Alla Lazio è aperto il duello per la fascia da capitano tra Zaccagni, il favorito, e Cataldi, che un anno fa era il designato. Sarri fa silenzio e prende tempo.
Il dualismo Zaccagni-Cataldi
Alla Lazio, il mercato fermo non è l’unico pensiero che agita le notti di Maurizio Sarri. Un altro nodo cruciale, ancora irrisolto, riguarda la fascia da capitano. Un simbolo che pesa, non solo sul braccio ma anche nello spogliatoio. Il tutto, sta generando silenzi e riflessioni all’interno del gruppo biancoceleste.
Oggi l’uomo designato a guidare la squadra sembra essere Mattia Zaccagni. L’esterno ex Verona, protagonista di una crescita costante in maglia Lazio, è stato di fatto investito del ruolo già nella scorsa stagione. Complice il rinnovo contrattuale e la fiducia piena del tecnico toscano, Zaccagni ha spesso indossato la fascia in assenza di Immobile. E adesso, con l’addio imminente o comunque il ridimensionamento del ruolo del centravanti, sembrerebbe naturale il passaggio di consegne.
Eppure, c’è un precedente che pesa. Danilo Cataldi, romano, cresciuto nel vivaio e profondo conoscitore dell’ambiente Lazio, sarebbe stato il capitano designato un anno fa. Se non fosse per il fatto che è stato ceduto temporaneamente alla Fiorentina durante il mercato estivo. Proprio quel trasferimento ha cambiato le carte in tavola e permesso a Zaccagni di affermarsi anche sotto il profilo carismatico.
DANILO CATALDI IL NUOVO CAPITANO DELLA LAZIO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Lazio: Sarri tra cuore e gerarchie
Secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, Sarri non ha ancora ufficializzato nulla. La questione fascia non è stata messa sul tavolo davanti al gruppo squadra. Un silenzio che pesa, ma che può essere strategico. L’allenatore vuole evitare tensioni interne e lasciare che siano dinamiche naturali, unite alla sua scelta personale, a determinare il prossimo capitano. Che voglia prendere la stessa linea che sta prendendo Gasperini alla Roma? Lo scopriremo.
Intanto, il legame affettivo con Zaccagni è noto. Fu proprio Sarri a volerlo fortemente nella Capitale. Ma allo stesso tempo, Cataldi rappresenta l’anima laziale, ed è stato il metronomo della squadra che ha centrato il secondo posto nel 2023. Due simboli diversi, ma entrambi legittimati per storia e rendimento.
Per ora, tutto fa pensare che sarà Zaccagni a portare la fascia dal primo minuto. Ma Cataldi, silenziosamente, resta in attesa, pronto a reclamare ciò che un anno fa sembrava già suo. Nella Lazio di oggi, anche le gerarchie si giocano sul filo dell’equilibrio. E la fascia, più che un premio, sarà una responsabilità da meritare ogni giorno.