Juventus' Italian coach Maurizio Sarri before the UEFA Champions League group D football match between FC Lokomotiv Moscow and Juventus at Moscow's RZD Arena stadium on November 6, 2019. (Photo by Kirill KUDRYAVTSEV / AFP) (Photo by KIRILL KUDRYAVTSEV/AFP via Getty Images)
Maurizio Sarri e la Fiorentina, un matrimonio che potrebbe presto concretizzarsi(?). Diversi, però, si chiedono se vale davvero la pena puntare su un nuovo allenatore (sia chiaro, non è uno qualunque, basti pensare che negli ultimi due anni ha vinto due trofei), in quanto non è detto che questo risolva i problemi di una squadra come questa a cui mancano alcuni tasselli.
Quali? Innanzitutto un regista, poi, se vogliamo, anche una seconda punta capace di spaccare le partite. Il vero problema, però, riguarda la mancanza di un centravanti, il classico uomo da 20 reti che anche gli stessi tifosi invocano da tempo. Adesso lo domanda sorge spontanea: riuscirebbe ‘Mister 33’ a risolvere quest’ultimo problema?
Partiamo con il modulo che dovrebbe essere adottato: con Sarri la Fiorentina passerebbe al 4-3-3. Perché non al 4-3-1-2 (sistema di gioco utilizzato all’Empoli e lo scorso anno alla Juventus)? Semplice, perché l’idea dell’ex tecnico del Napoli è quella, in primis, di sfruttare al meglio Callejon, suo pupillo in azzurro e, secondo, perché vorrebbe che la propria
squadra giochi al servizio di un’unica punta.Il bel calcio del tecnico toscano è cosa nota, così come il fatto che i suoi attaccanti segnano sempre molti goal durante l’anno: a tal proposito, basti ricordare cosa è riuscito a fare Higuain nella stagione 2015/2016. Se vogliamo fare un parallelismo, non è così sbagliato come possa sembrare paragonare ‘El Pipita’ a Cutrone e Ribery a Mertens. Nel primo caso, verrebbe data piena fiducia ad uno dei tre centravanti attualmente in rosa (Kouame e Vlahovic gli altri due, anche se l’ivoriano può fare la seconda punta) e al momento il più pronto sembra essere proprio l’ex Milan. Nel secondo caso, ci sarebbe la clamorosa ipotesi di posizionare il fuoriclasse francese al centro dell’attacco, ad agire come ‘falso nueve’ (spenderebbe anche meno energie in campo) e spostando, di conseguenza, Bonaventura da mezzala ad ala sinistra nel tridente offensivo.
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