ESULTANZA MILAN ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Il dirigente del Milan Zlatan Ibrahimovic ha rilasciato delle dichiarazioni ai microfoni del club nella presentazione del nuovo acquisto Joao Felix.
ZLATAN IBRAHIMOVIC SORRIDENTE ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Di seguito le dichiarazioni rilasciate dal dirigente del Milan Zlatan Ibrahimovic ai microfoni del club rossonero in occasione della presentazione del nuovo acquisto Joao Felix:
Prende la parola Ibrahimovic.
“Si è già presentato con un gol di magia, ma diamo il benvenuto oggi a Joao Felix. È stato l’ultimo acquisto di questo mercato. È un grande talento, ha tanta esperienza, ma è ancora giovane e può crescere ancora.
Abbiamo cercato un giocatore tra centrocampo e attacco per le partite bloccate, contro squadre chiuse: può fare la differenza. È un giocatore di magia e questa cosa ce l’hai o non ce l’hai.
Conceicao lo conosce bene bene. La sua qualità parla per sé stesso. Noi siamo soddisfatti. Dobbiamo ora metterlo in condizione di fare il meglio possibile”.
Tu vuoi i 4 attaccanti in campo insieme?
“Quando abbiamo fatto questo mercato abbiamo cercato di dare all’allenatore due squadre. Giochiamo tanto, servono alternative. Il mister ha tante opzioni ora.
Se difendono possono giocare tutti insieme. Serve equilibrio, difendere e attaccare. L’importante è aver dato al mister due squadre e tante alternative.
Tocca a lui decidere chi far giocare, nessuno ha il posto in campo garantito. Speriamo che Joao possa diventare anche lui una leggenda del Milan”.
Quanto ha rotto le scatole Conceicao per avere Felix?
“Quando è uscito il suo nome ne abbiamo parlato. Poi quando abbiamo deciso in 5 minuti abbiamo chiuso. Conceiçao lo ha voluto fortemente, lo conosce bene, è amico di suo figlio. Dopo che abbiamo deciso di puntare su di lui le cose sono andate La trattativa è andata veloce”.
Come si pone la società sull’arbitraggio di Empoli?
“Quando giochiamo, chiedo sempre ai giocatori di essere Ho detto a Piaretto: “Chiedo solo rispetto per il Milan e per i nostri giocatori’.
Sono rimasto un po’ sorpreso dal fatto che i nostri giocatori non abbiano reagito in maniera più forte al fallo su Walker, però se andava male lì Walker poteva restar fuori un anno.
Tomori? E’ la conseguenza di quando lasci andare avanti il gioco. Per noi non è accettabile, manderemo una lettere all’AIA, non è una situazione accettabile.
Ci siamo trovati noi in uno in meno, mentre dovevano essere loro in 10 per il fallo su Walker. Poi lu arriva dalla Premier e non fa sceneggiate. Io chiedo rispetto per il Milan e per i suoi giocatori”.
Come ti stai trovando da dirigente?
“Ogni giorno è una nuova esperienza. Poi la mia più grande rabbia è non poter aiutare la squadra in campo. Ora provo ad aiutare in tutti i modi dall’altra parte.
Poi ci sono momenti alti e bassi, ma stiamo lavorando e siamo fiduciosi. Abbiamo grandi ambizioni. Poi non è un one man show: siamo un team che lavora e cerca ogni giorno come migliorare.
Per esempio: oggi ho imparato che gli arbitri sono sotto l’Aia. Ma non c’è da ridere, perchè la lettera arriva”.
Come mai la squadra non è continua?
“Dipende da come prepari le partiti. Contro le grandi squadre hai più motivazioni, ma deve essere la stessa cosa anche con le piccole. Si capisce subito il mood della squadra, poi il mister prova a cambiare questo mood.
E’ importante avere la giusta continuità. Abbiamo avuto momenti alti e bassi, dobbiamo avere maggiore equilibrio. Ora le cose un po’ sono cambiate, ma possiamo migliorare ancora.
Ora ci sono più alternative. Il gioco del mister è intenso, serve intensità. La vera squadra esce a febbraio, prima è importante fare più punti possibili.
Noi ora siamo un po’ indietro e dobbiamo recuperare punti, ma siamo carichi dopo il mercato. Non eravamo contenti, ora questa squadre deve riportare in alto il Milan”.
Chi ti ricorda Joao Felix?
“Difficile fare paragoni, non è nemmeno giusto. Contro la Roma ha fatto gol il cucchiaio, mentre con l’Empoli ha sbagliato.
Gli ho già detto che doveva fare gol e chiudere la partita. La magia arriva una volta. Kakà era fluido, dinamico. A lui piace fare più giochini, Kakà era più concreto. Ma Joao è ancora giovane”.
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