Mourinho: "Vinciamo domani, con tutto rispetto per il Venezia"

DiFrancesco Tripodi·Pubblicato
Mourinho: "Vinciamo domani, con tutto rispetto per il Venezia"
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L'allenatore della Roma José Mourinho parla in conferenza stampa alla vigilia della sfida contro il Venezia. Ecco le sue parole. C'è il rischio che la Conference tolga la concentrazione? "Spero di no. C'è gente interessata che noi finiamo ottavi con la speranza che vinciamo la finale, così sarebbe una cosa fantastica per il calcio italiano avere otto squadre in Europa però questo non si deve fare a costo di ingiustizie e mancanze di rispetto verso chi lavora tanto come noi. Non penso avremo una mancanza di concentrazione. Contro la Fiorentina, la squadra era stanca, la Fiorentina aveva un motore diverso dal nostro. Loro hanno giocato veramente bene però siamo stanchi di arbitri, var, avere problemi dopo la gara, essere puniti senza poter lavorare per settimane come accaduto spesso. Alla fine ok, hanno sbagliato, loro vengono puniti ma dove sono i punti? Non voglio dire complimenti al VAR e agli arbitri a fine campionato, voglio finire quinto/sesto che è il nostro obiettivo, posizione in cui siamo stati praticamente per tutta la stagione". Roma squadra italiana con più partite in stagione: come si gestiscono le energie? State monitorando Mkhitaryan? mourinho "Per Mkhitaryan non c'è gestione, è infortunato, non è disponibile quindi non c'è alcuna gestione. Non abbiamo una rosa per dei cambi stravolgenti in formazione, non siamo al livello d'esperienza nell'avere due giocatori simili per una grande alternanza. Non posso fare otto-nove cambi. Noi dobbiamo pensare a vincere perché è l'ultima gara all'Olimpico e se vinciamo possiamo andare all'ultima gara padroni del nostro destino. Vinciamo domani, con tutto rispetto per il Venezia che si gioca il suo futuro. Gestione minima, un paio di cambio sicuramente sì e un paio con il Torino, così da rompere questa sequenza di tante partite".

I giovani e Mourinho

Cosa rappresenta per voi l'atteggiamento e la mentalità di Zalewski? "Non grande faccio differenze di mentalità e atteggiamento tra Zalewski e altri giocatori giovani. Per lui è arrivata l'opportunità, in un momento in cui la squadra necessitava un'opzione come lui. Abbiamo deciso di metterlo in quella posiziona lì sotto di 2-0 contro il Verona, senza Spinazzola ed El Shaarawy, lui ha avuto la chance in una situazione di rischio e si è fatto trovare pronto. Se dovesse arrivare per gli altri giovani vediamo se la prendono al volo. Lui è rappresentativo per quello che noi siamo e del nostro rapporto col settore giovanile". Qui c'è una proprietà che ha investito 350 milioni in pochi anni. Arriverà un momento per la Roma di fare un grande salto? Cosa serve ancora? "Penso di sì. L'organizzazione è importante e penso che ce l'abbiamo. Stiamo crescendo a livello organizzativo da agosto a oggi. Il mio contratto ha ancora due anni, il tempo è necessario perché quando parliamo di Zalewski parliamo di giocatori che hanno bisogno di tempo mentre in altre squadre il tempo neanche esiste. Poi è una questione di qualità e quantità. Abbiamo sofferto quest'anno in determinati momenti anche per una questione di quantità: dopo la gara con la Fiorentina, un signore faceva la domanda sulla differenza sull'intensità e io ho risposto che la differenza è 140 km di calcio in più per noi. Facile vedere quanto hanno corso quest'anno Ibanez e Cristante, per citarne due. Qualità e quantità. Siamo consapevoli di questo. Mi devo scusare con voi perché non faccio mai interviste con voi, ho fatto l'intervista al giornalista inglese perché sono amico con lui da tanti anni. La proprietà vuole arrivare, io voglio arrivare, altrimenti non sarei qui. Abbiamo organizzazione, abbiamo tempo, abbiamo qualche talento, abbiamo la passione dei tifosi. Dobbiamo continuare a migliorare e vediamo che accade la prossima estate. Ora pensiamo alle tre partite che ci mancano". In quali altri aspetti vede migliorata la squadra rispetto a quando è arrivato? "Non voglio fare bilanci perché ancora mancano tre gare e sono tutte importanti. Ovviamente, la finale come emozioni e significato è una gara che non si gioca da tanto ma le prossime due partite sono importanti". Domani sarà l'occasione per ringraziare i tifosi. "Io posso ringraziare qui i tifosi, i giocatori sui social ma è più simbolico dopo la gara tutti insieme in campo per il sostegno e l'amore. Al di là del risultato di domani, al di là del mio piede distrutto ieri da Kumbulla ma faremo un giro di campo tutti insieme, è il minimo che potremo fare. Se sarà dopo aver vinto lo faremo sorridendo ma lo faremo perché sono stati fantastici. Prima di concludere, faccio gli auguri a mister Zeman per il suo compleanno ieri"
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Francesco Tripodi
Francesco Tripodi

Direttore Editoriale

Fondatore e Direttore Editoriale della testata giornalistica Calciostyle.it. Nato a Roma, classe 1981.

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