Giuseppe Sala, sindaco di Milano allÂ?evento EssilorLuxottica e Politecnico di Milano in occasione dell'evento organizzato da EssilorLuxottica e dal Politecnico di Milano, 19 Luglio 2022. ANSA / MATTEO BAZZI
Giuseppe Sala, nel sua nuovo format su Instagram “Cose in Comune“, ha affrontato l’argomento stadio, non capacitandosi di come i due club milanesi siano più propensi a spendere per un nuovo stadio, piuttosto che rinnovare San Siro.
Di seguito le parole della diretta di Sala:
“Parliamo dello stadio, ma anche di un quartiere delicato come quello di San Siro in cui abbiamo il dovere di fare di più. Questa storia è iniziata tempo fa quando Inter e Milan sono venuti da me per un impianto di proprietà, che permettesse loro di fare più ricavi perché non è facile tenere in equilibrio il bilancio e che permettesse di avere nel patrimonio uno stadio, in modo che questo potesse fungere anche come garanzia per società eventualmente indebitate. Inizialmente non volevano ristrutturare il Meazza e io per evitare che uscissero dal confine gli ho proposto diverse aree, scartate.
Il vincolo della sovraintendenza ha cambiato le carte in tavola. A quel punto i due club sono tornati da me dicendomi che avrebbero provato ad andare fuori Milano. Io non dico che è impossibile fare uno stadio a San Donato ma dico che non è una passeggiata, conoscendo le regole dell’amministrazione”.
“Cosa potevo fare io? Dato che non lasciavano spazio ad ipotesi di ristrutturazione, per cercare di tenerle a Milano l’unica via era quella di immaginare di fare lo stadio nell’area di San Siro e contestualmente abbattere il Meazza. All’inizio l’amministrazione comunale è andata su questa via perché le squadre hanno detto che volevano un nuovo stadio. Hanno valutato altre aree possibili ma hanno mantenuto l’idea di San Siro anche perché ci si arriva bene.”
“La Sovrintendenza ha espresso un vincolo non ancora definitivo. A quel punto i club sono tornati indietro dicendo che non potendo abbattere San Siro avrebbero provato ad andare fuori Milano. Da qui sono partite le varie ipotesi, come San Donato per il Milan. È una idea che comporta rischi. Se una partita è gestita dal Comune di Milano o di San Donato cambia molto: noi schieriamo oltre 200 vigili urbani. Se la partita è a San Donato, credo abbia 30 vigili: per mettere tanti vigili quanti ne deve assumere? Si gioca praticamente sempre, è una grande problematica.
Non dico sia impossibile fare lo stadio a San Donato, dico che vi dico che non è una passeggiata. Alla fine sulla base di questa considerazione ho provato a fare un’altra mossa, ho detto che costruire un nuovo stadio non è semplice. Con quello che costa, col fatto che i tassi d’interesse non scendono, è notizia di questi giorni e non voglio dire niente sull’indagine ma l’attuale proprietario paga interessi alti per l’acquisto e lato Inter è pure più alto. Ho detto ai club, siete sicuri di voler fare un investimento di oltre un miliardo quando si può lavorare su San Siro?”
“Webuild mi ha proposto pro bono di fare uno studio volto a comprendere se si può ristrutturare San Siro continuando a giocare o limitando al massimo il fatto che si debba andare a giocare altrove. Per fare questo studio serve un po’ di tempo. WeBuild ha chiesto fino a giugno e la cosa è concordata con le squadre.
WeBuild ascolta le squadre che hanno chiesto di creare lounge per clientela Vip e poi a San Siro c’è da mettere a posto bagni, accessibilità e ascensori, oltre a parte commerciale fuori dallo stadio. Su queste cose WeBuild sta lavorando e porterà un progetto che vedremo a giugno. Se WeBuild ci conferma che è fattibile in un tempo non lungo io sarò ancora più insistente con le squadre.
In chiusura.
Non voglio fare i conti in tasca ma offro la possibilità attraverso un investimento molto più limitato di continuare a rimanere insieme nello stesso impianto, garantendo ai tifosi e ai milanisti che sia una situazione risolta mettendo mano anche al quartiere di San Siro”.
Aggiornato al 13/03/2024 18:43
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