Una Lazio in difficoltà
Dopo un inizio di stagione ad alti livelli, la Lazio di Baroni si sta man mano spegnendo. L'accesso alla prossima edizione di Champions League, almeno fino a inizio 2025, sembrava concreta. Ora non più: il quarto posto dista quattro lunghezze e per i laziali ci sono le sfide contro Atalanta e Roma.C'è la possibilità di riprendersi in Serie A, ma è molto difficile: soprattutto considerando lo storico degli scontri diretti del mister toscano quest'anno. La Lazio di Baroni è stata una macchina di gioco e di gol, ora non lo è più. Ha vissuto momenti d’oro alternati a giorni da crollo dell’impero come se tutto fosse già finito. Non lo è, anche se può sembrarlo. C'è comunque un Europa League da vivere.
Smarriti, ma non ancora perduti Baroni e i suoi uomini. Una cosa è certa: bisogna ritrovare smalto e soprattutto i gol persi. Sono tanti dall’inizio del nuovo anno. E ovviamente sono scomparsi da quando la Lazio è scaduta di forma e Castellanos s’è fermato.
Senza Taty non è più attacco
Non che il Taty sia il bomber perfetto, ma quest'anno 9 gol in campionato li ha fatti registrare. Inoltre, prima dell'infortunio con il Napoli, aveva segnato a Cagliari e contro il Monza.
Degli ultimi cinque gol messi a segno dalla Lazio, quattro sono arrivati da difensori e uno solo da un attaccante: 3 di Romagnoli (Plzen, Udinese, Plzen), Isaksen (Viktoria Plzen) e Marusic (Torino).
Ancora prima c’erano riusciti Zaccagni e Pedro a San Siro contro il Milan. Per un gol di un attaccante centrale bisogna tornare a quello di Dia con il Napoli. Senza Castellanos la media punti è crollata a 0,9 a partita, con lui era di 2. Il raffronto si può fare, teoricamente, perché le gare giocate con Taty e senza sono numericamente differenti, ma la media è indicativa. Sono ventidue le presenze dell’argentino a fronte delle 8 assenze in campionato. Con Castellanos si sono contate 14 vittorie e sono stati segnati 45 gol. Senza Castellanos s’è contata un’unica vittoria, i gol fatti sono stati 6.
A questo si aggiunge un altro dato significativo a sfavore dei biancocelesti: da agosto a dicembre (18 match) Zaccagni e co. avevano tirato 224 volte. Da inizio 2025 fino al match di lunedì scorso contro il Torino (12 gare) invece sono stati 176 i tiri totali. Per questo cruciale finale di stagione serve una svolta decisiva: non si può buttare tutto quello che di buono la squadra ha seminato.
Scene già viste
La situazione della compagine di mister Baroni sembra molto simile a quella delle Lazio degli ultimi 20 anni, riassumibile con: volere, provarci e non potere, non riuscirci. Tutto questo, inevitabilmente, riporterebbe gli aquilotti ad una normalità disarmante, a fronte del buonissimo inizio di stagione. Ovviamente niente è perduto. Sta di fatto che la Lazio deve ritrovare il gioco, i gol perduti e una vittoria all'Olimpico che manca da due mesi. A questo punto del campionato non si può aspettare nessuno, neanche Castellanos (che dovrebbe comunque tornare a disposizione per il derby). Necessità virtù dunque. Alla fine di tutto sarà sempre il campo a decidere.







