Un quadrato
giallorosso - come non se ne vedevano da tempo - per proseguire un percorso iniziato tempo fa. L'arrivo di Josè Mourinho ha spostato l'asticella verso altri lidi, in quei posti esplorati poche volte dai tifosi della Roma. La gara vinta contro la Sampdoria ha regalato una consapevolezza diversa, con Wijnaldum e Dybala fuori per defezione fisica. Proprio queste debacle fanno ben sperare i tifosi. "Esercito grande non significa vittoria" disse Winston Churchill in uno dei suoi discorsi, e quindi ognuno al suo posto. Una difesa solida - con tre elementi che hanno un'alchimia pazzesca - e la linea mediana inventata ex-novo. Vox populi inneggiava a Camara perché il duo Cristante-Matic non faceva promettere nulla di buono, la manovra era troppo macchinosa. Sulla trequarto una vasta gamma di scelte: Pellegrini (che torna al gol su calcio di rigore), El Shaarawy (problemi contrattuali a parte è sempre importante) e quel Nicoló Zaniolo in grado di spaccare in due la gara del Marassi. In avanti Abraham o Belotti, poco importa se non la buttano dentro perché l'aspetto fondamentale è gonfiare la rete. Una squadra operaia con un obiettivo in testa: la resistenza. Rimanere in zona Champions, passare il girone della fu Coppa Uefa - oggi Europa League - è nelle corde giallorosse. Cosa può succedere dopo la sosta? La qualunque con due acquisti fondamentali per le alchimie romaniste. Centrocampo-attacco, come fu Snejder-Milito nel triplete. Ogni sogno può essere quello giusto, basta solamente resistere durante le difficoltà.