Serie A, cambio di regia: da Casini a Simonelli

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Serie A, cambio di regia: da Casini a Simonelli
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Nella Lega Serie A, l'elezione del nuovo presidente Ezio Maria Simonelli ha suscitato polemiche da parte dell'ormai ex presidente Lorenzo Casini.  L’elezione di Ezio Maria Simonelli a nuovo presidente della Lega Serie A ha scatenato la reazione del suo predecessore, Lorenzo Casini, che ha convocato un Consiglio di Lega per verificare la piena indipendenza del neo-eletto. In particolare, Casini ha voluto accertarsi che Simonelli non avesse “alcun rapporto, a qualsiasi titolo, con le società associate o con i loro azionisti di riferimento”.

Lega Serie A, la risposta alle polemiche di Simonelli

Intervistato da Repubblica, Simonelli ha risposto chiarendo la situazione: "Ho già detto alle società che quel Consiglio di Lega è stato convocato in modo illegittimo. Non ci sarà alcun giudizio sull’indipendenza dei candidati. Ho presentato l’autocertificazione prevista dallo Statuto: chi pensa che io abbia mentito può denunciarmi, ma so di aver dichiarato il vero". Simonelli ha aggiunto di aver già comunicato formalmente la sua indipendenza, come previsto dall’articolo 14: "Ho risolto tutte le incompatibilità a monte, sia quelle reali sia quelle un po’ forzate. Ho troppo rispetto per la Lega e per chi mi ha eletto per metterli in difficoltà. È stato un sacrificio, sia di prestigio sia economico, ma amo il calcio e ho preso un impegno". Il neo-eletto presidente non ha nascosto l’amarezza per le tensioni seguite alla sua elezione: "È allucinante quello che è successo dopo il voto. È la prima volta che un presidente viene eletto e non viene nemmeno chiamato per i ringraziamenti. Nello sport si lotta lealmente per vincere e poi, con altrettanta lealtà e onestà, si rende omaggio al vincitore. In questo caso, il combattimento non è stato molto corretto. Questa polemica ha rappresentato un danno d’immagine enorme per la Lega".

Gli obiettivi del mandato di Simonelli

Nel corso dell’intervista, il neo-presidente ha delineato i punti chiave del suo programma. "Mi piace essere definito un pacificatore, perché credo che il calcio italiano abbia bisogno di pace. Tra i temi da affrontare con il Governo ci sono il ripristino del decreto crescita per gli sportivi, magari esteso anche ai giovani calciatori con defiscalizzazioni sotto una certa età, la possibilità di sponsorizzazioni da parte delle società di scommesse, la lotta alla pirateria e la nomina di un commissario per risolvere il problema degli stadi". Per raggiungere questi obiettivi, Simonelli ha sottolineato l’importanza di collaborare con le altre leghe e con la Federcalcio: “C’è un allineamento astrale favorevole. Conosco e stimo il ministro Abodi, mentre con il presidente della FIGC Gravina c’è una comunione di vedute e stima reciproca. Credo che questo sia il momento ideale per lavorare insieme e far crescere il calcio italiano”.
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