Lazio, lo Stadio Flaminio torna al centro delle polemiche. Ecco cosa sta succedendo.
Dopo la recente presentazione in Campidoglio del progetto di riqualificazione da parte dei biancocelesti, la
Roma Nuoto, che aveva avanzato il proprio piano di intervento già da tempo, si rivolge all’
Autorità Nazionale Anti-Corruzione (ANAC). L’obiettivo è fare luce sul presunto favoritismo mostrato dal Comune di Roma verso il progetto biancoceleste.
La questione è stata rilanciata oggi dal
Messaggero. Secondo la Roma Nuoto, durante le celebrazioni per i 125 anni della Lazio, l’intervento del Sindaco avrebbe mostrato una chiara
preferenza per la proposta del club guidato da Claudio Lotito. I ricorrenti lamentano una
disparità di trattamento, sostenendo che il loro progetto sia stato penalizzato a vantaggio di un iter più snello per la Lazio.

Il Campidoglio, dal canto suo, ribadisce che tutte le procedure sono state rispettate e che la decisione finale sul futuro dello
Stadio Flaminio verrà presa solo dopo un’attenta valutazione di tutte le proposte, nel rispetto degli iter burocratici.
Lazio, due progetti, due visioni
La contesa nasce dalle
profonde differenze tra le proposte presentate dai due concorrenti. La Roma Nuoto immagina il Flaminio come un
centro polisportivo, consolidando la struttura attuale per garantire un uso multifunzionale. La Lazio, invece, punta a un intervento radicale: il progetto prevede un ampliamento delle tribune, una copertura e una ristrutturazione completa, pur mantenendo le forme originarie ideate dall’architetto
Pier Luigi Nervi. L’obiettivo della società biancoceleste è trasformare lo stadio in una struttura moderna destinata principalmente al calcio e ad altri grandi eventi.
La vicenda si complica ulteriormente con il precedente ricorso al TAR da parte della Roma Nuoto. Dopo una prima esclusione della loro proposta, il tribunale amministrativo ha dato loro ragione, obbligando il Comune a riammettere il progetto in gara.