Serie A
Roma-Lazio, cosa c’è dietro al battibecco Dybala-Guendouzi
La Roma porta a casa il derby con la Lazio, ma i riflettori sono tutti sul gesto di Dybala nei confronti di Guendouzi. C’è un precedente dello scorso anno.
La Roma vince il derby e Paulo Dybala si prende la scena. Non solo per le giocate, ma anche per il battibecco nei confronti di Matteo Guendouzi. Già nel derby di ritorno dello scorso anno (vinto per 1-0 dalla Roma di De Rossi sulla Lazio di Tudor) c’erano state delle schermaglie tra i due.

L’ARBITRO LUCA PAIRETTO SEDA LA LITE TRA MATTEO GUENDOUZI E MANU KONE ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Roma, schermaglie Dybala-Guendouzi, cosa c’è dietro al gesto dell’argentino
La Roma vince il derby per 2 a 0 con reti di Pellegrini e Saelemaekers, ma a tenere banco è soprattutto il battibecco che c’è stato in campo tra Dybala e Guendouzi. L’argentino ha fatto il gesto della mano del cinque, cioè di aver vinto 5 volte il campionato e Guendouzi zero. Ma già lo scorso anno erano stati protagonisti di una scaramuccia, durante il derby vinto sempre dalla Roma per 1 a 0.
In quella occasione, sia durante la partita che al fischio finale, tra l’argentino e il francese c’erano state qualche parola di troppo, ma soprattutto la provocazione di mostrare il parastinco da parte di Dybala a Guendouzi: che raffigurava la vittoria del Mondiale del 2022 in Qatar dell’Argentina contro la Francia.
Quindi screzi antichi, che hanno, sia quella volta che ieri, fatto saltare i nervi ai giocatori della Lazio, con un finale incandescente e l’espulsione di Castellanos nel recupero. Anche lo scorso anno ci fu un finale tumultuoso, tanto che l’arbitro di quel derby, il signor Guida, dovette estrarre più volte il cartellino giallo.
Quindi quello che è avvenuto ieri allo Stadio Olimpico non è un episodio nuovo, ma il secondo round di quello che è capitato nell’ultimo derby della scorsa stagione. Certamente questo gesto da parte dell’argentino lascerà degli strascichi nei prossimi giorni nell’ambiento romano.
Serie A
Inter-Napoli, una partita che può decidere un campionato
Questa sera andrà in scena quella che forse è la gara più attesa e prestigiosa della stagione. L’Inter di Chivu affronterà il Napoli dell’ex Antonio Conte. Sarà decisiva ai fini dello scudetto?
Solo il campo può rispondere a questa domanda. A priori possiamo analizzare la sfida tra le due squadre che con grande probabilità lotteranno testa a testa fino all’ultima partita.
Milan, Roma e Juventus infatti, hanno dimostrato di essere ancora un gradino al di sotto rispetto ad Inter e Napoli, nonostante i punti non neghino alcuna speranza.
Un San Siro esaurito, più di qualche attrito lasciato in sospeso tra le due squadre e punti pesantissimi in palio, sono tutti i presupposti che messi insieme daranno vita ad un grande spettacolo.
Inter-Napoli, la squadra di Chivu ha il coltello dalla parte del manico

CRISTIAN CHIVU PERPLESSO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
I nerazzurri arrivano a questo scontro diretto con ben 4 punti di vantaggio sulla diretta avversaria, che conferiscono una maggiore serenità nell’affrontare questa partita. In caso di vittoria, l’Inter darebbe una forte scossa al campionato, e in caso contrario, rimarrebbe ugualmente in cima alla classifica.
La squadra di Chivu ormai da qualche tempo sembra aver acceso la modalità “ingiocabile” e in campionato ha messo a referto ben 6 vittorie consecutive. Il tecnico, se ad inizio stagione si basava sulla struttura improntata negli anni da Simone Inzaghi, ha trovato una sua quadra, modificando più di qualche elemento agli 11 iniziali.
Akanji è stato spostato al centro della difesa, dove sta rendendo al meglio delle sue capacità, con Bisseck che ormai stabilmente si è conquistato una maglia da titolare da braccetto di destra.
Zielinski è diventato quasi imprescindibile e Luis Henrique, forse per mancanza di alternative o forse per merito, è a tutti gli effetti il nuovo proprietario della corsia di destra.
Come arriva la squadra di Conte

LA GRINTA DI ANTONIO CONTE CHE INDICA IL SEGNO DUE ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Il Napoli è scivolato in casa nell’ultima gara contro l’Hellas Verona, interrompendo un periodo di altissimo rendimento. Dalla conquista della Supercoppa in poi la squadra di Conte ha decisamente cambiato marcia, prendendo velocità grazie ad un nuovo sistema di gioco che valorizza le qualità di un giocatore come David Neres.
Il tecnico dopo il pareggio contro il Verona ha voluto mantenere un’estrema calma nelle dichiarazioni, in vista di una partita importante come quella di questa sera.
Inter-Napoli può essere un’occasione per i partenopei, così come potrebbe risultare fatale in caso di sconfitta. Questo Conte lo sa, e sarà interessante capire come un allenatore del suo spessore e della sua esperienza avrà preparato una sfida da dentro o fuori come quella di oggi.
Inter-Napoli, i duelli più attesi

Rasmus Højlund punta il dito ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Una grande sfida è ovviamente caratterizzata da grandi duelli. Giocando con un’impostazione tattica simile, una grande battaglia andrà in scena sugli esterni, con Dimarco che si interfaccerà con Politano e dall’altra parte Luis Henrique duellerà con Spinazzola.
In mezzo al campo saranno sicuramente affascinanti gli accoppiamenti McTominay-Barella e Lobotka-Calhanoglu, ovvero 4 dei migliori centrocampisti dell’intero campionato.
In avanti Lautaro e Thuram avranno a che fare con Rrhahmani e Di Lorenzo, ma quella che probabilmente sarà la sfida più affascinante della gara, sarà il duello tra Akanji ed Hojlund.
Due giocatori in grande forma, dotati di uno strapotere fisico e che hanno anche vestito le maglie delle due fazioni di Manchester.
Chissà chi tra i due riuscirà ad avere la meglio.
Serie A
Genoa-Cagliari, le probabili formazioni e dove vederla
Domani alle 18:30 allo stadio Luigi Ferraris andrà in scena lo scontro salvezza tra Genoa–Cagliari. In palio punti molto pesanti per muovere la classifica.
L’andata di qualche mese fa è stata una partita scoppiettante e memorabile, terminata sul risultato di 3-3.
I padroni di casa sono reduci dal pareggio di San Siro contro il Milan, che sicuramente ha portato entusiasmo e nuove energie mentali, lasciando anche qualche rammarico per il rigore fallito al 95′ minuto.
Dall’altra parte la squadra di Pisacane ha rimontato la Cremonese da 2-0 a 2-2 nell’ultima di campionato, dimostrando grande carattere e voglia di far bene.
Sarà dunque una partita combattuta tra due squadra che hanno fame di punti e che lottano per lo stesso obiettivo.
Qui Genoa
Per la gara di domani De Rossi non avrà a disposizione Cornet per infortunio e valuterà fino all’ultimo le condizioni di Grombaek ed Ekuban. La formazione attesa dovrebbe grosso modo riprendere quella dell’ultima sfida a San Siro. In difesa c’è un ballottaggio tra Marcandalli e Otoa, mentre in mezzo al campo c’è solo una maglia a disposizione per uno tra Thorsby, Masini ed Ellertson, con il norvegese che parte in vantaggio. In avanti dovrebbe essere riconfermata la coppia Vitinha-Colombo.
Qui Cagliari
Pisacane invece, oltre ai soliti Belotti e Felici, dovrà fare a meno anche di Folorunsho e Deiola, che ancora non hanno smaltito i rispettivi problemi fisici. Il tecnico deve anche fare i conti con le condizioni non perfette di Esposito, che contro la Cremonese è partito dalla panchina. I maggiori dubbi di formazione infatti sono in attacco con la coppia inedita Borrelli-Kilicsoy che comincia a prendere quota. In mezzo al campo dovrebbe esserci spazio per Gaetano, che si gioca una maglia da titolare con Mazzitelli.

SEBASTIANO ESPOSITO IN AZIONE ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Genoa-Cagliari, le probabili formazioni
Genoa (3-5-2): Leali, Marcandalli, Ostigard, Vasquez, Norton-Cuffy, Frendrup, Malinovskyi, Thorsby, Martin, Vitinha, Colombo. All. De Rossi
Cagliari (3-5-2): Caprile, Zappa, Mina, Luperto, Palestra, Adopo, Prati, Gaetano, Obert, Borreli, Kilicsoy. All. Pisacane
Genoa-Cagliari, dove vederla
Genoa-Cagliari andrà in onda domani alle 18:30 in esclusiva su DAZN.
Serie A
Lecce, Di Francesco: “Ci siamo fatti male da soli, per 55′ minuti c’eravamo solo noi in campo”
Il tecnico del Lecce Eusebio Di Francesco commenta in conferenza stampa la sconfitta casalinga maturata contro il Parma. I giallorossi hanno chiuso la gara in 9.
Dolorosa sconfitta per il Lecce nello scontro diretto contro il Parma. I pugliesi vengono battuti davanti al pubblico di casa, nonostante l’iniziale vantaggio firmato da Leo Stulic. Nella ripresa l’episodio decisivo, che cambia l’inerzia della gara, è l’espulsione diretta rimediata da Lameck Banda. Rimasta in 10 uomini, la squadra di Di Francesco non è più riuscita a contenere i ducali, finendo col farsi rimontare. Al termine della gara il tecnico del Lecce ha commentato la gara in conferenza stampa. DI seguito le sue dichiarazioni.
Lecce, Di Francesco commenta la sconfitta

Cosa è successo nel 2° tempo?
“Ci sono momenti in cui non hai altre soluzioni. Dovevamo dare ampiezza alla squadra. Abbiamo preso gol su un’autorete. Abbiamo cercato di ridare forza sugli esterni. N’Dri poteva darci freschezza per ripartire, Stulic a campo aperto avrebbe avuto meno possibilità. Oggi mi girano, ci siamo fatti male da soli, dopo una partita nella quale per 55 minuti c’è stata una sola squadra in campo. il Parma non sapeva come riprendere la partita.
Poi invece di prendere i complimenti per come l’hai preparata prendi le critiche per come l’hai gestita. Mi dispiace, perché ho cercato di fare del bene alla squadra. Abbiamo preso gol su corner sull’unico uomo che era marcato. Ci sono situazioni che ti vanno male. Abbiamo avuto anche opportunità per raddoppiare”.
Cosa vi siete detti con Banda?
“Nulla, non c’è niente da dire”.
Da dove si riparte?
“Facciamo un bel respiro grande. Stasera mi metto a fare un po’ di yoga per smaltire l’incazzatura. Poi prepareremo le prossime partite al meglio. Ci siamo tolti qualcosa da soli e adesso dobbiamo andare a riprendercela da soli. Oggi non mi voglio attaccare a nulla, ci prendiamo la responsabilità del risultato vedo più demeriti nostri che meriti del Parma”.
Rosso Gaspar.
“Ci deve servire da insegnamento. Bisogna combattere ma stando dentro determinate regole per non farsi male da soli. Ci sono ingenuità che non vanno commesse”.
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