L’URLO ESULTANZA DI FABIO GROSSO ( FOTO SALVATORE FORNELLI )
Sassuolo-Lazio è stata una partita concitata ma dalle poche occasioni. Per Sarri c’è ancora molto lavoro da fare, e tra pochi giorni c’è il derby.
Sarri si affida alla formazione migliore, libero da calcoli legati alle competizioni europee. E i biancocelesti partono subito forte. L’intensità e il pressing alto e ordinato mette sotto il Sassuolo, incapace di uscire. In fase di costruzione si staccano a turno Guendouzi e Dele-Bashiru, costringendo i neroverdi ai lanci lunghi.
Ma la superiorità dura poco, e i ragazzi di Grosso riescono a sviluppare l’azione dalla propria trequarti. Il treno Doig–Laurienté funziona: il primo regge le sportellate di Marusic e si sovrappone, mentre il francese crea non pochi grattacapi alla difesa laziale. Il numero 45 punta gli avversari, spingendo la linea avversaria verso l’area di rigore.
Manca solo il tiro, che arriva solo al minuto 27, quando Provedel respinge un rasoterra di Pinamonti con il piede sinistro: è il gesto tecnico migliore del primo tempo, caratterizzato da pochissime occasioni ma tanta foga.
La stessa foga con cui Vranckx interviene sulla caviglia di Rovella: l’intervento è brutto e l’arbitro lo espelle, ma il VAR interviene per revocare la decisione sul campo. Proprio Rovella è il protagonista in negativo della prima frazione. Nervoso, prima litiga con Berardi, poi viene ammonito per proteste, fino a rischiare il doppio cartellino dopo una trattenuta su Koné. Alla fine, il numero 6 esce per un problema fisico. Il derby è a rischio.
DOMENICO BERARDI ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Nel secondo tempo la Lazio prende fiducia e si propone sulla trequarti avversaria, ma per la prima vera occasione bisogna aspettare il 64′ minuto, quando su cross di Guendouzi la colpisce di testa Zaccagni, ma Muric effettua un grande intervento in corner: è la parata dell’incontro, anche il numero 10 biancoceleste stenta a crederci.
E proprio nel momento migliore delle aquile a passare è il Sassuolo, con Fadera, che sugli sviluppi di un corner devia in rete, tenuto in linea proprio da Zaccagni. I biancocelesti non mollano, ma il muro-Muric blocca un altro tiro, questa volta di Dia. Gli uomini di Sarri ci provano fino all’ultimo, con Provedel in area su gli ultimi calci d’angolo, ma alla fine a passare è il Sassuolo, dopo due sconfitte consecutive.
Dopo Sassuolo-Lazio, Grosso può partire dalle cose buone viste in questa prima vittoria. In difesa domina Muharemovic, preciso nelle marcature e negli anticipi. A soli 22 anni, ha affrontato il tridente avversario con grande intelligenza tecnica e lettura difensiva, capendo quando andare a prendere l’uomo e quando aspettare il suggerimento per Castellanos.
A centrocampo si rivede Matic, quello della Roma. Presente ovunque, fondamentale nella doppia fase e già leader del gruppo, con la fascia da capitano di Berardi. E poi Doig, che conferma le buone sensazioni delle prime due giornate. Con Lauriente c’è intesa. Grosso ha i suoi riferimenti sull’out sinistro.
Aggiornato al 14/09/2025 20:27
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