Napoli, De Laurentiis
A confrontarsi oggi in Napoli-Inter non ci sono solo le squadre, ma anche la gestione imprenditoriale dei capi Aurelio De Laurentiis e Oaktree.
Nella giornata di oggi a essere messi a confronto nello stadio Maradona non ci sono solo Napoli-Inter, ma anche la differenza imprenditoriale dei rispettivi finanziatori delle squadre.
Un riscontro generazionale, tra vecchio e nuovo, tra il metodo DOP italiano e quello estero a fondi di investimento, che porta all’interno delle due frontiere dei cambiamenti sostanziali di gestione.
Da una parte il caposaldo del Napoli Aurelio De Laurentiis, mentre dall’altra la società americana Oaktree Capital Management, che ha acquisito il club nerazzurro dalle mani di Steven Zhang, vista la sua impossibilità di ripagare il pregresso debito di prestito.
Con l’uscita dalle scene internazionali della vecchia generazione come Preziosi, Della Valle e Moratti, la gestione di De Laurentiis rimane un punto fermo non solo per il Napoli, ma soprattutto per tutto mondo imprenditoriale italiano, sempre più proteso verso il capitale extraeuropeo.
Un beneficio assicurato da fondi stranieri, ma che pone di conseguenza il versante calcistico italiano a predominanti variazioni distaccate.
Di conseguenza, Aurelio De Laurentiis sembra essere la luce in fondo al tunnel, in quanto, dividendosi tra le produzioni cinematografiche e la presidenza del club azzurro, tratta il Napoli come una vera e propria compagnia: chiara ed equilibrata.
Un atteggiamento professionale e di grande animo, che rivolge la sua più totale attenzione ai bilanci, all’equilibrio finanziario e alla sua sostenibilità ambientale, sociale e governativa.
Un grande progetto, che a lungo andare ha ribaltato la situazione della società campana, prendendola dal fallimento e la conseguente Serie C, innalzandola al livello europeo, fino ad arrivare alla vetta più alta dello Scudetto.
Invece, totalmente differente è il fondo gestionale patrimoniale statunitense, che ha ceduto le sorti dell’Inter, subito dopo la vendita, nelle mani del futuro presidente Beppe Marotta.
Un compito importante per l’amministrazione sportiva e ordinaria, ma che comunque vede sopra le sue spalle altre figure del sistema Oaktree.
Un comparto essenziale che si occuperà di importanti scelte manageriali a lungo termine, rivolte soprattutto al risultato sportivo finale.
Aggiornato al 01/03/2025 14:15
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