La
Roma vince e convince contro un
Parma ancora alla ricerca della propria identità. Un successo che non ammette repliche quello dei giallorossi che allungano così a 16 la striscia di risultati utili consecutivi in campionato.
La continuità di rendimento è sicuramente alla base dell'ottimo periodo di forma dei ragazzi di
Fonseca che, a sua volta, sembra aver trovato la chiave per far rendere al meglio la squadra, in grado di alternare ampiezza e profondità in modo invidiabile.
Le alternative mostrate in fase di possesso in grado di tramutarsi poi in possibili palle gol sono, ad oggi, il fiore all'occhiello dei capitolini, apparsi abili anche nella gestione dei ritmi di gara.
Nel dettaglio
Il binomio
Roma-
Dzeko era ed è tutt'ora indissolubile, ma i giallorossi hanno sfornato un'altra prova dall'altissimo tasso tecnico-tattico pur senza Edin, sintomo di compattezza, solidità e fiducia. Teoria, questa, valorizzata anche dalle assenze di due calciatori cardine quali
Smalling e
Pellegrini, subentrato solamente negli ultimi scampoli di gara.
Il match è stato deciso dal primo gol in campionato di
Borja Mayoral, servito sontuosamente da
Spinazzola sul filo del fuorigioco, che con il mancino da posizione defilata ha battuto
Sepe e dalla doppietta di
Mkhitaryan che sublima il proprio strabiliante periodo di forma con un gol da cineteca sugli sviluppi di una sponda fornitagli proprio dall'attaccante spagnolo.
Mirante non è stato praticamente mai impegnato complice lo straordinario lavoro del trio difensivo, specie di
Mancini, abile nell'arginare qualunque tentativo di sortita offensiva avversaria.
Karsdorp e
Veretout sempre più nel vivo del gioco così come i loro alter ego,
Spinazzola e
Villar, reduci da una prestazione monstre, in particolar modo il numero 14.
Pedro ed il suo collega armeno le solite certezze ed il tanto agognato vice-
Dzeko apparso meno avulso alla manovra e maggiormente degno di questa etichetta rispetto ai suoi predecessori.
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