Christian Pulisic ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
L’ex tecnico del Milan Arrigo Sacchi, ha fatto una sua analisi alla Gazzetta dello Sport della partita di ieri dei rossoneri persa contro la Lazio.
L’ex tecnico del Milan ed opinionista della Gazzetta dello Sport, Arrigo Sacchi, ha fatto una sua analisi del match di ieri perso in zona Cesarini contro la Lazio, non lesinando critiche alla sua ex squadra.
L’ex tecnico del Milan Arrigo Sacchi, ha fatto stamattina, da opinionista della Gazzetta dello Sport, un analisi del match di ieri perso dai rossoneri contro la Lazio. L’ex tecnico del Milan non lesina critiche alla sua ex squadra, chiamando anche in causa la società di via Aldo Rossi.
L’ex tecnico fusignanese inizia la sua analisi partendo proprio dal rigore negli ultimi minuti di recupero che hanno sancito la vittoria della Lazio: “Finale incredibile, perché la Lazio vince con un calcio di rigore nel periodo di recupero, ma la sostanza è sempre la stessa: quella rossonera non è una squadra, inutile girarci tanto intorno.”.
Poi, Sacchi si è schierato dalla parte della tifoseria rossonera, che lungamente fischiato la squadra: “Il pubblico rossonero ha fischiato parecchio, dimostrando tutta la sua insoddisfazione per una stagione che finora è stata insufficiente.”.
Ecco poi, ciò che Sacchi ha visto nel gioco rossonero di ieri al Meazza: “c’è stata troppa confusione, un’esagerata frenesia che ha determinato uno sviluppo della manovra decisamente poco pulito. A volte i rossoneri acceleravano, a volte rallentavano, ma senza che tutto ciò rientrasse in un preciso piano tattico.”.
Di seguito, ha detto chiaramente che le colpe della non esaltante stagione vanno soprattutto alla società rossonera, colpevole di aver fatto scelte sbagliate in sede mercato: “Resto convinto del fatto che tutto dipende dalle decisioni prese in estate, in sede di mercato. Decisioni che ho sempre giudicato sbagliate, perché è stato ingaggiato un allenatore (Fonseca) che non aveva la totale fiducia dei dirigenti e perché sono stati acquistati giocatori che non erano funzionali al suo progetto di gioco. In simili condizioni, è difficile poter fare bene.”.
Infine, la chiusura della sua analisi sul tecnico Conceicao, che ha ereditato una squadra non sua: “Conceiçao ha ereditato una squadra che lui non aveva costruito e alla quale, finora, non è riuscito a dare il proprio stile.”.
Aggiornato al 03/03/2025 16:39
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