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La Fiorentina piange Barone

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Fiorentina: Joe Barone. Il direttore generale della Fiorentina è morto all’ospedale San Raffaele di Milano all’età di 57 anni 

Fiorentina

Joe Barone

Lutto in casa Fiorentina, il direttore generale Joe Barone si è spento all’età di 57 anni dopo una dura battaglia all’ospedale San Raffaele di Milano dopo il grave malore avuto poche ore prima di Atalanta-Fiorentina.

 

Questo il comunicato della Fiorentina:

“Con un dolore profondo e immensa tristezza, la Fiorentina oggi perde un suo punto di riferimento, una figura che ha segnato la storia recente del Club e che non sarà mai dimenticata. Il Direttore Generale Giuseppe Barone, dopo il malore occorso domenica, è venuto a mancare oggi presso l’ospedale “San Raffaele” di Milano.

Rocco Commisso e la sua famiglia, Daniele Pradè, Nicolas Burdisso, Alessandro Ferrari, Vincenzo Italiano, Cristiano Biraghi e tutta la Fiorentina sono distrutti per la terribile perdita di un uomo che ha offerto la sua grande professionalità, il suo cuore e la sua passione per questi colori, di un amico disponibile e sempre vicino in tutti i momenti, sia quelli più felici e, soprattutto, quelli più difficili“.

 

 

Serie A

Juventus, Spalletti: “Vogliamo un 2026 pieno di soddisfazioni per i tifosi. Sul rinnovo…”

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Juventus

Alla vigilia di Juventus-Lecce, il tecnico dei bianconeri, Luciano Spalletti, è intervenuto in conferenza stampa per presentare il match.

Di seguito un estratto delle parole dell’allenatore della Juventus in vista della sfida contro il Lecce, in programma domani alle ore 18.

Juventus, le parole di Spalletti

Come ha trovato la squadra in questi giorni e che tipo di gara si aspetta?
“I ragazzi hanno lavorato bene, nonostante il periodo festivo che può sempre creare qualche distrazione. Li ho visti arrivare al campo con determinazione, concentrati su ciò che bisogna fare. Abbiamo parlato anche dell’inizio dell’anno nuovo: c’è un detto dalle mie parti che dice che quello che fai il primo dell’anno poi lo ripeti per tutto l’anno. Per questo ho chiesto grande attenzione in questi allenamenti. Ho detto anche che ogni giorno si gioca una piccola partita, un premio che può essere visibile o meno, ma per ottenerlo bisogna impegnarsi. La somma di questi piccoli premi è ciò che ti porta poi al risultato finale. Mi aspetto quindi continuità nell’attenzione mostrata nelle ultime partite, cercando sempre qualcosa di nuovo che ci dia ulteriore forza.

Nel calcio moderno funziona così: i protagonisti sono i giocatori, sono loro che devono scavare, scoprire situazioni nuove e trovare soluzioni fuori da ciò che è preordinato. La partita sarà complicata perché conosco bene il Lecce. Conosco diverse persone all’interno del club, compreso Di Francesco, con cui ho lavorato alla Roma e con cui ho un rapporto di amicizia.

È un allenatore molto moderno, con un’idea di calcio propositiva ben definita. Sarà una gara aperta, perché vengono a pressare e lavorano in modo collettivo, anche in fase difensiva. Hanno disputato ottime partite in questo campionato e servirà tutta la nostra forza”.

Come si gestisce la preparazione con così tante partite ravvicinate?
“Non è semplice preparare le gare con tempistiche così strette, ma ho la fortuna di lavorare con persone alla Juventus che sanno come gestire queste situazioni. Grazie alla collaborazione riusciamo a lavorare su più aspetti e a preparare le partite nel modo migliore. È chiaro che, con questo ritmo, qualche muscolo può andare in sofferenza ed è per questo che abbiamo bisogno di tutti”.

Come valuta Elimoghale? Ha mai pensato di convocarlo?
“È un ragazzo con caratteristiche che fanno intravedere una possibile evoluzione importante in futuro. Bisogna però accompagnarlo nella crescita nel modo giusto, permettendogli di fare esperienza con i tempi corretti. Ha frequenza, leggerezza nell’uno contro uno e nel puntare l’avversario, ma deve strutturarsi fisicamente. Qualche volta l’ho fatto allenare con noi, perché portiamo spesso giovani in prima squadra e lui rientra in questo percorso. Le convocazioni dipendono sempre da ciò che questi ragazzi dimostrano quando si allenano a questo livello: è nel confronto che si capisce se uno è pronto oppure no”.

È soddisfatto di questi primi mesi alla Juventus?
“Sì, sono soddisfatto perché ho sempre visto i giocatori cercare qualcosa di nuovo. I protagonisti sono loro e nel calcio moderno devono trovare soluzioni, posizioni e velocità di pensiero per non sentirsi ingabbiati. Mi piace la loro curiosità, la voglia di scoprire cose nuove. Questo mi rende fiducioso perché abbiamo margini di miglioramento importanti. Se non riuscissimo a fare un passo avanti, vorrebbe dire aver sprecato delle potenzialità. Spero che il 2026 possa essere un anno di soddisfazioni per i nostri tifosi. Abbiamo l’urgenza di regalare loro gioie: la nostra tifoseria è una delle più numerose al mondo e merita rispetto, impegno e attenzione”.

Juventus

LA GRINTA DI JONATHAN DAVID ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Cosa chiede a Openda e David?
“Vogliamo andare a recuperare il pallone alto, quindi chiediamo ai nostri attaccanti di pressare il portiere e di correre molto. Domani giocheranno entrambi, non insieme dall’inizio, ma giocheranno. Sono due giocatori diversi e non escludo che possano condividere anche qualche minuto in campo. Stiamo lavorando con loro, cercando di trasmettere indicazioni che magari non emergono sempre in allenamento. Li vedo migliorati sotto tutti i punti di vista e mi aspetto ancora di più”.

Sul mercato cosa si aspetta?
“Sono arrivato qui con degli accordi chiari. Non mi aspetto nulla e sono molto soddisfatto dei giocatori che ho a disposizione. Oggi voglio anche dare il benvenuto a Marco Ottolini, che è conosciuto da tutti come una persona perbene e un grande professionista. La Juventus ha deciso di riportarlo a casa e sarà lui a occuparsi del mercato. Sarà un mercato legato alle opportunità che si presenteranno per completare la rosa, ma non voglio essere io a creare pressioni. Io sono contento della squadra che ho: se dovesse capitare qualcosa, lo valuterà Marco, ma non sento il bisogno di nulla”.

Avete già affrontato il tema del rinnovo di contratto?
“Se avessi avuto bisogno di altro, o di un contratto più lungo, lo avrei chiesto quando ho parlato con Comolli. Sto bene sotto ogni punto di vista. Qui ho trovato persone estremamente professionali e rispettose dei ruoli e del lavoro da svolgere. Condividiamo gli stessi obiettivi e vogliamo lavorare per andare in Champions League. A giugno faremo tutte le valutazioni migliori, in base al lavoro svolto e sempre per il bene della Juventus. Personalmente non mi manca nulla”.

Quali sono le principali insidie della gara di domani?
“I rischi non riguardano tanto ciò che non riusciamo a fare noi, ma quello che gli avversari possono impedirci di fare. Vorremmo essere sempre brillanti, efficaci e dominanti, ma c’è forse un pizzico di presunzione nel pensare che sia sempre possibile. Noi proviamo sempre a dare il massimo. L’ultima partita il Como ha battuto il Lecce con un risultato largo, ma se si analizza la gara non c’era tutta questa differenza. Cercheremo di fare la partita fin dal primo minuto, però dobbiamo fare i conti anche con la forza degli avversari e a volte saremo costretti a inseguire. Il rischio fa parte del gioco: l’importante è provarci sempre, mettendo tutto quello che abbiamo. Vogliamo giocare bene, ma soprattutto vogliamo vincere”.

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Serie A

Genoa-Pisa, scontro di fuoco: in palio non solo i punti

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La 18° giornata di Serie A vedrà a Marassi la sfida Genoa-Pisa, entrambe le squadre cercano punti salvezza ma per gli ospiti la situazione è più delicata.

Due squadre in difficoltà a livello di risultati, che però arrivano da momenti differenti e cambiamenti più o meno impattanti. De Rossi ha dato nuova linfa ai liguri, che però non raccolgono punti da tre partite.

Genoa-Pisa, Gilardino in bilico: De Rossi ha una responsabilità

La bellezza del nostro campionato non è data solo dalle partite di cartello, infatti anche gli scontri salvezza spesso regalano emozioni molto intense. Quelle promesse dal delicato match Genoa-Pisa in particolare intrigano parecchio, anche perché in palio non ci sono solo punti.

Entrambe le squadre infatti sono a secco di vittorie da diverso tempo e nello specifico gli ospiti stanno attraversando un momento complicato. La panchina di Gilardino nelle ultime settimane ha iniziato a traballare sempre di più e questa partita potrebbe dare una svolta, sia in caso di vittoria che sconfitta, alla stagione dei toscani.

In 18 giornate è arrivata una sola vittoria, tra le mura amiche, e le belle prestazioni non bastano più. Se l’obiettivo è la salvezza, gli scontri diretti sono fondamentali soprattutto a questo punto della stagione. Per questo non è più ammesso sbagliare e la società ha anche pronto il piano B.

Dall’altra parte il Grifone sembrava aver cambiato rotta con ottimi risultati, la squadra sembrava rinvigorita e alcune vittorie pesano ancora oggi sulla classifica. Tuttavia, dall’ultimo successo sono passati quasi 30 giorni e nel mezzo sono arrivate 3 sconfitte (contro InterAtalanta Roma), che comunque hanno lasciato del positivo dal punto di vista dell’atteggiamento.

Tolto infatti il primo tempo dell’Olimpico, il Genoa ha sempre dimostrato propensione offensiva e fame di gol. L’efficacia però non è stata superiore a quella degli avversari, ponendo la squadra in una posizione scomoda all’alba di questo delicato match.

La responsabilità di De Rossi è quella di tenere alto il morale come solo lui sa fare, il suo carattere da trascinatore può risultare decisivo in questo momento difficile. Inoltre il fattore Marassi può essere la spinta finale per i giocatori e permettere di gettare il cuore oltre l’ostacolo.

genoa-pisa

Morten Frendrup ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

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Serie A

Parma, rinnovo sempre più vicino per Bernabé: pronto il contratto fino al 2029

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Parma

Parma, rinnovo sempre più vicino per Adrián Bernabé: il club pronto a blindare il centrocampista fino al 2029 dopo una stagione da protagonista.

Dopo il grande gol segnato agli sgoccioli della passata stagione contro l’Inter, tutta l’Italia si è finalmente resa conto del grande talento di cui dispone Adrián Bernabé.
Lo spagnolo rappresenta infatti una delle note più positive della stagione del Parma, che, dopo aver sconfitto davanti ai propri tifosi una diretta concorrente per la salvezza come la Fiorentina, può ora concentrarsi, oltre agli impegni sul campo, anche sulle strategie di mercato, a partire dai rinnovi contrattuali.

In quest’ottica, il primo dossier potrebbe riguardare proprio Bernabé, il cui contratto è attualmente in scadenza nel 2027. Il centrocampista starebbe valutando il rinnovo, sia per quanto riguarda le cifre sia per la durata dell’accordo.

Il club crociato, dal canto suo, si sarebbe detto soddisfatto dell’apertura del giocatore e intenzionato a trovare un’intesa nel più breve tempo possibile. A partire dai prossimi giorni, una volta archiviata la diciannovesima giornata di Serie A, Bernabé potrebbe firmare un nuovo contratto, che lo legherebbe al Parma fino al 2029.

Parma, Bernabè e la speciale coincidenza

L’edizione odierna della Gazzetta dello Sport conferma quanto emerso nelle scorse ore, dando vita a una coincidenza particolarmente significativa.
Tornando indietro nel tempo, infatti, il giovane centrocampista spagnolo fu portato al Parma da Enzo Maresca, che, prima di intraprendere la sua breve esperienza da allenatore in Serie A, aveva fatto parte dello staff delle giovanili del Manchester City.

Proprio dai Citizens, l’ex centrocampista bianconero aveva provato a strappare il giocatore, che, dopo tre anni trascorsi in Inghilterra, decise di seguire il suo primo allenatore anche in questa nuova avventura in Emilia.

A raccontarlo è stato lo stesso Bernabé: “Abbiamo lavorato insieme al Manchester City, nell’ultimo anno del mister, poco prima che venisse contattato dal Parma. Nel momento in cui la società lo ha chiamato, Maresca mi ha immediatamente contattato per trasferirmi in Emilia.

 

Parma-Bologna

MATTEO PELLEGRINO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

 

Fa quasi effetto pensare che proprio nel giorno in cui emerge con forza la volontà reciproca di Parma e Bernabé di proseguire insieme una storia così intensa, a oltre mille chilometri di distanza, si consumi l’esatto opposto.
A Londra, infatti, Enzo Maresca si ritrova in totale rottura con il proprio club, una frattura profonda e insanabile che lo ha portato a chiudere anticipatamente il suo percorso, arrivando persino alla decisione di dimettersi.

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