Serie A
Lazio, smarrita la solidità: dato shock nel 2025

La Lazio ha bisogno di ritrovare compattezza per raggiungere il sogno Champions e sperare anche nella vittoria dell’Europa League.
La Lazio si sta preparando al rush finale della stagione con l’obiettivo di strappare un posto nella prossima Champions League e arrivare il più lontano possibile in Europa League. Ma per riuscirci, alla squadra di Baroni servirà una svolta netta nella fase difensiva.
Sembra infatti un lontano ricordo la Lazio compatta e solida di Maurizio Sarri che due stagioni fa chiuse il campionato con la seconda miglior difesa, meglio persino del Napoli campione d’Italia.
Oggi la Lazio è una squadra con una spiccata vocazione offensiva ma troppo fragile dietro: appena 6 clean sheet in campionato, al pari dell’Hellas Verona e sotto a formazioni come Lecce, Udinese, Genoa e Torino.

MARCO BARONI E MATIAS VECINO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Lazio, serve una difesa da Champions
Nella stagione 2022/2023, la Lazio aveva costruito la qualificazione in Champions League proprio su una straordinaria solidità difensiva. Con appena 30 gol subiti e ben 21 partite concluse senza incassare reti, i biancocelesti erano riusciti a blindare il secondo posto alle spalle del Napoli. Già lo scorso anno si era registrato un calo, divenuto preoccupante in questa stagione. La squadra ora guidata da Baroni fa una fatica enorme a mantenere inviolata la propria porta.
I numeri sono impietosi soprattutto all’Olimpico, dove la Lazio inseguirà lunedì contro il Torino la prima porta inviolata del 2025. Gli unici due clean sheet ottenuti dalla squadra dall’inizio dell’anno sono infatti arrivati lontano dalle mure amiche, a Venezia e Verona. L’ultima partita casalinga senza subire gol risale addirittura al 28 novembre contro il Ludogorets in Europa League: sono passati quattro mesi.
Baroni, intanto, dovrà fare i conti con l’assenza di Patric, che ha concluso anzitempo la sua stagione dopo un intervento chirurgico. Per ovviare all’emergenza, la società ha deciso di reintegrare in lista Serie A Luca Pellegrini, in attesa del rientro di Tavares che difficilmente sarà disponibile contro i granata.
Se davvero la Lazio vuole restare agganciata al treno Champions, non può più rimandare la ricostruzione della propria identità difensiva.
Serie A
Atalanta, l’addio allo scudetto nato dalle parole della discordia di Gasperini

Atalanta, nel momento più importante della stagione è arrivato l’errore di Gasperini nella gestione del gruppo. Ecco cosa è successo
Ora che l’Atalanta ha definitivamente abbandonato la corsa Scudetto, si può dire: Gian Piero Gasperini, maestro di strategia in panchina, non si è rivelato altrettanto abile nella gestione della comunicazione nel momento chiave della stagione. Nessuno mette in dubbio il suo valore come allenatore, anche perché è innegabile che il tecnico di Grugliasco ha trasformato l’Atalanta, portandola stabilmente in Champions League e regalandole un sogno Scudetto e un trionfo europeo. Tuttavia, alcune dichiarazioni nelle ultime settimane avevano sollevato dubbi sul loro impatto.
Atalanta, le parole “negative” di Gasperini
Con l’Atalanta in piena lotta per il titolo, Gasperini aveva rilasciato nei mesi scorsi delle affermazioni piuttosto controverse. Inizialmente aveva criticato Lookman come rigorista dopo l’errore in Champions contro il Club Bruges, poi ha ipotizzato un addio a giugno e infine ha elogiato la Roma come piazza ambita. La tempistica di queste uscite ha indubbiamente lasciato perplessi tifosi e osservatori, alimentando tensioni interne e mettendo in discussione la gestione dello spogliatoio.

LA GRINTA DI GIAN PIERO GASPERINI CHE PUNTA IL DITO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Forse il destino dell’Atalanta sarebbe stato comunque segnato dalla superiorità dell’Inter, ma l’impressione è che un approccio comunicativo diverso avrebbe potuto evitare distrazioni e tensioni. Oggi la squadra, terza con 58 punti, deve difendere un posto in Champions League dagli assalti di Bologna (56) e Juventus (55). Gasperini punta a chiudere il suo ciclo con un altro grande traguardo, prima di un possibile addio.
Serie A
Lazio-Torino, le formazioni ufficiali del monday night

Lazio-Torino, incontro valido per la 30^ giornata del campionato di Serie A 2024/2025: le scelte ufficiali di Marco Baroni e Paolo Vanoli.
Lazio-Torino è il monday night di questa 30^ giornata del campionato di Serie A.
I biancocelesti non intendono arrendersi nella corsa per il quarto posto che significherebbe qualificazione alla prossima edizione della UEFA Champions League.
Il Torino è in serie positiva grazie agli innesti di gennaio che hanno dato nuova verve alla compagine piemontese. Tre successi e un pareggio negli ultimi quattro turni.
Di seguito la designazione arbitrale e le ultimissime sulle formazioni.

L’ESULTANZA DI MARCO BARONI CHE PUNTA IL DITO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
La designazione arbitrale
ARBITRO: MASSA
ASSISTENTI: VECCHI – RICCI
IV: MASSIMI
VAR: PEZZUTO
AVAR: MARINI
Lazio-Torino, le formazioni ufficiali
LAZIO (4-2-3-1): Provedel; Hysaj, Gigot, Romagnoli, Marusic; Guendouzi, Rovella; Isaksen, Dele-Bashiru, Zaccagni; Noslin. All. Baroni.
TORINO (4-2-3-1): Milinkovic-Savic; Walukiewicz, Maripan, Coco, Biraghi; Ricci, Casadei; Lazaro, Vlasic, Elmas; Adams. All. Vanoli.
Serie A
Atalanta, crisi in attacco: cosa succede?

L’Atalanta, sconfitta ieri dalla Fiorentina, non ha tirato un solo tiro nello specchio della porta. Vediamo i perché di questi problemi in attacco.
L’Atalanta, sconfitta ieri dalla Fiorentina, non ha mai praticamente tirato un solo tiro nello specchio della porta: vediamo cosa sta succedendo nell’attacco orobico, tanto che da tempo non si vedeva una situazione simile.

Rome, Italy 28.12.2024 : Zappacosta of Atalanta during Italian football championship Serie A Enilive 2024-2025 match SS Lazio vs Atalanta Bergamasca Calcio at Stadio Olimpico in Rome.
Atalanta, nessun tiro nello specchio della porta ieri contro la Fiorentina: cosa succede all’attacco orobico?
La sconfitta dell’Atalanta di ieri contro la Fiorentina per 1 a 0, non è solo una semplice sconfitta che riduce le ambizioni di scudetto degli orobici, ma anche il segno che c’è una vera e propria crisi nell’attacco della squadra di Gasperini: ieri, su 9 conclusioni in porta, nessuna nello specchio della porta difesa da gigliato De Gea. Bisogna veramente andare a ritroso per una simile situazione, al 7 aprile 2019 contro l’Inter.
Per una squadra che vanta il secondo miglior attacco della Serie A con ben 60 gol, questa recente crisi di astinenza è davvero sorprendente. Ben 4 gare senza segnare nelle ultime 6 disputate, un chiaro campanello d’allarme per Gasperini, che mostra un Atalanta confusa ed imprecisa in attacco, ma ora vediamo quali possono essere le possibili motivazioni.
La prima è i continui e poco comprensibili cambi in attacco, con Retegui, Lookman e De Ketelaere che partono titolari dall’inizio, poi magari non brillano però neanche sfigurano ed ecco che il tecnico orobico provvede per qualche sostituzione, con dentro Maldini e Samardzic, poi Brescianini, infine Cuadrado, con il risultato che in avanti regna la confusione più totale.
La seconda motivazione è la scelta di togliere chi in attacco può essere pericoloso, anche se in quel momento in campo non è particolarmente brillante, tipo Retegui e Lookman, con l’azzurro che si è arrabbiato parecchio dopo la sostituzione di ieri: quale può essere il motivo di togliere chi è comunque sempre pericoloso in attacco? Magari lo stesso tecnico orobico ha i suoi motivi, tipo magari che non è al top della condizione fisica oppure che si è al rientro dagli impegni con le Nazionali.
Insomma, la squadra di Gasperini deve ritrovare immediatamente la sua anima soprattutto in attacco, magari ripensando ad alcune scelte dalla panchina.
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