Senad Lulic ha rilasciato una lunga intervista al Corriere dello Sport dove ha raccontato del 26 maggio, dell'amore per la Lazio e del suo addio
Di seguito riportate le parole de "
l'uomo della storia" della
Lazio
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Mister 71

"La mia famiglia era in
Svizzera, è stata dura anche per la pandemia. Ho deciso di dedicarmi a loro. Mi riposo e mi ricarico. Il 6 giugno inizierò il corso a
Coverciano, prenderò il patentino di
allenatore Uefa A, non escludo il resto".
"Ho voluto staccare, mi serviva tempo per me stesso. Non ho voluto fare interviste anche per non creare casino dentro la
Lazio e fuori. Mi serviva calma per ripensare a tutto. Mi sto svegliando un po’".
"
Quando torno a Roma sento un amore incredibile ed è la cosa più bella. Mi stimano anche come uomo. Sono orgoglioso dei miei 10 anni laziali. Mi arrivano messaggi, mi sento amato.
"
Alla fine dell'ultimo anno non avevo aspettative però mi aspettavo chiarezza. Pensavo che ci saremmo seduti per chiarire cosa fare. Ho provato rabbia, amarezza. Avrei continuato volentieri, 5 minuti dopo 10 anni potevano trovarsi. Invece sono partito per le vacanze e in vacanza sono rimasto. Alla fine ho preso un bel calcio in c... Neanche un grazie. E’ questo che mi dà fastidio. Ho giocato con dolori ovunque. La gente lo vede".
"Il
26 maggio? Sarà sempre della
Lazio e dei laziali. Non si tocca. E non c’è rivincita".
"Riguardo al saluto di
Lotito che parla di "Dieci anni splendidi insieme" se non avessi scritto io la lettera non penso che avrebbero fatto qualcosa e non credo l’abbia scritta lui".
Allenare la Lazio? "Ora non ci penso... Quando inizi da allenatore devi anche capire se ti piace".