Serie A
Napoli, Sorrentino: “Kvaratskhelia assomiglia a Maradona. Juve? la vera antagonista”
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5 mesi fail

Paolo Sorrentino, regista, sceneggiatore e produttore cinematografico italiano, ha rilasciato un’intervista a La Gazzetta dello Sport.
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Il suo ultimo film, “Parthenope” è un vero e proprio successo: solo ieri ha raggiunto i 3,5 milioni di incassi.
Il regista Sorrentino, a La Gazzetta dello Sport, ha parlato della sua passione verso il Napoli, di quello che gli piace del mister Conte e soprattutto il paragone tra Kvaratskhelia e Diego Armando Maradona.
Le parole di Paolo Sorrentino
Su Conte
“La ragione è proprio questa. Mi sembra un uomo molto serio: non fa proclami, non va in scena. Nel calcio e nella politica, si va troppo in scena e si diventa poco credibili. Lui non ci va. Se dice una cosa è perché la pensa davvero, non perché deve provocare, alludere o far ridere. Questa serietà, in un mondo dove molti giocano a chi la spara più grossa, diventa determinante. Non è recitante, non finge. E questo suo modo di essere viene apprezzato e rispettato. È anti-cinematografico e per noi è una risorsa: non a caso siamo primi in classifica”.
Maradona cosa direbbe di Kvaratskhelia?
“Ne parlerebbe bene, gli assomiglia. Vagamente…”.
Lukaku spaventa le difese ma poi ha bisogno di un padre sportivo come Conte perdare il meglio
“Sono dei ragazzi, con tutte le loro fragilità. Sembrano uomini in tv, ma restano ragazzi. E l’allenatore è l’unico che lo percepisce e sa come aiutarli”.
L’Inter è la vera antagonista?
“Io temo sempre e solo la Juve: è sempre la più pericolosa, anche quando è a metà classifica. Non si sa come, ma poi riesce a risalire”.
Serie A
Juventus: basta con i prestiti, hanno fatto solo danni
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19 minuti fail
04/04/2025
173 milioni in prestito. E’ questo il valore complessivo dei calciatori in prestito nella rosa della Juventus. Il valore risulta eccessivo da tanti punti di vista. Innanzi tutto per quanto riguarda l’esborso: una cifra enorme in sede di riscatto, che si complica fino a diventare insostenibile in caso di eventuale mancata qualificazione alla Champions League.
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Un altro elemento, altrettanto importante se non di più, sul quale alla Juventus stanno riflettendo in questi giorni: troppi giocatori in prestito riducono il senso di privilegio, incidendo sulla determinazione, sull”ossessione’ per la vittoria. Il fatto che Igor Tudor abbia schierato, contro il Genoa, una formazione iniziale composta quasi esclusivamente da calciatori di proprietà è un dato significativo, che fa riflettere a grandi linee.

L’URLO DI IGOR TUDOR ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Juventus, la questione sui prestiti
Attualmente la situazione è instabile per la Juventus. La proprietà Exor, attraverso John Elkann, è pronta a mettere nuovo denaro nelle casse della Juventus, dai 10 milioni possibili fino ai 115 eventuali. A una condizione: che non vengano sprecati, e che portino valore al club.
Serie A
Parma, Chivu: “Partita più importante per il Parma che per me. Su Man…”
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42 minuti fail
04/04/2025
Il tecnico del Parma, Cristian Chivu, ha parlato ai microfoni in conferenza pre partita per presentare il match tra i crociati e l’Inter.
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Cristian Chivu, tecnico del Parma, ha presentato in conferenza stampa dalla sala stampa dello stadio Tardini la gara contro l’Inter. Una gara speciale per mister Chivu, uno dei protagonisti del triplete nerazzurro.

(Foto di Salvatore Fornelli)
Parma, le parole di Chivu
In seguito le parole del tecnico rumeno:
Gara speciale
“E’ una partita importante per il Parma, non per me. Il mio passato non posso rinnegarlo, in quella società ho passato 13 anni, la mia stima e il riconoscimento rimarrà per sempre. Ma in questo momento penso al Parma, a quello che dobbiamo fare e a quello che è l’obiettivo nostro. Ho preparato la partita come sempre fatto in questo mese e mezzo. Affrontiamo una delle squadre più forti d’Europa, bisogna saper affrontare questo tipo di partite”.
Su Man
“Ogni partita ha la sua storia, questa squadra è sempre stata costruita per lavorare con le transizioni e la velocità degli esterni. Hanno fatto bene contro squadre importanti, questo ha valore ma non è stato fatto sempre. Dobbiamo capire di poter giocare contro chiunque, questo è il messaggio. Ogni partita ha la sua storia, bisogna adattarsi e saper fare più cose. Man sta lavorando bene, sta cercando di superare le difficoltà. Sono convinto riuscirà a sbloccarsi e ad essere decisivo con dei gol”.
Su Ondrejka e Lovik
“Loro due sono arrivati da poco, vengono da una cultura diversa, vorrei anche gli altri la avessero. Si stanno ambientando piano piano, stanno cercando di mettersi in mostra. Il fatto della lingua condiziona ma cerco sempre di fare traduzione e parlare due lingue. Per me non è un problema, a volte mi dimentico. Loro vengono a chiedermi durante e dopo l’allenamento, sono giocatori giovani che stanno imparando a conoscere il calcio italiano, che richiede un certo ordine nel gioco. Stanno crescendo. Ondrejka ha fatto vedere cose buone, arriverà anche il momento di Lovik. Lui nasce terzino, può fare il quinto, ma gli esterni alti vengono valutati per i gol e gli assist quindi diventa dura. Può fare il terzino o il quinto”.
Sul rientro di Djuric
“La preoccupazione è stata di non creare confusione. In queste cinque partite qualcuno lo abbiamo sempre affiancato alla prima punta, anche se non un attaccante di mestiere. Però crea densità e supporta la prima punta. A gara in corsa abbiamo provato ad avere due punte, è un’opzione ma non credo sia l’assetto iniziale. A gara in corso sì”.
Difficoltà mentali
“La classifica è quella, vivere un momento incerto può creare qualche difficoltà, lo è anche per le squadre importanti. La spensieratezza si può trovare all’estero, c’è meno pressione e l’allenatore non incide troppo sulla parte tattica. Questa spensieratezza e quel modo di approcciare la partita viene naturale. In Italia pensiamo più a cose che mettono dubbi ai giocatori quando devono avere responsabilità. A livello mentale non avrebbe cambiato fare gli stessi punti ma con le vittorie, il punto di partenza è non aver perso. Dobbiamo crescere nella motivazione, nella fiducia che ci permette di ottenere qualche risultato in più”.
Aspetti positivi e non
“Sono calati nella realtà attuale di classifica, hanno accettato il metodo di lavoro giornaliero e mettono tutto a nostra disposizione. E’ una squadra viva, che vuole muovere la classifica e restare in Serie A. Questo era il punto di partenza, vedo una reazione e mi fa piacere”.
Su Bernabe e Cancellieri
“Cancellieri è ancora fuori, Bernabé ha preso una botta e ha saltato il primo giorno di allenamento poi è rientrato. Da due giorni è a disposizione”.
Tattica
“Servono coraggio, applicazione per capire i momenti della partita. Loro sono in grado di metterti in quella condizione, qualcosina potranno concedere. Si parte sempre dal fatto che si comincia 0-0, loro sono favoriti ma i miei sono pronti a fare di tutto per metterli in difficoltà”.
Sui tifosi
“Lunedì sera avevamo 1300 tifosi a Verona, è stato qualcosa di meraviglioso. Ci impegniamo sempre al massimo, cerchiamo di dare grinta e di far capire che vogliamo lottare. Continuiamo a dimostrare di voler mantenere la categoria, giocare in casa con lo stadio tutto esaurito, ci farebbe molto piacere regalargli qualcosa”.

Matias Soulè ha vissuto una stagione altalenante; difficoltà nei primi mesi e poi una crescita esponenziale con l’arrivo di Claudio Ranieri. Ora l’argentino non è più una ‘scommessa’, ma un giocatore su cui la Roma deve puntarci forte. Ciò sarà dimostrato domenica alla gara presso l’Olimpico.
L’addio alla Juve dopo averlo portato in Italia nel 2020, lo ha cresciuto, e poi ha deciso di metterlo nella lista dei “sacrificabili.” Venticinque milioni, più bonus, per fare cassa. Un addio freddo, senza troppi rimpianti.

GIUSEPPE PEZZELLA PROVA A FERMARE MATIAS SOULE ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Roma-Soulè, la sfida
In vista della gara in programma per domenica all’Olimpico, Matias Soulè avrà il palcoscenico perfetto per dire la sua con un stadio strapieno, in una partita decisiva. Avrà l’occasione di prendersi la scena. Senza Dybala, sarà lui il faro dell’attacco. Niente più apprendistato, niente più alibi: contro la Juventus è il momento di incidere.
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