Siamo alle battute finali e dunque è davvero arrivato il momento per il Monza di dare un'accelerata. Sì, serve un colpo di coda, una vibrazione, per mettersi definitivamente alle spalle qualche momento tutt'altro che esaltante e... non se ne parli più.
Mancano una dozzina di partite per concludere questo campionato che al
Monza ha regalato gioie e dolori (come per tutti, del resto) ma che soprattutto è servito da iniziazione per i biancorossi brianzoli nel magico mondo della Serie A.
Dopo un inizio in chiaro-scuro, il
Monza, con una serie di risultati importanti, ha rotto gli indugi, lasciato la compagnia delle pericolanti assestandosi in modo puntuale e costante tra la sideA e la sideB della classifica con un occhio ammiccante all'Europa.
Dunque i biancorossi di mister
Palladino sono, di fatto, usciti dal guscio e mostrando un calcio moderno, dinamico e privo di fronzoli, si sono lasciati trasportare, perdendo ogni tipo di freno inibitorio, nell'enfasi suggestiva di questo campionato che li sta letteralmente conquistando e ammaliando al pari dei loro supporter che continuano a sognare in grande così come i dirigenti, loro sì abituati a questa gradevole voluttà.
A meno di ribaltoni imprevisti - e imprevedibili, aggiungiamo noi - il
Monza non corre alcun tipo di rischio in graduatoria ed è per questo che volendo, se si pensasse solo di dare un ulteriore e consistente battito d'ali al volo dei brianzoli, si potrebbe provare a mettere il naso oltre il lecito per annusare l'aria salubre laddove il cielo è più limpido, terso.
Ma forse è ancora presto per andare aldilà le proprie, legittime possibilità e ambizioni; puntare più su con lo sguardo, e senza paracadute potrebbe essere davvero poco salutare, Quindi inutile, con la fantasia, fare voli pindarici, meglio aspettare momenti più propizi e nel frattempo costruirsi intorno una più cospicua dose di esperienza. Ma questo
Monza - diciamolo - è destinato a vivere momenti davvero importanti e di grande lustro.
Editoriale a cura di Elio Arienti