Dopo il ko di Torino, il difensore del Milan Strahinja Pavlovic non si spiega tutti questi episodi sfortunati, ma il rimedio è restare uniti come gruppo.
Settimana da dimenticare in casa Milan. Prima c'è stata l'eliminazione dai play-off di Champions League per mano del Feyenoord. Poi è arrivata la sconfitta in casa del Torino nell'ultimo turno di Serie A. I rossoneri rischiano di perdere terreno nei confronti di Juventus e Fiorentina nella corsa Champions: il recupero contro il Bologna di giovedì prossimo sarà una sorta di ultima spiaggia..
Torino-Milan 2-1: la delusione di Pavlovic nel postpartita
Strahinja Pavlovic è stato uno dei pochi a salvarsi nella trasferta di Torino. Acquistato la scorsa estate per 18 milioni dal Salisburgo, il serbo sta cercando di tenere a galla la retroguardia rossonera e sta trovando tanto minutaggio dopo le numerose panchine, prima con Fonseca e poi all'inizio della gestione Conceicao. Il difensore 23 enne è stato intervistato da SportMediasetal termine della gara. Di seguito le sue parole.
Strahinja Pavlović ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
L'analisi della partita
"E' successo sicuramente qualcosa che non volevamo. Dopo la brutta prestazione in Champions League eravamo pronti a rialzarci, ma purtroppo non è stata la nostra giornata. C'è stato un autogol sfortunato, dopo quello abbiamo controllato la partita ma abbiamo sbagliato tante buone occasioni. Abbiamo pareggiato, ma subito dopo siamo tornati sotto per una situazione che non può succedere a questi livelli. Ci sono stati tanti momenti sfortunati, è difficile parlarne adesso, ma è stata veramente una brutta serata".
Come uscire dal momento negativo
"Cosa sta succedendo? Difficile da dire. Sono un calciatore professionista da sette anni e non mi sono mai successe tante cose sfortunate come negli ultimi mesi. E' davvero difficile da spiegare, ma come ho ripetuto spesso dobbiamo essere forti e restare uniti il più possibile. Non dobbiamo incolparci a vicenda, non è una buona cosa. Abbiamo una partita ogni 3-4 giorni, dobbiamo continuare a spingere, è l’unico modo”.
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