Il Lecce vuole lasciarsi alle spalle la sconfitta con il Sassuolo e affrontare l'Inter con lo spirito battagliero di sempre. La parole di Federico Di Francesco.
Lecce, Di Francesco a tuttocampo
Figlio d'arte (il padre è l'allenatore Eusebio), centrocampista di vaglia, grande amante dei colori giallorossi che indossa. Per
Federico Di Francesco il
Lecce è una fede prima che un datore di lavoro. E le parole di carica per i compagni che pronuncia in vista della trasferta con l'Inter a "
Pianeta Lecce" sono al riguardo ultraparadigmatiche.
"Sicuramente ho sofferto a restare ai box per squalifica- esordisce facendo riferimento alla sconfitta con gli emiliani che lui ha potuto seguire soltanto tra il pubblico - la squadra dalla tribuna la vivi con più ansia perché non puoi fare niente.
Nel nostro gruppo, comunque, tutti sono importanti ma nessuno indispensabile, è una sconfitta che fa male perché forse meritavamo il pari".
Ma si sente che di lasciare il porto dell'amarcord ha una voglia estrema per voltare pagina alla svelta. Alle porte c'è l'Inter che a Bologna non ha rivelato proprio il suo smalto migliore ma resta comunque sempre la vicecapolista. "E' una partita difficile - spiega Di Francesco - ma con l'umiltà si può fare risultato o perlomeno una grande prestazione". Se venisse il doppio regalo, punti e bel gioco, fa intendere, sarebbe naturalmente il non plus ultra. Ma, potendo scegliere,
meglio mettere in saccoccia punti ché poi a migliorare il gioco vi è sempre tempo. Di Francesco non cela nè a se stesso nè al primo passante che glielo chiedesse che "l'Inter è forte e ha grandi campioni". Ma gli sovviene che il Lecce ha già colorato di lacrime la giornata di un'altra nerazzurra in un passato recentissimo, ergo, pensa, perchè non ritentare?
Poi esce dai confini della partita e
va idealmente ad abbracciare i compagni di squadra coprendoli del manto dei complimenti. Sinceri, non di circostanza: " mi hanno colpito un po' tutti - dice- soprattutto Strefezza che già conoscevo, Blin dà tutto, ho legato con tutti, loro, Gallo, Tuia, Romagnoli sono tanti ragazzi bravi". Dalla porta spunta anche il discorso
salvezza, ma lui taglia corto: "
non faccio calcoli, ragioniamo partita per partita". Insomma, un regalo incartato nella confezione più festosa al Lecce Di Francesco lo vorrebbe proprio fare. Non solo ai tifosi ma anche a un Salento dove, conclude, "mi trovo benissimo e mia moglie anche".