In un'intervista di Rai Sport, l'ex giocatore e allenatore Cesare Prandelli ha parlato della stagione di Serie A in corso: ecco che cosa ha detto.
Cesare Prandelli, intervistato ai microfoni di Rai Sport, ha fatto il punto sulla stagione in corso, soffermandosi sugli episodi più rilevanti dell'ultima giornata di campionato. In testa alla classifica, la Juventus ha faticato ma è riuscita a imporsi sul campo del Como, mentre Atalanta e Lazio hanno dominato rispettivamente contro Hellas Verona e Monza.
Il Napoli, invece, ha subito una frenata pareggiando in casa contro l'Udinese.
Non sono mancate le polemiche legate alla Var, già al centro delle discussioni per il contatto Thuram-Pavlovic nel derby di Milano e ora contestata per la mancata concessione di un rigore al Torino nella sfida con il Genoa.
Serie A, il punto di Cesare Prandelli
Prandelli sulla Var: "Serve maggiore chiarezza"
"Quando è arrivata eravamo tutti felici e contenti, sembrava una valvola che potesse aiutare tutti e invece la stiamo complicando e così diventa difficile commentare determinate situazioni. L'unica persona che può decidere nell'immediato la situazione è l'arbitro, poi magari al Var si potrebbe mettere qualche ex grande calciatore per valutare l'entità del contrasto per esempio.
Ma in questo momento c'è molta confusione. Abbiamo voluto portare all'esasperazione anche scelte che prima potevano essere discutibili ma che non toglievano niente allo spettacolo. Hanno pensato che dando più rigori, facendo fare più gol si rendeva più spettacolare il calcio e invece così lo si è complicato".
Prandelli sullo scudetto
Parlando della corsa al titolo, l'ex ct ha sottolineato il ruolo del Napoli, attuale capolista con quattro punti di vantaggio sull'Inter: "Fino a qualche giorno fa, il Napoli aveva una continuità incredibile, poi le squadre hanno capito che chiudendo tutti gli spazi trovava qualche difficolà ma Conte è un grande allenatore, un grande studioso e riuscirà a trovare qualche situazione in fase offensiva.
Il Napoli è forse l'unica squadra che può pensare di arrivare in fondo e vincere il titolo perché le altre sono impegnate nelle coppe: il calcio italiano non sta brillando a livello generale, ho visto squadre molto stanche. L'Atalanta in Champions? Me lo auguro, quando gioca ti da sempre gioia ed emozione. La lotta è affascinante anche per la corsa ai posti Champions.
Il Milan potrebbe recuperare perché individualmente è una squadra molto interessante, ma la stessa Fiorentina ha fatto una campagna acquisti meravigliosa, ha messo su un blocco importante di italiani. Firenze vive di calcio e potrebbe far rifiorire anche giocatori in difficoltà. Il mio futuro? Panchine sicuramente basta ma su altri aspetti ci potrei anche pensare".
Sugli attaccanti
A pochi mesi dai quarti di Nations League contro la Germania, Prandelli ha parlato della possibilità di vedere Retegui e Kean insieme in Nazionale: "Retegui-Kean? Penso che si possa fare, poi all'atto pratico devi vederli. Visti così sì, anche se per Kean alla Fiorentina tutto lo spazio davanti è suo ed è devastante come lo è Retegui. Dal punto di vista teorico però si può pensare a una coppia così importante.
Vlahovic? È un giocatore di qualità, di personalità, di tecnica, che non va pensato solo come quello che fa sponda, che fa muro. Gli attaccanti, parlo in generale, stanno perdendo l'istintività .Dobbiamo capire se riusciamo a coniugare l'aspetto didattico, di organizzazione, con l'aspetto istintivo perché l'imprevedibilità nel calcio ci deve essere sempre. Non bisogna far perdere l'istinto che un attaccante ha e che è quasi innato. Fino ai 14 anni i ragazzi si devono divertire, devono avere il diritto di sbagliare".