La Lazio sta facendo una stagione decisamente al di sopra delle aspettative, ma c'è una macchia: 34 gol subiti in campionato e 11° difesa dell'intera Serie A.
La squadra di Baroni fino a questo momento sta facendo una stagione decisamente positiva sotto tutti i punti di vista: 4° posto in campionato, 1° nel girone di Europa League e quarti di finale di Coppa Italia, avendo eliminato il Napoli di Antonio Conte agli ottavi.
Tra tutte queste note positive però, risalta una macchia importante nella stagione biancoceleste: 34 gol subiti in campionato e 11° difesa dell'intera Serie A. Questo dato è piuttosto rilevate e basta pensare che le squadre con la quale si sta giocando l'accesso in Champions League (nel momento in cui scrivo) ne hanno subiti notevolmente di meno: Atalanta 26, Juventus 21, Fiorentina 25, e con una partita in meno Bologna 29, Milan 24.
Lazio, una fase difensiva da aggiustare: Provedel troppo impreciso
La Laziodeve però cercare il prima possibile di aggiustare questo difetto di fabbrica in modo tale da non lasciare punti per strada e portare a casa i risultati senza dover fare eccessivi sforzi offensivi. In questa stagione non stanno di certo brillando le prestazioni di Ivan Provedel, il quale è spesso protagonista di imprecisioni e disattenzioni.
Nell'ultima partita contro il Napoli, nell'azione che porta al gol di Raspadori, commette un errore nel rinviare il pallone con i piedi e successivamente subisce il gol in mezzo alle gambe. Dopo aver fatto un paio di stagioni ad altissimo livello, ora il portiere classe 1994 sta un pochino abbassando la qualità delle sue prestazioni e deve fare attenzione perché in panchina Mandas ha sempre dimostrato di essere un valido sostituto.
Anche il centrale ex Milan Romagnoli non sta brillando come al suo solito, lo spagnolo Patric sta avendo qualche problema fisico di troppo ed in generale il calcio di Baroni è piuttosto offensivo e propositivo. Questo insieme di fattori sono la causa principale della piccola macchia che si trova fin qui in una stagione fin qui praticamente perfetta.
LA DELUSIONE DI IVAN PROVEDEL, ALESSIO ROMAGNOLI E PATRIC ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Redazione sportiva dedicata all’informazione calcistica. Si occupa del calcio italiano a tutti i livelli, dei principali campionati europei, di calciomercato, competizioni internazionali e approfondimenti sul mondo del calcio.
All'indomani della presentazione ufficiale del Generali Stadium, il nuovo impianto che sorgerà nell'area di San Siro e che ospiterà le partite casalinghe di Inter e Milan, il presidente nerazzurro Giuseppe Marotta è tornato a sottolineare la portata storica e strategica dell'operazione. In un'intervista rilasciata a The Athletic, il dirigente ha spiegato senza filtri le motivazioni economiche e strutturali che hanno spinto i club a voltare pagina rispetto al passato, evidenziando il ruolo determinante svolto dalla proprietà nella rimozione degli ostacoli burocratici.
Tensioni sotterranee e un clima che si fa via via più pesante all'interno dello spogliatoio della Juventus. Se in passato era stato lo stesso Luciano Spalletti a lamentare pubblicamente la mancanza di tempo per lavorare con i suoi calciatori. Oggi la prospettiva dal lato del gruppo appare decisamente ribaltata. Secondo quanto riportato da La Stampa, tra i ranghi bianconeri serpeggerebbero malumori legati alla metodologia di lavoro del tecnico, accusato di fermare troppo spesso le sedute con lunghe spiegazioni e discorsi tattici che finirebbero per spezzare il ritmo e abbassare l'intensità generale delle esercitazioni.
Tutto pronto allo Stirpe per la sfida delle 18:30 che apre l'ultima serata della nona giornata di Serie A. Il Frosinone di Massimiliano Alvini, neopromosso e sesto a quota 14 punti, che allo Stirpe ha vinto le ultime tre partite, arriva dal pirotecnico 4-4 di Bergamo contro l'Atalanta, firmato dalla doppietta di Schmid e dai gol di Calò e Terzić. Il Lecce di Eusebio Di Francesco, quattordicesimo con 9 punti, viene dallo 0-2 casalingo contro la Juventus. Per il tecnico abruzzese è un ritorno speciale: sulla panchina del Frosinone visse la retrocessione del 2024, che alla vigilia ha definito «una ferita aperta». Arbitra Abisso della sezione di Palermo, diretta su DAZN. Rispetto alla vigilia, Alvini lancia Cichella in mediana, mentre Di Francesco, in piena emergenza, passa alla difesa a tre con Ndaba e inserisce Gandelman a centrocampo.