Paolo Maldini (Milan) during friendly football match AC Milan vs Panathinaikos FC at the Nereo Rocco stadium in Trieste, Italy, August 14, 2021 - Credit: Ettore Griffoni
E’ un Paolo Maldini molto critico quello che parla ai microfoni del podcast AKOS. La bandiera del Milan torna a parlare della sua esperienza da dirigente.
Paolo Maldini non si aspettava decisamente di concludere la sua esperienza da dirigente del Milan in maniera così negativa. L’addio fra la bandiera, tornata come dirigente, e lo stesso club è avvenuta in maniera fredda e distaccata, senza proclami. La vittoria della Serie A 2021/2022 è passata in secondo piano.
Ecco allora che Maldini ne parla al podcast AKOS di Luca Gemignani. Maldini ha avuto modo di parlare di moltissime cose fra cui il rapporto con Silvio Berlusconi, compianto presidente del Milan.
Maldini ha spiegato: “Ho sempre affrontato le difficoltà da solo. Quindi da dirigente ho cercato di supportare i ragazzi più giovani che si trovano a dover sopportare una forte pressione. Purtroppo le tante proprietà straniere che arrivano non conoscono bene l’argomento e non vogliono neanche affrontare quel tipo di problema. Sappiamo benissimo qual è l’importanza di un supporto, anche a livello morale ai giocatori, sia prima che dopo le partite che durante gli allenamenti. Dico sempre che sono cose non tangibili, ma che fanno le fortune dei club. E le cose non tangibili, difficilmente si possono spiegare in un foglio Excel al proprietario, sono fuori dalla portata o dalla possibilità di controllo di un proprietario”.
Maldini ha poi parlato del rapporto con il compianto Silvio Berlusconi. A riguardo ha aggiunto: “Il Milan è stata tra le prime squadre al mondo ad aver creduto nel centro sportivo. Certo, non era il centro sportivo di oggi, ma c’erano già due campi, gli spogliatoi… C’era un’idea di luogo dedicato e isolato. Con l’arrivo di Berlusconi, che ha preso una squadra che lottava per le prime 3-4 posizioni con una delle difese più forti di sempre, è arrivata anche un’organizzazione aziendale che ha portato tutto e tutti al massimo livello. Non solamente a livello a calcistico, ma anche per comunicazione, organizzazione e rispetto dei ruoli”.
Aggiornato al 27/06/2024 17:21
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