Ora la Cremo ci crede! Probabilmente quei tre punti conquistati contro lo Spezia, una diretta interessata alla corsa per non retrocedere, non danno certezze di alcun genere, ma almeno risollevano il morale, regalano speranze e soprattutto offrono ancora illusioni.
Illusioni, sì, perché questo inaspettato risveglio del “ragazzi della Bassa” appare ai più quantomai tardivo, lusinghiero e gratificante ma, appunto, tardivo. Però, è bello vagheggiare, fantasticare, volare con la mente verso cose inesplicabili, (quasi) impossibili da raggiungere. Comunque sia, la salvezza, lo si voglia o meno è adesso a soli tre punti è, come si dice, a portata di mano.
Certo, non sarà facile da raggiungere, ma almeno, ora, quel quart'ultimo posto in classifica non è più un miraggio come lo era qualche gara fa; è lì davanti, basta sporgersi un tantino in più e allungarsi per toccarlo, (magari) agguantarlo e, farlo proprio. Sarebbe bellissimo, un vero miracolo, uno di quelli che capitano poche volte nella vita. Arrivati a questo punto, però, non si può più sbagliare, serve dare un’accelerata, mettere fuori la freccia e via, verso l’infinito.
Mancano solo quattro giornate alla fine del campionato e bisogna soltanto spingere lo sguardo dinanzi, senza timori, senza paure o dubbi; non è più tempo per girarsi indietro e recriminare su ciò che poteva essere e non è stato. L’obiettivo è li, a vista, mettergli sopra le mani è imperativo.
Purtroppo però questo finale di campionato per i grigiorossi di mister Ballardini è tutt’altro che una passeggiata di salute perché già domenica capitan
Bianchetti e soci dovranno vedersela, allo Stadium di Torino, con la
Juventus che, impegnata nella corsa Champions, non regalerà assolutamente nulla ma, anzi, vorrà fare, giustamente, bottino pieno.
Però, questa
Cremonese non ha nessuna intenzione di rinunciare al sogno, salvarsi per i grigiorossi sarebbe il loro scudetto, il loro punto d’onore. E se si è uomini d’onore non si può e non si deve lasciare nulla d’intentato e soprattutto credere in se stessi.
Editoriale a cura di Elio Arienti