro nessun’altra formazione ha una striscia aperta più lunga di successi interni.

L’esultanza di Glaison Bremer dopo il gol al Cagliari
Bremer ha segnato tre gol contro il Cagliari in Serie A, più che a qualsiasi altra avversaria nel torneo; il difensore non andava a segno in campionato dallo scorso 14 maggio (vs Cremonese).
Tre dei cinque gol di Bremer in Serie A con la maglia della Juventus sono arrivati su assist di Filip Kostic, di cui due su sviluppo di palla inattiva.
Daniele Rugani non andava a segno in Serie A dal 3 marzo 2021, quando trovò la rete con la maglia del Cagliari contro il Bologna, 983 giorni fa.
Dusan Vlahovic ha collezionato la sua 150ª presenza in Serie A, così come Arkadiusz Milik la sua 50ª gara con Juventus in tutte le competizioni.
Serie A
L’Udinese omaggia Pizzul: lutto al braccio contro la Lazio

L’Udinese omaggerà Bruno Pizzul, gigante della telecronaca calcistica, indossando il lutto al braccio durante la partita contro la Lazio.
Il mondo del calcio continua a omaggiare Bruno Pizzul, gigante della telecronaca sportiva e calcistica, scomparso nella mattina di mercoledì 5 marzo all’età di 86 anni. Ricordato da tanti sportivi e calciatori, tra cui Roberto Baggio, grande protagonista delle sue telecronache, anche l’Udinese gli renderà omaggio.
Nella partita di lunedì 10 marzo all’Olimpico contro la Lazio, la squadra di Runjaic indosserà il lutto al braccio proprio in sua memoria. Pizzul è stato, infatti, grande esponente in Italia del Friuli Venezia-Giulia e di Udine, sua città natale.
La stagione dell’Udinese
Quella dell’Udinese è stata sin qui una stagione molto positiva, come conferma anche la classifica. Contro la Lazio basterebbe un punto per raggiungere quota 40, che vorrebbe dire anche una quasi sicura salvezza. Ora la squadra di Runjaic affronterà quindi un finale di stagione senza pretese, provando a raccogliere più punti possibili.
Centrare la Conference League, distante 8 punti, rimane comunque difficile. Ma i friulani, ora decimi, possono ambire a un piazzamento finale nella parte sinistra della classifica.
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Fonte: Gianluca Di Marzio
Serie A
Juventus, Renato Veiga in gruppo: le ultime su Gatti

La Juventus si sta preparando per la sfida fondamentale di domenica sera contro l’Atalanta, che potrebbe determinare l’accesso al terzo posto in classifica.

LA DELUSIONE DELLA JUVENTUS ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
La squadra sta affrontando diversi problemi legati agli infortuni, ma ci sono alcune buone notizie per il tecnico Thiago Motta.
Renato Veiga è tornato ad allenarsi con il gruppo dopo essersi fermato nella sfida contro il PSV Eindhoven. Il suo recupero sembra essere positivo, con il dolore che sembra essersi ridotto, e la sua presenza potrebbe essere fondamentale nel reparto offensivo che, a causa di varie assenze, è già ridotto.
Federico Gatti, invece, ha subito un affaticamento muscolare e ha dovuto svolgere un allenamento differenziato. Le sue condizioni saranno valutate con maggiore precisione nell’allenamento di rifinitura di domani, che precederà la partita. Se non dovesse essere disponibile, le opzioni per sostituirlo potrebbero includere Lloyd Kelly al centro della difesa, affiancato da Pierre Kalulu, che ha superato il suo infortunio.
Motta avrà quindi poche risorse a disposizione, ma sta cercando di mettere a punto una formazione competitiva per questa partita decisiva contro l’Atalanta.
Serie A
Lukaku: “Non ho mai odiato l’Inter ma non ho più sentito Lautaro. Conte ti cambia, prima non amavo giocare di spalle alla porta”

Romelu Lukaku racconta la sua carriera, da Inter a Napoli, passando per Conte e Mourinho, e svela il difensore più difficile da affrontare.
Romelu Lukaku ha rilasciato una lunga intervista al Corriere dello Sport, ripercorrendo il suo percorso da calciatore. Il centravanti belga ha discusso delle sue esperienze all’Inter e al Napoli, della sua relazione con Antonio Conte e del rapporto speciale con José Mourinho. Nel corso della conversazione, ha anche svelato quale difensore considera il più difficile da affrontare in campo.
Le parole di Lukaku
Dall’Inter al rapporto con Lautaro
Io non ho mai odiato l’Inter, mai. Se qualcuno ha parlato, soprattutto in quel periodo, quel qualcuno non ero io. Non ho più sentito Lautaro, è un ottimo giocatore e si merita tutto ciò che gli sta capitando”.
Romelu ha poi parlato del suo rapporto con Antonio Conte

LA DELUSIONE DI ANTONIO CONTE ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
“Odiavo giocare spalle alla porta. Al Chelsea lui fu molto chiaro: ‘Se non migliori questo aspetto non puoi giocare con me’. Zero alternative. Lo devo ringraziare perché quello che era il mio punto debole si è trasformato in una qualità. La strada giusta per arrivare in porta si trova sempre. Adesso giochiamo con due punte, ma fino a poco tempo fa ero in mezzo da solo. Io cerco sempre di essere dominante, se sono dominante il gol lo faccio e comunque aiuto i compagni negli inserimenti”.
Su Mourinho
“José è un vincente, l’ho avuto due volte, prima a Manchester e poi alla Roma. Qualcosa è accaduto tra lui e non so chi e non volevo mettermi in mezzo. Di José non parlerò mai male, alla Roma non aveva una squadra top, ma è andato fino in fondo. Gli auguro sempre il meglio, anche in Turchia sta facendo cose fantastiche”.
Sul suo futuro
“L’ambiente è davvero stimolante, qui a Napoli tutto mi riporta alla squadra, alla passione. Il magazziniere tifa Napoli, il cuoco e gli impiegati anche. L’energia che la gente trasmette è incredibile. Non farò l’allenatore dopo, ma chiuderò la carriera all’Anderlecht, la squadra del cuore, l’ho promesso a mio figlio che gioca lì”.
Il difensore più difficile da marcare
“Sono bei duelli. Mi viene da dire Hien. E Bremer, Bremer è un bell’animale”.

GLEISON BREMER ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
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