DELUSIONE THEO HERNANDEZ ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Dopo l’amara eliminazione dalla Champions League e il caso mediatico che ha travolto Theo Hernandez, il Milan si interroga sul giusto approccio: bastone o carota? Punizione o sostegno?
Nella sfida decisiva contro il Feyenoord, il Milan passa subito in vantaggio, ma poi subisce un crollo. Theo Hernandez prima si fa ammonire ingenuamente per una trattenuta, poi si fa espellere per simulazione in area di rigore, lasciando i suoi in 10. Un errore pesante che ha contribuito all’eliminazione.
L’episodio ha acceso le critiche, facendo emergere dubbi sul futuro del francese, il cui rinnovo contrattuale (scadenza 2026) sembrava vicino, ma ora è tutto da riconsiderare.
ZLATAN IBRAHIMOVIC PENSIEROSO GUARDA IN ALTO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Inizialmente si pensava a una punizione severa, con Theo in panchina contro il Torino. Ma poi la dirigenza ha fatto quadrato intorno al giocatore. Conceiçao, supportato da Ibrahimovic, ha chiuso ogni polemica:
“Punizione? Non mi interessa il colore dei suoi capelli, mi interessa che sia un professionista e dia tutto. Theo è un patrimonio del club, ha dato gioie ai tifosi e sa di aver sbagliato. Abbiamo già parlato nello spogliatoio. È disponibile come tutti gli altri”.
Un segnale chiaro: niente esclusione, ma fiducia e responsabilità.
Il Milan ha comunque deciso di multare Theo per il suo comportamento, ma Conceiçao lo schiererà titolare contro il Torino. Anche perché a destra Kyle Walker è out per infortunio, quindi lo spagnolo Alex Jimenez sarà schierato sulla fascia opposta.
Nel frattempo, Ibrahimovic ha preteso una reazione da parte di tutta la squadra, spronandoli a rialzarsi subito.
Dopo l’errore in Champions, Theo ha chiesto scusa ai compagni, consapevole di averli messi in difficoltà. Ma ora deve dimostrare di essere ancora un pilastro del Milan.
Il suo futuro è incerto: la priorità è il quarto posto in campionato, poi si discuterà il rinnovo. Ma se non convincerà la società nelle prossime settimane, l’addio in estate potrebbe diventare una concreta possibilità.
Quella contro il Torino, dunque, non sarà solo una partita: sarà un banco di prova per il suo futuro in rossonero.
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