Serie A
Juventus, Vlahovic torna titolare ma il futuro è in bilico
Juventus, Vlahovic torna in campo e Motta punta sul suo bomber per evitare la crisi. Tuttavia, il futuro resta un rebus.
Dusan Vlahovic è di nuovo a disposizione della Juventus, e il suo ritorno coincide con il momento forse più critico della stagione per i bianconeri. Dopo tre partite senza di lui, in cui la squadra ha segnato solo un gol – peraltro frutto di una deviazione decisiva – i numeri parlano chiaro. Con il serbo in campo, la media gol sale a 1.51 a partita rispetto allo striminzito 0.33 registrato in sua assenza. Un cambio di passo evidente, che non lascia dubbi sull’importanza di Vlahovic per questa squadra.
Alle 18:00, nella sfida contro il Bologna allo Stadium, Thiago Motta schiererà il numero nove dal primo minuto. Ad affiancarlo ci sarà Koopmeiners, mentre sugli esterni si punta sulla vivacità di Conceicao e sulla velocità di Weah, con Kenan Yildiz che potrebbe osservare un turno di riposo. Una formazione pronta a rilanciarsi, ma non priva di rischi. Con una sola vittoria nelle ultime 5 gare e una serie di pareggi accumulati dopo la sosta, la pressione è altissima. Per Motta e per tutta la Juventus, non vincere oggi potrebbe segnare l’inizio di una crisi conclamata.

Thiago Motta da indicazioni a Timothy Weah ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Juventus, che futuro per Vlahovic?
Se in campo Vlahovic resta imprescindibile, fuori dal rettangolo di gioco la sua permanenza a Torino appare tutt’altro che scontata. Il rinnovo del contratto è bloccato, con richieste e offerte distanti. A gennaio il serbo non dovrebbe muoversi, dato che le priorità di mercato della Juventus sembrano rivolte alla difesa e ad altri innesti in attacco, ma il discorso potrebbe cambiare a giugno.
Con un prezzo minimo fissato a circa 40 milioni, la dirigenza bianconera vuole evitare minusvalenze dopo l’investimento da 70 milioni fatto nel gennaio 2022. Nel frattempo, è atteso un incontro con l’agente di Vlahovic poco prima di Natale. Una stretta di mano sembra lontana, e sotto l’albero potrebbe esserci più di un dubbio sul futuro del numero nove.
Oggi, però, il presente è tutto sul prato dello Stadium. Il bomber serbo deve trascinare la Juventus fuori dalle difficoltà e dimostrare ancora una volta perché è la chiave dell’attacco bianconero. Ma il tempo stringe, e la partita da vincere, per Dusan, potrebbe non essere solo quella contro il Bologna.
Serie A
Bologna-Fiorentina, le formazioni ufficiali
A pochi minuti dal fischio d’inizio di Bologna-Fiorentina, sono state diramate le formazioni ufficiali che scenderanno in campo al Dall’Ara alle 15.
Alle 18, al Dall’Ara, Bologna e Fiorentina scenderanno in campo per una sfida fondamentale per entrambe. La squadra di Italiano, che contro l’Hellas Verona ha ritrovato un successo che mancava da quasi due mesi, ha bisogno dei tre punti per rimanere agganciata al treno per l’Europa.
Dall’altra parte la Viola di Vanoli, ancora imbattuta nel nuovo anno, cerca continuità e una vittoria che le permetterebbe di avvicinare le dirette concorrenti per la salvezza.

RICCARDO ORSOLINI GUARDA IN ALTO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Bologna-Fiorentina, le formazioni ufficiali
Bologna (4-2-3-1): Ravaglia; Holm, Vitík, Heggem, Miranda; Freuler, Pobega; Orsolini, Odgaard, Cambiaghi; Castro
Fiorentina (4-3-2-1): De Gea; Dodô, Comuzzo, Pongraćić, Gosens; Mandragora, Fagioli, Ndour; Parisi, Guðmundsson; Piccoli

Serie A
Inter di ferro, scatto Scudetto: difesa blindata e vittorie pesanti
Inter – A Udine altro 1-0 di platino: i numeri dicono che il sogno tricolore è più di una suggestione.
Porta chiusa a doppia mandata e tre punti dal peso specifico enorme. L’Inter passa anche a Udine, su un campo storicamente complicato e a sole 64 ore dall’impegno precedente, confermando una solidità difensiva che oggi rappresenta il vero marchio di fabbrica della squadra di Cristian Chivu. Un altro successo di misura, un altro clean sheet: segnali forti, da squadra che sa come si vince un campionato.
Inter, tornano i numeri da Scudetto
Al Bluenergy Stadium i nerazzurri hanno sofferto nel finale, ma senza mai perdere il controllo. L’Udinese ha aggredito con intensità, senza però creare reali pericoli. Merito di una retroguardia finalmente registrata, capace di leggere i momenti della gara e di adattarsi alle difficoltà. Chivu ha iniziato con Bisseck, Akanji e Carlos Augusto, per poi irrobustire ulteriormente il reparto negli ultimi minuti: dentro Acerbi e de Vrij, con Akanji avanzato a fare da schermo. Ne è nato un 5-4-1 compatto, invalicabile.

ESULTANZA INTER ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
È il secondo 1-0 consecutivo per l’Inter dopo quello rifilato al Lecce a San Siro. Vittorie “di corto muso”, spesso decisive nella corsa Scudetto italiana, dove a fare la differenza è la capacità di concedere poco o nulla. A Udine è bastata la zampata decisiva, con Pio Esposito ancora protagonista nell’azione che ha portato al gol di Lautaro: una coppia che accende l’entusiasmo del popolo nerazzurro.
I numeri parlano chiaro. L’ultima sconfitta in campionato risale al 23 novembre, nel derby perso col Milan. Da allora l’Inter ha raccolto 25 punti sui 27 disponibili. Nei nove match successivi ha incassato appena quattro reti, mantenendo la porta inviolata in sei occasioni. I clean sheet stagionali sono già undici, il dato migliore della Serie A.
Dopo un avvio incerto, con sei gol subiti nelle prime tre giornate, la svolta è evidente: nelle successive diciotto partite i gol al passivo sono stati solo undici. Con il miglior attacco del campionato (44 reti) e una difesa tornata dominante, l’Inter ha completato l’ultimo tassello. Lo Scudetto, oggi, non è più solo una possibilità: è un obiettivo concreto.
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Serie A
Napoli, emergenza infinita: Conte perde Rrahmani e Politano
Napoli – Nuovi infortuni contro il Sassuolo e allerta massima in vista di Copenhagen e Juventus.
La vittoria contro il Sassuolo non porta solo buone notizie in casa Napoli. Antonio Conte, per la seconda partita consecutiva costretto a seguire i suoi dalla tribuna, ha infatti perso altri due pilastri della rosa: Amir Rrahmani e Matteo Politano. La maledizione degli infortuni continua e ora lo stato d’allerta è totale in vista dei prossimi, decisivi impegni.
Prima il centrale kosovaro, poi l’esterno offensivo: entrambi hanno accusato un problema muscolare alla coscia che li ha costretti ad abbandonare il campo. Dal club filtra cauto ottimismo, si parla di semplici risentimenti, ma le reali condizioni verranno valutate solo nei prossimi giorni. Come ha spiegato il vice Stellini, “oggi non abbiamo cose precise da dire”.

CRISTIAN STELLINI IL VICE DI ANTONIO CONTE GUARDA IN ALTO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Napoli, le preoccupazioni di Conte
Le preoccupazioni di Conte sono legate soprattutto al calendario: martedì la trasferta di Champions League a Copenhagen, domenica il big match dell’Allianz Stadium contro la Juventus. Due appuntamenti cruciali da affrontare con una rosa falcidiata.
In caso di stop prolungato di Rrahmani, la scelta in difesa sarebbe obbligata: spazio ad Alessandro Buongiorno accanto a Beukema e Juan Jesus, con Di Lorenzo confermato esterno. Più aperto il ballottaggio sulla corsia offensiva destra: il giovane Antonio Vergara è in vantaggio dopo la buona prova col Sassuolo, mentre Noa Lang resta l’alternativa.
Il quadro è aggravato dall’assenza di David Neres, ancora alle prese con un fastidio fisico, e dalle condizioni da valutare di Elmas, fermato da uno stato influenzale. Nessun recupero imminente, invece, per Lukaku, Anguissa, Gilmour, Meret e De Bruyne.
Modulo confermato, dunque, ma uomini contati. Se anche Rrahmani e Politano dovessero dare forfait, il Napoli di Conte si presenterebbe così:
NAPOLI (3-4-2-1): Milinkovic-Savic; Beukema, Juan Jesus, Buongiorno; Di Lorenzo, Lobotka, McTominay, Spinazzola; Vergara (Lang), Elmas (Lang); Hojlund.
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