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Serie A, la domenica della dodicesima giornata: i focus del dottor Sarli

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Qualificazioni Euro2024, il focus del Dottor Sarli

Si chiude oggi con cinque match il dodicesimo turno di Serie A, da segnalare due testacoda e un derby infuocato, vediamo insieme di cosa stiamo parlando, ecco a voi i focus odierni.

NapoliEmpoli è una sfida che non dovrebbe riservare sorprese, almeno sulla carta. Fiorentina Bologna profuma d’Europa, UdineseAtalanta è una sfida insidiosa, LazioRoma è il match più atteso, un derby accesissimo,          InterFrosinone vede di fronte due squadre che segnano tanto e in perfetta forma.

Focus Serie A: Napoli – Empoli

Focus Serie A

Il Napoli fa fatica a difendere il titolo, essendo distante sette punti dalla capolista. L’Empoli è un avversario che piace molto a Garcia, essendo l’allenatore imbattuto contro quest’avversario in carriera (3 vittorie, 1 pareggio) ma è anche vero che in questa sfida tutte le sue squadre hanno subito esattamente un goal in tutti e tre gli ultimi scontri diretti.

L’Empoli è in un momento negativo, avendo perso otto delle undici partite stagionali (2 vittorie, 1 pareggio), il maggior quantitativo di sconfitte subite in questo lasso di tempo ed è accaduto soltanto quattro volte nella storia della Serie A che aveva sette punti o meno a questo punto della stagione, con tutte e tre le altre occasioni che hanno visto la retrocessione dei toscani.

I sette punti attuali sono arrivati con Mister Andreazzoli ma l’Empoli ha vinto solo una delle ultime quattordici trasferte in questo campionato (4 pareggi, 9 sconfitte). Insomma, l’Empoli sta proprio messo e la trasferta al Maradona non sembra l’ideale per rialzare la testa.

Ecco i giocatori più pericolosi.

Per il Napoli occhio a Politano, che ha fatto goal in due partite casalinghe consecutive. Per l’Empoli attenzione a Caputo, che ha realizzato due reti, entrambe in trasferta.

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La statistica curiosa

Solo una delle 11 partite dell’Empoli in questo campionato ha visto entrambe le squadre riuscire a segnare, record negativo.

Focus Serie A, Fiorentina – Bologna

Focus Serie A

Anche Fiorentina – Bologna, se vogliamo, è un derby, quello dell’Appennino, il numero 143 al Franchi (56 vittorie della Viola, 46 pareggi, 40 successi dei felsinei). La Fiorentina, però, nella scorsa stagione ha perso entrambi i match 2-1 e il Bologna spera di ripetere quell’impresa  per fermare la loro attuale sequenza di tre sconfitte consecutive in campionato senza segnare, cosa che, l’ultima volta è successo a maggio 2019.

Il Bologna delle meraviglie ha guadagnato finora 18 punti in classifica, gran bel risultato per gli uomini di Motta. La vittoria contro la Lazio  ha visto i felsinei allungare la propria sequenza da imbattuta a dieci partite in campionato (4 vittorie, 6 pareggi).

Vincere oggi e fermare una sequenza di quattro pareggi di fila in campionato significherebbe dare uno strappo alla corsa per l’Europa portandosi a +4 proprio sulla Fiorentina.

Ecco i giocatori più pericolosi.

Per la Fiorentina occhio a Nzola, il giocatore della Nazionale dell’Angola ha già segnato due gol contro il Bologna, anche se l’ha fatto quando indossava la maglia dello Spezia. Per il Bologna attenzione a  Ferguson, che ha già contribuito a cinque gol in questo campionato (3 gol, 2 assist).

La statistica curiosa

Il Bologna ha fatto gol nei primi 25′ di gioco in tutte e tre le trasferte in cui è riuscito a segnare in questo campionato.

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Focus Serie A, Udinese – Atalanta

Focus Serie A

L’Udinese è imbattuta da cinque partite (4 vittorie, 1 pareggio) ma ha dovuto attendere sei mesi per vedere un successo in Serie A (0-1 al San Siro contro il Milan). Ora i friulani hanno due punti di margine sulla zona retrocessione.

Stasera però non sarà facile ripetere l’exploit della settimana scorsa, giacché l’Udinese che non ha vinto nessuno degli ultimi 11 scontri diretti in campionato (4 pareggi, 7 sconfitte) ed è una  delle uniche due squadre a non avere ancora vinto una partita casalinga in questa campionato (3 pareggi, 2 sconfitte).

La Dea ha però perso due delle ultime quattro partite di Serie A ed è a due punti dalle prime quattro in classifica. Data la classifica corta, è a soli quattro punti dalla dodicesima piazza. Per evitare la quarta sconfitta in undici partite l’Atalanta deve giocare forte in difesa, dato che tutte e tre le vittorie in trasferta in questa stagione hanno visto i bergamaschi mantenere la porta inviolata.

Ecco i giocatori da attenzionare.

Per l’Udinese occhio a Pereyra, l’autore del goal vittoria a San Siro, che ha contribuito direttamente a tre reti (2 gol, 1 assist) in tre dei suoi ultimi quattro scontri diretti in Serie A. Per l’Atalanta fari puntati su Muriel, che ha segnato undici goal nell’arco dei suoi ultimi otto scontri diretti in Serie A, un record stratosferico.

La statistica curiosa

Gli ultimi otto scontri diretti in Serie A giocati in casa dell’Udinese hanno visto un totale di ben 31 goal.

Focus Serie A: Lazio – Roma

Focus Serie A

La Lazio arriva a quest’edizione dell’ennesimo derby più infuocato d’Italia dopo aver perso malamente a Bologna dopo tre vittorie consecutive ed è decisamente lontana dal secondo posto, il piazzamento finale della scorsa stagione.

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La vittoria col Feyenoord è stata la terza partita consecutiva della Lazio a concludersi 1-0 in favore della squadra che giocava in casa in quel momento (2 vittorie, 1 sconfitta) ed è interessante notare che anche gli ultimi due derby si sono conclusi 1-0 per la Lazio.

La Roma ha un punto di vantaggio sugli eterni rivali ma ha perso malamente con lo Slavia Praga in Europa e ad avuto meno tempo per riposare. Mourinho è infuriato, anche se dovesse arrivare la vittoria stasera, non può dimenticare il modo in cui i suoi ragazzi hanno perso in Repubblica Ceca.

La sconfitta a Praga significa che sono ora due le gare perse dalla Roma nelle ultime tre partite ufficiali, una mazzata dopo le cinque vittorie precedenti. Spera di ritrovare il sorriso qui, ma ha vinto solo una delle trasferte in questo campionato, mentre il record recente nelle ultime sette ‘trasferte’ nel derby contro la Lazio è piuttosto scarso (2 pareggi, 5 sconfitte).

Ecco i giocatori a cui badare maggiormente.

Per la Lazio occhio a Felipe Anderson, che finora ha visto il maggior quantitativo di contributi nella Lazio in questa stagione di campionato (1 goal, 4 assist). Per la Roma attenzione a Lukaku capocannoniere dei suoi in Serie A (6 goal).

La statistica curiosa

Cinque degli ultimi sei derby della Capitale hanno visto una sola squadra riuscire a segnare.

Focus Serie A: Inter – Frosinone

28 punti dopo undici partite in questa stagione di campionato, è solo la quarta volta l’Inter riesce ad ottenere questo numero di punti in questa fase dal 1994/95 in poi, ma farebbe bene a non cullarsi troppo sugli allori, almeno per ora, perché solo una delle tre occasioni precedenti ha poi visto l’Inter vincere lo ‘Scudetto’.

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L’Inter, se vuole mantenere il primo posto, dovrà migliorare le ultime prestazioni viste nelle ultime tre partite a San Siro in campionato (1 vittoria, 1 pareggio, 1 sconfitta). Spera che quel record possa cambiare in meglio nel prossimo scontro col Frosinone, dato che i padroni di casa hanno un record perfetto negli ultimi quattro scontri diretti, in cui hanno segnato 11 gol e ne hanno subìto solo uno.

Il Frosinone, di contro, in trasferta ha guadagnato solo due punti (2 pareggi, 3 sconfitte).

I ciociari però sono stati impressionanti in questa stagione, e cominciano questo turno appena fuori dalla metà superiore nonostante abbiano perso tre delle sue ultime cinque partite di campionato (2 vittorie). Fanno ancora parte di un ristretto gruppo di 28 club neopromossi in Serie A, nell’ era dei tre punti a vittoria, che hanno ottenuto almeno 15 punti nelle prime undici partite, e con 27 di quei club che hanno poi evitato la retrocessione, si può perdonare la squadra ospite se crede che ottenere la salvezza sia qualcosa di realistico.

Ecco i giocatori da attenzionare.

Per l’Inter occhio a  Çalhanoğlu, che ha fatto gol in tre delle sue ultime cinque partite, ed il rigore trasformato contro l’Atalanta nella scorsa giornata lo ha reso il miglior marcatore turco (in coabitazione)nella storia della Serie A. Per il Frosinone fari puntati su A. Ibrahimovic, che è diventato il giocatore più giovane nei primi cinque campionati europei ad avere fatto gol ed assist in una stessa partita (contro l’Empoli).

La statistica curiosa

 L’Inter ha segnato per prima in 11 partite casalinghe consecutive ufficiali.

Serie A, il bilancio finale

Forse non ci dobbiamo aspettare tanti goal ma grande spettacolo sì, soprattutto dal Derby della Capitale e dall’Inter. Cosa aspettate dunque? Mettetevi comodi sul divano (o allo stadio per chi può) e godetevi lo spettacolo!

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Inter, Ivan Provedel vede l’esordio: la sosta gli apre spazio

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Inter, Ivan Provedel vede l'esordio: la sosta gli apre spazio

Martínez sarà impegnato con la Spagna fino al 6 ottobre, mentre l’ex Lazio resterà ad Appiano: i giorni con Chivu possono portarlo verso il primo match in nerazzurro.

Inter, Ivan Provedel vede l'esordio: la sosta gli apre spazio-2

IVAN PROVEDEL DELL’FC INTERNAZIONALE IN AZIONE DURANTE L’ALLENAMENTO AD APPIANO GENTILE (FOTO DI MATTIA PISTOIA – INTER/INTER VIA GETTY IMAGES)

Ivan Provedel si avvicina alla prima vera occasione per debuttare ufficialmente con l’Inter: durante la lunga sosta Josep Martínez sarà impegnato con la Spagna, mentre l’ex Lazio resterà ad Appiano Gentile e potrà lavorare con continuità agli ordini di Cristian Chivu in vista della ripresa contro il Parma.

La data da cerchiare è sabato 10 ottobre, quando i nerazzurri torneranno in campo a San Siro. Provedel avrà davanti diverse settimane per preparare quella partita con lo staff dell’Inter e provare a conquistarsi il primo posto da titolare della sua nuova esperienza.

Provedel aspetta il primo minuto ufficiale

L’Inter ha acquistato il portiere a titolo definitivo dalla Lazio lo scorso 8 luglio. Il classe 1994 ha firmato fino al 30 giugno 2029, portando nel reparto l’esperienza accumulata in quattro stagioni in biancoceleste e in numerosi campionati di Serie A.

L’avvio della stagione ha però visto Josep Martínez davanti nelle gerarchie. Chivu si è affidato allo spagnolo nelle prime gare ufficiali, mentre Provedel ha aspettato dalla panchina.

Il risultato è un dato molto semplice: arrivato a Milano oltre due mesi fa, l’ex Lazio deve ancora disputare il suo primo minuto ufficiale con la maglia nerazzurra.

La sosta arriva quindi in un momento particolarmente favorevole per provare a cambiare questa situazione.

Martínez parte, Provedel resta con Chivu

Martínez lascerà Appiano per raggiungere la Spagna, impegnata in quattro partite di Nations League tra il 26 settembre e il 6 ottobre. L’ultimo appuntamento sarà la trasferta contro la Croazia, appena quattro giorni prima di Inter-Parma.

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Provedel resterà invece al centro sportivo nerazzurro. Per lui significa poter trascorrere l’intera pausa lavorando direttamente con Chivu e il suo staff, senza le interruzioni legate agli impegni internazionali.

È soprattutto questo elemento a rendere diversa la situazione rispetto alle prime settimane della stagione. Il portiere avrà tempo per consolidare automatismi e intesa con il sistema dell’Inter proprio mentre il titolare utilizzato finora sarà lontano dal club.

Non si tratta soltanto di aspettare un turno di riposo per Martínez: Provedel ha davanti un periodo di lavoro nel quale può costruire concretamente la propria candidatura per la ripresa.

Due settimane per guadagnarsi il Parma

L’ex Lazio conosce già il gruppo dopo la preparazione estiva, ma la pausa gli offre una continuità di lavoro particolarmente utile.

Per un portiere arrivato da pochi mesi significa poter approfondire ulteriormente i meccanismi richiesti da Chivu, dalla costruzione dell’azione al coordinamento con la linea difensiva. Sono aspetti che acquistano ancora più importanza quando si punta a entrare nella formazione titolare.

Il Parma diventa così il primo obiettivo concreto. Martínez tornerà dagli impegni internazionali a pochi giorni dalla partita, mentre Provedel avrà preparato la ripresa interamente ad Appiano.

È la finestra che il classe 1994 aspettava dall’inizio della stagione.

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Dopo il Parma arriva subito la Champions

Anche il calendario rende questo momento importante per la gestione dei portieri.

Dopo Inter-Parma del 10 ottobre, i nerazzurri torneranno in campo già il 13 ottobre contro il Club Brugge in Champions League. Seguiranno Bologna-Inter il 17 e un altro appuntamento europeo contro lo Shakhtar Donetsk il 21.

Chivu entrerà quindi in una fase con partite ravvicinate tra campionato ed Europa. Avere Provedel pienamente inserito nelle rotazioni permetterebbe all’allenatore di disporre di un’altra soluzione pronta anche tra i pali.

L’esperienza non manca. Il portiere arriva da quattro stagioni alla Lazio e conosce sia la Serie A sia il calcio europeo. L’Inter lo ha inserito nel reparto proprio con un bagaglio molto diverso da quello di un semplice secondo chiamato a crescere alle spalle del titolare.

Provedel vede il debutto

La sosta può quindi rappresentare il passaggio che cambia l’inizio della stagione di Provedel in nerazzurro.

Martínez parte con la Spagna, l’ex Lazio resta ad Appiano e Chivu avrà diverse settimane per lavorare direttamente con lui prima della ripresa. Poi arriverà il Parma, seguito immediatamente dalla Champions League.

Dopo aver trascorso le prime gare ufficiali in panchina, Provedel ha finalmente davanti l’occasione per trasformare il lavoro quotidiano nel primo match con la maglia dell’Inter. Il 10 ottobre può diventare la data del suo debutto ufficiale.

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Serie A

Per Dybala un inizio al top: mai così tanti minuti in campo con la Roma

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Manca ancora il gol, ma per Dybala è un avvio di stagione da incorniciare: la Joya non aveva mai giocato così tanto con la Roma nelle prime cinque di campionato.

Il pareggio di ieri pomeriggio della Roma contro l’Inter ha lasciato tanto spettacolo, qualche rammarico, ma anche tante certezze in casa giallorossa. All’Olimpico è stato un autentico show da ambo le parti e, senza usare troppa retorica, uno spot per la Serie A.

La Roma ha confermato per larghi tratti di essere alla pari dei campioni d’Italia, o perlomeno di aver assottigliato di tanto il gap con la squadra nerazzurra. Alla doppietta di Konè nel primo tempo ha risposto quella di Lautaro Martinez nel secondo: ora la classifica entrambe in vetta a 13 punti assieme alla Lazio.

Il big match di ieri ha dato a Gasperini tante risposte, o meglio, tante conferme nei singoli e nel gruppo: il gioco espresso soprattutto nella prima frazione di gioco è stato a tratti dominante, come già visto nelle gare precedenti, dando anche però i soliti quindici minuti di spaesamento ad inizio ripreso che, purtroppo per i giallorossi, hanno significato la rete dell’Inter che ha riaperto la partita.

Tra le tante positive di ieri in casa giallorossa, però, ce n’è una che ormai sembra quasi non far più notizia, e a ripensarci non più tardi di sei mesi fa sarebbe stata quasi utopia: il rendimento fisico ed atletico di Paulo Dybala.

PAULO DYBALA IN AZIONE ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Dybala, minutaggio record nelle prime cinque di campionato: meglio del 2022-23

Da quando è iniziato il campionato la Joya è rimasta in campo per 407 minuti: non era mai successo da quando il n.21 giallorosso veste la maglia giallorossa. Nella sua prima annata con la Roma (2022-23) Dybala aveva disputato 392 minuti nelle prime cinque gare di Serie A, suo record prima di questo incredibile avvio di stagione.

Nel 2023-24, invece, l’argentino era calato leggermente, con 312′, così come nella stagione seguente, quando era arrivato a 285 minuti totali. Il record negativo è stato l’anno scorso, quando con la Roma Dybala giocò solamente 106 minuti nelle prime cinque di campionato, forse il preludio della stagione più complicata in giallorosso per l’ex Juve.

Il gol, però, fatica ad arrivare: l’ultimo era arrivato contro il Torino a gennaio, durante la gara con il Torino in cui per la prima volta si è potuta ammirare la coppia formata dal sudamericano e da Donyell Malen. Poi i continui problemi fisici, culminati con l’operazione chirurgica al ginocchio e conclusi con un finale di stagione da assoluto protagonista.

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Già durante la preparazione estiva Dybala aveva già fatto intravedere quella che sarebbe potuta essere la sua stagione: nei test amichevoli il n.21 era già sembrato uno dei più in forma di tutto il gruppo, confermato anche dallo stesso Gasperini: pochi giorni fa il tecnico della Roma lo aveva definito “una bestia”. E fa sorridere se pensiamo che solo qualche mese fa proprio le condizioni fisiche di Dybala hanno rischiato di mettere in dubbio il futuro dell’argentino nella capitale.

Dybala ha ricominciato da dove aveva finito, o forse addirittura meglio. Sì, perché se è vero che la rete ancora non si è gonfiata, è altrettanto vero che i suoi passaggi hanno aiutato i compagni a farlo per lui: infatti per la Joya sono già quattro gli assist in questa stagione.

Ora c’è la sosta: la Roma riscenderà in campo l’11 ottobre a casa del Como, gara che inaugurerà un vero e proprio tour de force per i giallorossi tra campionato e Champions. Dybala (che è stato lasciato a casa dal CT dell’Argentina Scaloni) avrà l’occasione di riprendere un po’ di fiato migliorando se possibile ancor di più la sua condizione fisica a Trigoria sotto gli occhi di Gasperini. Come affermato dallo stesso Gasperini le rotazioni saranno praticamente inevitabili, ma ad un Dybala in un tale stato di grazia sarà difficile rinunciare.

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Bologna, da Tedesco in bilico a Palladino: scelto il nuovo corso

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Bologna, da Tedesco in bilico a Palladino: scelto il nuovo corso

Un punto in quattro giornate ha portato al cambio in panchina. Il nuovo tecnico firmerà fino al 2028, ma il suo nome era nei piani di Sartori già da tempo.

Bologna, da Tedesco in bilico a Palladino: scelto il nuovo corso-2

DOMENICO TEDESCO, ALLENATORE DEL BOLOGNA FC, DELUSO DOPO UN CARTELLINO ROSSO (FOTO DI FABIO PATAMIA/GETTY IMAGES)

Le ore di riflessione a Casteldebole hanno portato alla svolta: dopo un punto raccolto nelle prime quattro giornate, il Bologna ha deciso di cambiare guida tecnica e ripartire da Raffaele Palladino al posto di Domenico Tedesco. Una scelta maturata rapidamente nelle ultime ore, ma non improvvisata, perché Palladino era da tempo uno dei principali obiettivi di Giovanni Sartori.

Il quadro è cambiato nel giro di ventiquattro ore. Il 15 settembre Tedesco aveva incontrato i vertici rossoblù per analizzare l’avvio senza vittorie; oggi il club ha scelto una nuova direzione affidandosi a un allenatore già seguito in passato dalla propria area tecnica.

Un punto in quattro giornate cambia lo scenario

I numeri spiegano la svolta. Dopo quattro turni il Bologna è 16° con un punto, senza vittorie e con appena due gol segnati.

I rossoblù hanno perso 1-0 contro Lazio, Atalanta e Napoli, raccogliendo l’unico punto nel 2-2 con il Sassuolo. Proprio contro i neroverdi sono arrivate le sole reti stagionali, firmate da Roberto Piccoli e Artem Dovbyk.

Il cambio arriva inoltre appena dodici giorni dopo le parole dell’amministratore delegato Claudio Fenucci. Il 4 settembre, parlando del nuovo corso, aveva spiegato: «Abbiamo un allenatore nuovo che dovrà avere il tempo di lavorare, come lo ebbero Thiago Motta e Italiano: e lo avrà».

Tedesco era arrivato soltanto il 2 giugno 2026, firmando fino al 2028 con opzione per un’altra stagione. L’avvio da un punto in quattro partite ha però cambiato rapidamente lo scenario costruito durante l’estate.

Palladino, la scelta del Bologna non nasce oggi

Se la decisione su Tedesco è maturata nelle ultime ore, il nome di Palladino ha radici molto più lontane.

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Sartori aveva già individuato nell’ex tecnico di Monza e Fiorentina un profilo adatto al Bologna due anni fa, nel momento della ricerca del successore di Thiago Motta. Il suo nome è tornato poi nelle valutazioni della dirigenza anche durante l’ultima estate.

Il club ha quindi cambiato allenatore in poche ore, ma non ha scelto il sostituto in poche ore. Palladino era un obiettivo già conosciuto e studiato da Sartori, circostanza che ha permesso ai rossoblù di accelerare una volta presa la decisione di interrompere il percorso con Tedesco.

Nelle valutazioni per la panchina c’era anche Igor Tudor, considerato il piano alternativo. La priorità di Sartori è rimasta però Palladino, fino all’intesa raggiunta per aprire il nuovo ciclo.

Bologna-Palladino, 2 milioni a stagione e contratto fino al 2028

Anche la struttura dell’accordo chiarisce la prospettiva scelta dal club. Palladino guadagnerà 2 milioni di euro a stagione e firmerà un contratto fino al 2028, con un’opzione per prolungare il rapporto fino al 2029.

La clausola è legata ai risultati: l’opzione per il 2029 scatterà in caso di qualificazione del Bologna alle competizioni europee.

Non si tratta quindi di una soluzione pensata soltanto per gestire l’attuale momento di difficoltà. La durata dell’accordo lega il tecnico a un progetto pluriennale, con l’Europa inserita direttamente tra le condizioni che possono prolungare il rapporto.

Prima di iniziare la nuova esperienza, Palladino ha definito anche la separazione dal precedente contratto con l’Atalanta.

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Dal progetto Tedesco al primo esame di Palladino

Il calendario non concede molto tempo al nuovo allenatore. Il prossimo appuntamento è Bologna-Torino, in programma sabato 19 settembre alle 15 al Dall’Ara.

Palladino prende una squadra ancora senza vittorie, con un punto e due reti segnate dopo quattro giornate. Il suo primo compito sarà quindi interrompere subito un avvio che ha convinto il club a cambiare una scelta compiuta appena tre mesi fa.

Ieri a Casteldebole il futuro di Tedesco era ancora al centro delle valutazioni. Oggi la risposta è arrivata: il Bologna riparte da Palladino, il tecnico che Sartori aveva già cercato in passato e sul quale ha deciso di costruire il nuovo corso.

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