Categorie: Serie A

Mkhitaryan: “Tre anni splendidi con Inzaghi, ora accetto le gerarchie di Chivu. Monaco? Vi spiego cosa è successo”

Il centrocampista nerazzurro Henrikh Mkhitaryan ha rilasciato una lunga intervista in occasione del Festival dello Sport di Trento in cui ha toccato vari argomenti.

A seguire l’intervista completa di Mkhitaryan

Le parole di Mkhitaryan

IL RAPPORTO CON MOURINHO
“José mi chiamò e mi disse che mi avrebbe voluto al Manchester United. Era un’opportunità da sfruttare. All’inizio il rapporto non è stato facile, ma sono cresciuto come uomo. Voleva mettermi in difficoltà, ma non ho mai mollato. Non sempre si trovano belle persone nel calcio, ma lui era giusto. Voleva vedere se fossi forte psicologicamente per farti giocare in Champions. A lui servivano certi giocatori, è il suo modo di allenare. A Manchester sono arrivato a 27 anni, a Roma ne avevo 33. Magari è cambiato qualcosa in me, ho capito la sua psicologia e lì siamo andati benissimo. Ha capito che non ero più quello di Manchester”.

ROMA E NON MILAN: LA SCELTA DEL 2019
“Raiola sapeva che volevo andare via. Il Milan voleva Taison e allora dissi che sarei voluto andare alla Roma per trovare la felicità. Il 30 agosto mi ha chiamato prima di Arsenal-Tottenham dicendomi che dopo la partita sarei dovuto volare per l’Italia”.

LA TRATTATIVA CON L’INTER
“Dopo il mio secondo anno alla Roma, Ausilio mi ha detto che l’Inter mi voleva. Lui disse che doveva vendere due giocatori e io non volevo aspettare, dicendo che magari avremmo fatto qualcosa dopo. Poi non ci siamo più sentiti. Alla terza stagione alla Roma c’era il discorso del rinnovo. Tiago Pinto sapeva che mi piaceva la città e che volevo finire la carriera là. Dopo aver giocato contro l’Inter mi ha richiamato Ausilio dicendomi che mi voleva molto Inzaghi. Noi eravamo ancora in corsa e dovevamo giocare la finale di Conference League ma ho detto sì perché la Roma non era molto chiara con me. L’Inter mi propose due anni fissi, la Roma non era stata chiara. Mourinho forse non sapeva nulla ma vedendo cosa succedeva dissi che non potevo restare perché non mi potevo fidare dei dirigenti. Decisi di andare a Milano”.

INZAGHI
“Sono stati tre anni bellissimi. Mi ha dato una seconda giovinezza perché giocare sempre a 36 anni ti fa sentire importante. Quando è andato in Arabia l’ho ringraziato perché è stato fondamentale. L’addio? La gente parlava più di questo che della finale di Champions e magari questo ci ha un po’ disturbato. Lui non voleva parlare di niente e voleva concentrarsi sulla finale è stato così per quei dieci giorni dopo il Como”.

CHIVU
“Ho tanta voglia di giocare, ma a 37 anni bisogna capire le scelte di mister e società. Non sono fisicamente quello di qualche anno fa e posso dare il massimo in una partita alla settimana. Accetto quello che fa Chivu perché è per il bene della squadra”.

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LA FINALE DI MONACO
“Orgoglio o trauma? Tutte e due. Non si arriva in finale senza un percorso, ma abbiamo perso tre titoli in tre settimane. A Monaco ci siamo bruciati perché, opinione mia, le partite super contro Barcellona e Bayern ci hanno portato a pensare che potevamo vincere anche col PSGe lì è stato sbagliato tutto, mentre a Istanbul abbiamo fatto vedere a tutti che ce la potevamo giocare. Non avevamo tensione e abbiamo fatto bene”.

Aggiornato al 12/10/2025 18:42

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Pubblicato da
Giacomo Segreto

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