La
Roma perde male a Bergamo contro la mai doma
Atalanta che nella ripresa risponde per quattro volte alla rete iniziale di
Dzeko.
La trama dei primi due terzi di gara si è sviluppata intorno ai due diktat tattici, catalogabili come marchi di fabbrica, delle due compagini: pressione alta e rapidità nello stretto per i nerazzurri, contropiede e la continua ricerca di verticalità per i giallorossi. Nell'ultimo terzo i padroni di casa hanno surclassato gli ospiti sotto tutti gli aspetti, partendo da quello fisico e finendo con quello psicologico.
Una brutta battuta d'arresto per i ragazzi di
Fonseca che, nonostante tutto, sono riusciti a mantenere la quarta posizione in classifica complice il passo falso del
Napoli in casa della
Lazio.
L'analisi
La gara di ieri ha messo ancora una volta in evidenza la doppia personalità che governa questa
Roma.
Ad un ottimo primo tempo, forse più, costituito da capillare attenzione difensiva ed atteggiamento caparbio in entrambe le fasi, ha fatto da contraltare un'ultima mezz'ora da incubo, in cui, probabilmente, sono venuti a galla tutti i limiti della squadra, non tanto sotto l'aspetto tecnico-qualitativo, quanto sotto l'aspetto che concerne la carenza di quantità di uomini a disposizione.
Nonostante il nefasto epilogo del match per i giallorossi, però, ci sono delle note positive come
Karsdorp, che sta pian piano ritrovando la forma migliore,
Veretout, eccezion fatta per l'errore che ha scaturito il 3-1 di
Muriel, insieme ai soliti
Mkhitaryan e
Dzeko.
Dai capitolini si aspettano delle risposte piuttosto convincenti già a partire da mercoledì, quando all'Olimpico arriverà il
Cagliari dell'ex
Di Francesco.
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