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Serie A, 11°giornata:i focus del Dottor Sarli

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Qualificazioni Euro2024, il focus del Dottor Sarli

Eccoci giunti nel vivo dell’undicesima giornata di Serie A con quattro match, uno d’alta classifica, e per quest’ultimo non sono mancate le proteste. Ecco a voi i focus di oggi.

Hellas Verona Monza e CagliariGenoa sono sfide importanti in chiave salvezza e in ottica continuità, RomaLecce e il classico match di metà classifica mentre FiorentinaJuventus è una sfida ad alta quota. Ecco cosa aspettarci dalla domenica dell’undicesimo turno di Serie A.

Focus Serie A: Hellas Verona – Monza

Focus Serie A

Gli scaligeri hanno iniziato bene il campionato (2 vittorie) e per questo si trovano fuori dalla zona retrocessione dopo una brutta serie senza successi (2 pareggi, 6 sconfitte).

In casa le cose poi non sono delle migliori (1 vittoria, 1 pareggio, 2 sconfitte) ma se oggi dovesse perdere potrebbe essere il terzo tonfo di fila in casa e non succede da novembre 2022.

Il Monza è partito bene (2 vittorie, 4 pareggi, 1 sconfitta) e viaggia verso la metà della classifica.

La scorsa stagione però, contro l’Hellas il Monza ha perso quattro punti (1 pareggio, 1 sconfitta) anche se al Bentegodi i brianzoli non hanno mai vinto (1 pareggio, 3 sconfitte) e ha vinto solo una delle ultime cinque trasferte di campionato (1 pareggio, 3 sconfitte) segnando appena due goal.

Ecco i giocatori più pericolosi.

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Per l’Hellas occhio a Lazovic, ch’è l’unico giocatore ad aver segnato nelle ultime tre partite casalinghe e sei dei suoi ultimi sette goal sono arrivati in casa. Per il Monza attenzione a Colombo, i cui ultimi quattro goal sono stati decisivi per la vittoria.

La statistica curiosa

L’Hellas Verona non è riuscito a segnare nel primo tempo in nove delle sue dieci partite giocate di Serie A in questa stagione.

Focus Serie A: Cagliari – Genoa

Focus Serie A

Il Cagliari è stata la prima squadra in assoluto della Serie A a vincere una partita dopo essere stata sotto di tre goal al 70° minuto. Contro il Genoa però hanno un pessimo ruolino di marcia, cinque sconfitte di fila, anche se quattro di esse sono arrivate con un solo goal di scarto.

C’è da dire, però, che i sardi nelle ultime tre partite casalinghe hanno subito addirittura dieci goal.

Con la Salernitana, vittoria per 1-0, il Genoa ha vinto dopo due partite consecutive senza segnare.

Però in trasferta il grifone ha guadagnato un solo punto nelle ultime quattro trasferte di Serie A (1 pareggio, 3 sconfitte); in più, pur non segnando in quelle partite, il Genoa vanta un record impressionante di diciannove goal in diciotto scontri diretti in Serie A.

Ecco i giocatori di cui tener maggior conto.

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Per il Cagliari occhio a Pavoletti, che a Frosinone ha segnato una doppietta nei minuti di recupero permettendo ai sardi di conquistare la prima vittoria stagionale; inoltre, l’attaccante rossoblù vanta due goal negli ultimi cinque scontri diretti in Serie A. Per il Genoa attenzione a Guðmundsson, i cui ultimi due goal sono stati decisivi per il grifone.

La statistica curiosa

Il Genoa è l’unica squadra a non avere ancora segnato un gol nel secondo tempo di una trasferta in questa stagione di Serie A.

Focus Serie A: Roma – Lecce

Focus Serie A

La Roma ha visto interrompere a San Siro la serie di cinque vittorie consecutive dopo un inizio non brillante. I lupi sono ora a cinque punti dalle prime quattro posizioni dopo dieci giornata.

Contro il Lecce la Roma non perde uno scontro diretto addirittura dal 1986 (14 vittorie, 6 pareggi) ed inoltre i giallorossi capitolini hanno vinto le ultime cinque partite casalinghe a “zero”.

Il Lecce era partito benissimo, cinque partite da imbattuto (3 vittorie, 2 pareggi) ma poi non è riuscito a vincere nessuno dei successi altrettanti match (2 pareggi, 3 sconfitte).

Inoltre il Lecce ultimamente in attacco è poca cosa, soltanto due goal negli ultimi cinque match, entrambi nel primo tempo. In più, non hanno ancora vinto in trasferta in questa stagione.

Ecco i giocatori da tener d’occhio.

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Per la Roma, fari puntati su Lukaku, l’attaccante della rosa sulla carta più forte. Per il Lecce occhio a  Krstović, che ha siglato due dei suoi ultimi tre gol in stagionali nei primi dieci minuti di gioco.

La statistica curiosa

C’è stato un calcio di rigore in otto degli ultimi dodici scontri diretti tra queste due squadre in Serie A.

Focus Serie A: Fiorentina – Juventus

Focus Serie A

Dopo aver battuto il Napoli al Maradona, la Viola ha perso due partite di fila (contro Empoli e Lazio) per la prima volta da febbraio. I gigliati non hanno segnato in nessuna di queste due partite, in più contro la Lazio la sconfitta è stata un beffa, essendo arrivata al 95′ su calcio di rigore.

Contro l’eterna e acerrima rivale, la Juventus appunto, la Viola ha perso più match che contro altre avversarie nella sua storia (86)! La Fiorentina è tuttavia imbattuta in tutti e quattro gli ultimi scontri diretti giocati al Franchi in Serie A (1 vittoria, 3 pareggi). Inoltre, la Viola detiene il record in campionato di goal segnati nel primo tempo (12).

La Juventus, però, è un avversario molto ostico, avendo mantenuto la porta inviolata in cinque partite consecutive (4 vittorie, 1 pareggio). In trasferta, dove i bianconeri hanno vinto solo una delle ultime tre partite (1 vittoria, 1 pareggio, 1 sconfitta).

Un punto cardine del success della Juventus nelle sue trasferte più recenti è stato quella difesa solida, poiché tutte e dodici le ultime vittorie fuori casa di Serie A hanno visto la Vecchia Signora mantenere la porta inviolata.

Ecco i giocatori più pericolosi.

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Per la Fiorentina occhio al veterano centrocampista Bonaventura, che ha subìto più sconfitte (18) contro la Juventus che contro qualsiasi altro avversario, ma ha contribuito direttamente a sei gol nel corso di dieci presenze in Serie A (4 gol, 2 assist).

Per la Juventus occhio a Chiesa, ex di turno con quindici anni di militanza nella Fiorentina ma ancora a caccia di un goal contro di essa dopo tre occasioni precedenti in cui è rimasto, appunto, a bocca asciutta.

Nota di colore, la Curva Fiesole, il cuore del tifo Viola, non prenderà parte alla partita in segno di protesta contro il Prefetto per il mancato rinvio della partita dopo la grave alluvione che ha colpito la Toscana mietendo molte vittime e feriti.

La statistica curiosa

Solo una delle ultime sei trasferte della Juventus in Serie A ha visto entrambe le squadre riuscire a segnare.

Serie A, il bilancio finale

Tanti goal? Forse, specie da Genoa – Cagliari e Fiorentina – Juventus, di certo ci sarà in campo tanto agonismo e voglia di vincere da entrambe le parti. Buona domenica calcistica a tutti voi!

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Inter, Ivan Provedel vede l’esordio: la sosta gli apre spazio

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Inter, Ivan Provedel vede l'esordio: la sosta gli apre spazio

Martínez sarà impegnato con la Spagna fino al 6 ottobre, mentre l’ex Lazio resterà ad Appiano: i giorni con Chivu possono portarlo verso il primo match in nerazzurro.

Inter, Ivan Provedel vede l'esordio: la sosta gli apre spazio-2

IVAN PROVEDEL DELL’FC INTERNAZIONALE IN AZIONE DURANTE L’ALLENAMENTO AD APPIANO GENTILE (FOTO DI MATTIA PISTOIA – INTER/INTER VIA GETTY IMAGES)

Ivan Provedel si avvicina alla prima vera occasione per debuttare ufficialmente con l’Inter: durante la lunga sosta Josep Martínez sarà impegnato con la Spagna, mentre l’ex Lazio resterà ad Appiano Gentile e potrà lavorare con continuità agli ordini di Cristian Chivu in vista della ripresa contro il Parma.

La data da cerchiare è sabato 10 ottobre, quando i nerazzurri torneranno in campo a San Siro. Provedel avrà davanti diverse settimane per preparare quella partita con lo staff dell’Inter e provare a conquistarsi il primo posto da titolare della sua nuova esperienza.

Provedel aspetta il primo minuto ufficiale

L’Inter ha acquistato il portiere a titolo definitivo dalla Lazio lo scorso 8 luglio. Il classe 1994 ha firmato fino al 30 giugno 2029, portando nel reparto l’esperienza accumulata in quattro stagioni in biancoceleste e in numerosi campionati di Serie A.

L’avvio della stagione ha però visto Josep Martínez davanti nelle gerarchie. Chivu si è affidato allo spagnolo nelle prime gare ufficiali, mentre Provedel ha aspettato dalla panchina.

Il risultato è un dato molto semplice: arrivato a Milano oltre due mesi fa, l’ex Lazio deve ancora disputare il suo primo minuto ufficiale con la maglia nerazzurra.

La sosta arriva quindi in un momento particolarmente favorevole per provare a cambiare questa situazione.

Martínez parte, Provedel resta con Chivu

Martínez lascerà Appiano per raggiungere la Spagna, impegnata in quattro partite di Nations League tra il 26 settembre e il 6 ottobre. L’ultimo appuntamento sarà la trasferta contro la Croazia, appena quattro giorni prima di Inter-Parma.

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Provedel resterà invece al centro sportivo nerazzurro. Per lui significa poter trascorrere l’intera pausa lavorando direttamente con Chivu e il suo staff, senza le interruzioni legate agli impegni internazionali.

È soprattutto questo elemento a rendere diversa la situazione rispetto alle prime settimane della stagione. Il portiere avrà tempo per consolidare automatismi e intesa con il sistema dell’Inter proprio mentre il titolare utilizzato finora sarà lontano dal club.

Non si tratta soltanto di aspettare un turno di riposo per Martínez: Provedel ha davanti un periodo di lavoro nel quale può costruire concretamente la propria candidatura per la ripresa.

Due settimane per guadagnarsi il Parma

L’ex Lazio conosce già il gruppo dopo la preparazione estiva, ma la pausa gli offre una continuità di lavoro particolarmente utile.

Per un portiere arrivato da pochi mesi significa poter approfondire ulteriormente i meccanismi richiesti da Chivu, dalla costruzione dell’azione al coordinamento con la linea difensiva. Sono aspetti che acquistano ancora più importanza quando si punta a entrare nella formazione titolare.

Il Parma diventa così il primo obiettivo concreto. Martínez tornerà dagli impegni internazionali a pochi giorni dalla partita, mentre Provedel avrà preparato la ripresa interamente ad Appiano.

È la finestra che il classe 1994 aspettava dall’inizio della stagione.

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Dopo il Parma arriva subito la Champions

Anche il calendario rende questo momento importante per la gestione dei portieri.

Dopo Inter-Parma del 10 ottobre, i nerazzurri torneranno in campo già il 13 ottobre contro il Club Brugge in Champions League. Seguiranno Bologna-Inter il 17 e un altro appuntamento europeo contro lo Shakhtar Donetsk il 21.

Chivu entrerà quindi in una fase con partite ravvicinate tra campionato ed Europa. Avere Provedel pienamente inserito nelle rotazioni permetterebbe all’allenatore di disporre di un’altra soluzione pronta anche tra i pali.

L’esperienza non manca. Il portiere arriva da quattro stagioni alla Lazio e conosce sia la Serie A sia il calcio europeo. L’Inter lo ha inserito nel reparto proprio con un bagaglio molto diverso da quello di un semplice secondo chiamato a crescere alle spalle del titolare.

Provedel vede il debutto

La sosta può quindi rappresentare il passaggio che cambia l’inizio della stagione di Provedel in nerazzurro.

Martínez parte con la Spagna, l’ex Lazio resta ad Appiano e Chivu avrà diverse settimane per lavorare direttamente con lui prima della ripresa. Poi arriverà il Parma, seguito immediatamente dalla Champions League.

Dopo aver trascorso le prime gare ufficiali in panchina, Provedel ha finalmente davanti l’occasione per trasformare il lavoro quotidiano nel primo match con la maglia dell’Inter. Il 10 ottobre può diventare la data del suo debutto ufficiale.

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Per Dybala un inizio al top: mai così tanti minuti in campo con la Roma

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Manca ancora il gol, ma per Dybala è un avvio di stagione da incorniciare: la Joya non aveva mai giocato così tanto con la Roma nelle prime cinque di campionato.

Il pareggio di ieri pomeriggio della Roma contro l’Inter ha lasciato tanto spettacolo, qualche rammarico, ma anche tante certezze in casa giallorossa. All’Olimpico è stato un autentico show da ambo le parti e, senza usare troppa retorica, uno spot per la Serie A.

La Roma ha confermato per larghi tratti di essere alla pari dei campioni d’Italia, o perlomeno di aver assottigliato di tanto il gap con la squadra nerazzurra. Alla doppietta di Konè nel primo tempo ha risposto quella di Lautaro Martinez nel secondo: ora la classifica entrambe in vetta a 13 punti assieme alla Lazio.

Il big match di ieri ha dato a Gasperini tante risposte, o meglio, tante conferme nei singoli e nel gruppo: il gioco espresso soprattutto nella prima frazione di gioco è stato a tratti dominante, come già visto nelle gare precedenti, dando anche però i soliti quindici minuti di spaesamento ad inizio ripreso che, purtroppo per i giallorossi, hanno significato la rete dell’Inter che ha riaperto la partita.

Tra le tante positive di ieri in casa giallorossa, però, ce n’è una che ormai sembra quasi non far più notizia, e a ripensarci non più tardi di sei mesi fa sarebbe stata quasi utopia: il rendimento fisico ed atletico di Paulo Dybala.

PAULO DYBALA IN AZIONE ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Dybala, minutaggio record nelle prime cinque di campionato: meglio del 2022-23

Da quando è iniziato il campionato la Joya è rimasta in campo per 407 minuti: non era mai successo da quando il n.21 giallorosso veste la maglia giallorossa. Nella sua prima annata con la Roma (2022-23) Dybala aveva disputato 392 minuti nelle prime cinque gare di Serie A, suo record prima di questo incredibile avvio di stagione.

Nel 2023-24, invece, l’argentino era calato leggermente, con 312′, così come nella stagione seguente, quando era arrivato a 285 minuti totali. Il record negativo è stato l’anno scorso, quando con la Roma Dybala giocò solamente 106 minuti nelle prime cinque di campionato, forse il preludio della stagione più complicata in giallorosso per l’ex Juve.

Il gol, però, fatica ad arrivare: l’ultimo era arrivato contro il Torino a gennaio, durante la gara con il Torino in cui per la prima volta si è potuta ammirare la coppia formata dal sudamericano e da Donyell Malen. Poi i continui problemi fisici, culminati con l’operazione chirurgica al ginocchio e conclusi con un finale di stagione da assoluto protagonista.

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Già durante la preparazione estiva Dybala aveva già fatto intravedere quella che sarebbe potuta essere la sua stagione: nei test amichevoli il n.21 era già sembrato uno dei più in forma di tutto il gruppo, confermato anche dallo stesso Gasperini: pochi giorni fa il tecnico della Roma lo aveva definito “una bestia”. E fa sorridere se pensiamo che solo qualche mese fa proprio le condizioni fisiche di Dybala hanno rischiato di mettere in dubbio il futuro dell’argentino nella capitale.

Dybala ha ricominciato da dove aveva finito, o forse addirittura meglio. Sì, perché se è vero che la rete ancora non si è gonfiata, è altrettanto vero che i suoi passaggi hanno aiutato i compagni a farlo per lui: infatti per la Joya sono già quattro gli assist in questa stagione.

Ora c’è la sosta: la Roma riscenderà in campo l’11 ottobre a casa del Como, gara che inaugurerà un vero e proprio tour de force per i giallorossi tra campionato e Champions. Dybala (che è stato lasciato a casa dal CT dell’Argentina Scaloni) avrà l’occasione di riprendere un po’ di fiato migliorando se possibile ancor di più la sua condizione fisica a Trigoria sotto gli occhi di Gasperini. Come affermato dallo stesso Gasperini le rotazioni saranno praticamente inevitabili, ma ad un Dybala in un tale stato di grazia sarà difficile rinunciare.

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Bologna, da Tedesco in bilico a Palladino: scelto il nuovo corso

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Bologna, da Tedesco in bilico a Palladino: scelto il nuovo corso

Un punto in quattro giornate ha portato al cambio in panchina. Il nuovo tecnico firmerà fino al 2028, ma il suo nome era nei piani di Sartori già da tempo.

Bologna, da Tedesco in bilico a Palladino: scelto il nuovo corso-2

DOMENICO TEDESCO, ALLENATORE DEL BOLOGNA FC, DELUSO DOPO UN CARTELLINO ROSSO (FOTO DI FABIO PATAMIA/GETTY IMAGES)

Le ore di riflessione a Casteldebole hanno portato alla svolta: dopo un punto raccolto nelle prime quattro giornate, il Bologna ha deciso di cambiare guida tecnica e ripartire da Raffaele Palladino al posto di Domenico Tedesco. Una scelta maturata rapidamente nelle ultime ore, ma non improvvisata, perché Palladino era da tempo uno dei principali obiettivi di Giovanni Sartori.

Il quadro è cambiato nel giro di ventiquattro ore. Il 15 settembre Tedesco aveva incontrato i vertici rossoblù per analizzare l’avvio senza vittorie; oggi il club ha scelto una nuova direzione affidandosi a un allenatore già seguito in passato dalla propria area tecnica.

Un punto in quattro giornate cambia lo scenario

I numeri spiegano la svolta. Dopo quattro turni il Bologna è 16° con un punto, senza vittorie e con appena due gol segnati.

I rossoblù hanno perso 1-0 contro Lazio, Atalanta e Napoli, raccogliendo l’unico punto nel 2-2 con il Sassuolo. Proprio contro i neroverdi sono arrivate le sole reti stagionali, firmate da Roberto Piccoli e Artem Dovbyk.

Il cambio arriva inoltre appena dodici giorni dopo le parole dell’amministratore delegato Claudio Fenucci. Il 4 settembre, parlando del nuovo corso, aveva spiegato: «Abbiamo un allenatore nuovo che dovrà avere il tempo di lavorare, come lo ebbero Thiago Motta e Italiano: e lo avrà».

Tedesco era arrivato soltanto il 2 giugno 2026, firmando fino al 2028 con opzione per un’altra stagione. L’avvio da un punto in quattro partite ha però cambiato rapidamente lo scenario costruito durante l’estate.

Palladino, la scelta del Bologna non nasce oggi

Se la decisione su Tedesco è maturata nelle ultime ore, il nome di Palladino ha radici molto più lontane.

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Sartori aveva già individuato nell’ex tecnico di Monza e Fiorentina un profilo adatto al Bologna due anni fa, nel momento della ricerca del successore di Thiago Motta. Il suo nome è tornato poi nelle valutazioni della dirigenza anche durante l’ultima estate.

Il club ha quindi cambiato allenatore in poche ore, ma non ha scelto il sostituto in poche ore. Palladino era un obiettivo già conosciuto e studiato da Sartori, circostanza che ha permesso ai rossoblù di accelerare una volta presa la decisione di interrompere il percorso con Tedesco.

Nelle valutazioni per la panchina c’era anche Igor Tudor, considerato il piano alternativo. La priorità di Sartori è rimasta però Palladino, fino all’intesa raggiunta per aprire il nuovo ciclo.

Bologna-Palladino, 2 milioni a stagione e contratto fino al 2028

Anche la struttura dell’accordo chiarisce la prospettiva scelta dal club. Palladino guadagnerà 2 milioni di euro a stagione e firmerà un contratto fino al 2028, con un’opzione per prolungare il rapporto fino al 2029.

La clausola è legata ai risultati: l’opzione per il 2029 scatterà in caso di qualificazione del Bologna alle competizioni europee.

Non si tratta quindi di una soluzione pensata soltanto per gestire l’attuale momento di difficoltà. La durata dell’accordo lega il tecnico a un progetto pluriennale, con l’Europa inserita direttamente tra le condizioni che possono prolungare il rapporto.

Prima di iniziare la nuova esperienza, Palladino ha definito anche la separazione dal precedente contratto con l’Atalanta.

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Dal progetto Tedesco al primo esame di Palladino

Il calendario non concede molto tempo al nuovo allenatore. Il prossimo appuntamento è Bologna-Torino, in programma sabato 19 settembre alle 15 al Dall’Ara.

Palladino prende una squadra ancora senza vittorie, con un punto e due reti segnate dopo quattro giornate. Il suo primo compito sarà quindi interrompere subito un avvio che ha convinto il club a cambiare una scelta compiuta appena tre mesi fa.

Ieri a Casteldebole il futuro di Tedesco era ancora al centro delle valutazioni. Oggi la risposta è arrivata: il Bologna riparte da Palladino, il tecnico che Sartori aveva già cercato in passato e sul quale ha deciso di costruire il nuovo corso.

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