Markus Krösche, Chief Sports Officer dell’Eintracht Francoforte (Foto: Andreas Arnold/dpa via Getty Images)
Il Milan non cerca soltanto un nuovo direttore tecnico: la pista Markus Krösche racconta l’intenzione di RedBird di portare a Milano il metodo Eintracht, cioè una struttura capace di creare valore prima ancora di comprare nomi.
ADI HÜTTER, NUOVO ALLENATORE DELL’EINTRACHT FRANCOFORTE, POSA CON IL DIRETTORE SPORTIVO MARKUS KRÖSCHE (FOTO: ALEX GRIMM/GETTY IMAGES)
Attualmente Krösche è Sportvorstand dell’Eintracht Francoforte, club in cui è arrivato nel giugno 2021 e con cui ha un contratto valido fino al 30 giugno 2028.
Qui sta il primo ostacolo concreto: non si tratta di un dirigente libero, e per affondare il colpo il Milan dovrebbe trattare con l’Eintracht riconoscendo probabilmente un indennizzo. Dalla Germania, al momento, non risultano aperture ufficiali del club tedesco, mentre le indiscrezioni parlano di contatti e di Krösche come nome forte per il ruolo di DT rossonero.
Dopo la rottura con Giorgio Furlani, Igli Tare, Massimiliano Allegri e Geoffrey Moncada, RedBird ha aperto una rifondazione completa dell’area sportiva. Il punto non è soltanto chi occuperà una scrivania a Casa Milan, ma la necessità di una figura capace di dare una linea industriale al mercato.
Su questo terreno Krösche ha costruito la sua reputazione, seguendo un principio semplice: comprare prima degli altri, valorizzare nel contesto giusto, vendere quando il mercato è al massimo. Non un profilo qualsiasi, dunque, ma uno dei dirigenti tedeschi che meglio rappresentano il calcio sostenibile ad alta resa.
Sotto la sua gestione l’Eintracht ha vinto l’Europa League nel 2022, ha giocato gli ottavi di Champions League e ha raggiunto la finale di Coppa di Germania nel 2023.
Il dato più interessante per il Milan, però, è un altro: le cessioni di Randal Kolo Muani, Omar Marmoush e Hugo Ekitiké hanno portato nelle casse del club circa 270 milioni di euro complessivi. Questa è la ragione per cui il suo nome pesa, perché Krösche non porta solo contatti: porta un sistema.
Il club ha venduto attaccanti, difensori e talenti cresciuti di valore in pochi anni. Paradossalmente, la sua plusvalenza più simbolica potrebbe essere proprio Krösche.
Per il Milan sarebbe un cambio di prospettiva: non acquistare soltanto giocatori, ma il modo in cui un altro club li individua, li protegge e li rivende. In questo senso Krösche non sarebbe il nuovo nome dopo Rangnick, bensì il tentativo di dare ai rossoneri una grammatica sportiva fatta di più processo e meno mercato d’emergenza.
Lo stesso dirigente, al momento del rinnovo con l’Eintracht, aveva spiegato la sua visione con parole chiare: “Voglio dare il mio contributo affinché lo sviluppo positivo continui anche nei prossimi anni”.
Nelle ricostruzioni emerse, accanto a Krösche compare anche Timmo Hardung, dirigente dell’Eintracht e uomo interno alla struttura sportiva del club. Il dettaglio non va sottovalutato.
Cercare solo Krösche significherebbe un colpo individuale; portare anche una figura del suo gruppo di lavoro darebbe invece all’operazione un significato più ampio, quello di una mini-struttura pronta a trasferire un metodo. Ed è proprio ciò che al Milan è mancato: una catena decisionale chiara, con responsabilità definite e una linea tecnica riconoscibile.
La questione decisiva è una sola, e riguarda la volontà del Milan di affidarsi a un dirigente forte. Krösche avrebbe senso soltanto con poteri reali sul mercato, sullo scouting e sulla costruzione della rosa.
Senza autonomia, infatti, il rischio sarebbe evidente: importare il nome del modello Eintracht, ma non il modello. Per questo la trattativa, se entrerà nel vivo, dirà molto anche su RedBird, non solo su chi sarà il nuovo DT ma su quale Milan si vuole costruire.
Perché il primo colpo della nuova era rossonera potrebbe non essere un calciatore, ma l’uomo che ha insegnato all’Eintracht a trasformare le idee in valore.
Aggiornato al 16/06/2026 14:30
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