Serie A
Serie A: probabili formazioni e fantaconsigli
Torna l’analisi di tutte le partite di Serie A con probabili formazioni e fantaconsigli riguardanti la 30°giornata che si dividerà tra sabato e lunedì.
Napoli vs Atalanta (Sabato 12:30)

Napoli vs Atalanta
Dopo il caso Acerbi-Juan Jesus, conclusosi con nessuna squalifica da parte del difensore nerazzurro, il Napoli apre questo turno pre pasquale in una sfida dal sapore europeo contro l’Atalanta.
Calzona, per sorpassare Gasperini in classifica, schiera il miglior undici a disposizione senza Kvaratskhelia, uscito anzitempo con la sua nazionale, nella partita che è valsa la storica qualificazione ai prossimi europei per la Georgia. Al suo posto pronto Raspadori, in vantaggio sul recuperato Ngonge.
Le fatiche di Olivera con la nazionale uruguayana può far partire titolare Mario Rui, nel ruolo di terzino sinistro.
Per il resto è recuperato Osimhen ed insieme a Politano completano il tridente offensivo. A centrocampo Traorè, ormai è una certezza in mezzo al campo.
Dopo il riposo forzato per la Dea, la squadra bergamasca arriva nello stadio dei Campioni d’Italia, con la consapevolezza di avere di fronte un tour de force, conditi con impegni di Coppa Italia, il prossimo mercoledì contro la Fiorentina ed i quarti di finale di Europa League contro il Liverpool, la settimana successiva.
Fuori De Ketelaere. Stringe i denti Koopmeiners, dove sarà schierato da Gasperini nel ruolo di trequartista. Lookman e Scamacca sono favoriti a completare il tridente.
In mezzo al campo, Pasalic più di De Roon con le fasce presidiate da Holm e Ruggeri.
Napoli (4-3-3): Meret; Di Lorenzo, Rrahmani, Juan Jesus, Mario Rui; Zambo Anguissa, Lobotka, H.Traorè; Politano, Osimhen, Raspadori.
Atalanta (3-4-1-2): Carnesecchi; Scalvini, Djimsiti, Kolasinac; Holm, Pasalic, Ederson, Ruggeri; Koopmeiners; Scamacca, Lookman.
Consigliamo per i partenopei Zambo Anguissa (M/C), anche per il suo doppio ruolo. Per la Dea, da tener d’occhio nello stesso ruolo Ederson (C/T), uno dei migliori centrocampisti della stagione.
Genoa vs Frosinone (Sabato 15:00)

Genoa vs Frosinone
Dopo l’ottimo punto conquistato sul campo della Juventus, il Genoa si appresta a chiudere il discorso salvezza in questa sfida contro il Frosinone, terzultima ad oggi in classifica.
Gilardino ritrova Sabelli dopo il turno di squalifica e lo lancia dall’inizio al posto dell’ottimo Spence di Torino. Tentazione Vitinha nel tridente con Retegui e Gudmundsson, galvanizzati dai gol in nazionale. In questo caso rimarrebbe fuori Malinovskyi.
In difesa recupera Bani, dopo gli acciacchi dell’”Allianz Stadium”. Insieme a lui confermati De Winter e Vasquez davanti a Josef Martinez.
Il Frosinone, unica squadra a non aver mai vinto in trasferta, prova a fare lo sgambetto al Grifone per rilanciarsi in classifica.
Di Francesco potrebbe variare qualcosa dall’undici iniziale. In difesa Valeri tallona Lirola, con Zortea in caso slittato a destra. In mezzo al campo con Mazzitelli acciaccato, potrebbe spuntarla Gelli insieme a Barrenechea e Brescianini. In avanti l’unico certo è Soulè. Cheddira e Seck favoriti su Kaio Jorge e Reinier.
Genoa (3-4-1-2): J.Martinez; De Winter, Bani, Vasquez; Sabelli, Frendrup, Badelj, Messias; Gudmundsson; Vitinha, Retegui.
Frosinone (4-3-3): Turati; Lirola, Okoli, S.Romagnoli, Zortea; Mazzitelli, Barrenechea, Brescianini; Soulè, Cheddira, Seck.
Consigliamo per il grifone Gudmundsson (T/A), in stato di grazia dopo quattro gol in nazionale in due partite, che però non è valsa la qualificazione della sua Islanda agli europei. Per i ciociari il triplo ruolo di Zortea (Ds/Dd/E) può favorire tanti fantallenatori.
Torino vs Monza (Sabato 15:00)

Torino vs Monza
Un solo punto di distanza tra Torino e Monza alla vigilia di questa sfida a favore dei brianzoli.
Juric punta sulla solidità difensiva composta da Vojvoda, che ha ben giocato ad Udine, regalando un ottimo assist sulla rete di Zapata. Accanto a lui oltre Buongiorno, confermato Masina.
Torna Tameze disponibile e tallona l’ottimo Gineitis, rivelazione di questa parte di stagione. Con Rodriguez impiegato sulla corsia mancina, Bellanova è l’inamovibile a destra, premiato anche da Spalletti in nazionale.
In avanti si rivede il tandem Sanabria-Zapata, dopo due panchine consecutive da parte del paraguaiano.
Palladino non si ferma più e vede il traguardo europeo sempre più vicino. In questo scontro diretto, il tecnico napoletano conferma Daniel Maldini sulla trequarti, in stato di grazia, facendo partire nuovamente Valentin Carboni. Colpani e Dany Mota ad aspirare l’unica punta, che sarà il gigante Djuric.
A centrocampo squalificato Bondo, torna la coppia titolare formata da Pessina e Gagliardini. In difesa vanno verso una riconferma il quartetto che ha ben figurato nelle ultime settimane, composto da Birindelli, Izzo, Marì e Carboni.
Torino (3-4-1-2): V.Milinkovic-Savic; Vojvoda, Buongiorno, Masina; Bellanova, Gineitis, S.Ricci, R.Rodriguez; Vlasic; D.Zapata, Sanabria.
Monza (4-2-3-1): Di Gregorio; Birindelli, Izzo, Pablo Marì, A.Carboni; Pessina, Gagliardini; Colpani, Maldini, Dany Mota; Djuric.
Consigliamo per i granata sull’ottimo periodo di forma di Vlasic (W/T). Per gli ospiti Dany Mota (A) è apparso molto determinato nelle ultime gare.
Lazio vs Juventus (Sabato 18:00)

Lazio vs Juventus
La prima Lazio di Igor Tudor si appresta a giocare la prima delle tre sfide contro la Juventus nei prossimi 25 giorni.
All’”Olimpico” il tecnico croato stravolge il modulo di Sarri, abbandonando il 4-3-3 canonico ad un 3-4-2-1 più equilibrato.
Questo nuovo schieramento può favorire calciatori come Luis Alberto, più vicino alla porta nel ruolo di trequartista, ma anche calciatori come Lazzari, libero dai compiti difensivi rispetto ad un terzino in una difesa a quattro. Quest’ultimo però rischia di rimanere fuori per un’problema fisico. In più Casale, potrebbe ritrovare la titolarità con l’allenatore che lo ha lanciato ai tempi dell’Hellas Verona da aggiunta ai più collaudati Gila e Romagnoli.
Chi rischia il posto è Felipe Anderson, che senza un giocatore offensivo potrebbe alternarsi con Zaccagni, ad oggi favorito. In porta senza Provedel, tocca ancora al greco Mandas.
Allegri perde nuovamente per squalifica Vlahovic, dopo l’espulsione contro il Genoa. Con Milik e Alcaraz ancora indisponibili, spazio per Kean nel ruolo di centravanti.
Accanto al numero 18, Chiesa in vantaggio su Yildiz. Iling Junior ha ben figurato con l’Inghilterra U21, anche schierato da terzino sinistro e parte in vantaggio sull’appannato Kostic. Torna il centrocampo titolare con McKennie e Rabiot, pienamente ristabiliti, accanto a Locatelli. Per il resto squadra confermata e possibile convocazione per il giovane Sekulov.
Lazio (3-4-2-1): Mandas; Gila, A.Romagnoli, Casale; Marusic, Guendouzi, Cataldi, Felipe Anderson; Luis Alberto, Zaccagni; Immobile.
Juventus (3-5-2): Szczesny; Gatti, Bremer, Danilo; Cambiaso, McKennie, Locatelli, Rabiot, Iling Junior; Kean, Chiesa.
Consigliamo per i biancocelesti Guendouzi (C/T), uomo di Tudor già dai tempi di Marsiglia. Per i bianconeri consigliamo Iling Junior (W), per continuare il momento positivo con la nazionale.
Fiorentina vs Milan (Sabato 20:45)

Fiorentina vs Milan
Poche novità nel solito 4-2-3-1 di mister Vincenzo Italiano, che dovrebbe schierare la difesa a quattro con Milenkovic e Martinez Quarta centrali.Mandragora e Arthur in mediana.
Al posto dello squalificato Bonaventura ci sarà Beltran sulla trequarti. L’unica punta sarà Belotti.
Stesso modulo di partenza per Stefano Pioli, che dovrebbe confermare Maignan in porta. In difesa Thiaw affiancherà Tomori, mentre Florenzi è in vantaggio su Jimenez per sostituire lo squalificato Theo Hernández.
Per il resto ci saranno i titolarissimi Pulisic, Loftus-Cheek e Leao dietro a Giroud.
Fiorentina (4-2-3-1): Terracciano; Kayode, Milenkovic, Martinez Quarta, Biraghi; Mandragora, Arthur; Nico Gonzalez, Beltran, Sottil; Belotti.
Milan (4-2-3-1): Maignan; Calabria, Tomori, Thiaw, Florenzi; Bennacer, Reijnders; Pulisic, Loftus-Cheek, Leao; Giroud.
In casa viola vi consigliamo l’opzione Belotti, mentre per i rossoneri occhio alla vena realizzativa di Pulisic.
Bologna vs Salernitana (Lunedì 12:30)

Bologna vs Salernitana
Il tecnico felisineo Motta ha disposizione praticamente tutta la rosa, salvo il lungodegente Soumaoro. Difesa a quattro con Posch e Calafiori esterni, Beukema e Lucumì centrali. Davanti alla diesa la coppia Ferguson e Freuler con licenza di attaccare. Dietro a Zikzee, il tridente Orosolini, Fabbian e Saelemaekers.
Colantuono in difesa si affida agli esperti Manolas e Boateng, mentre Gyomber e Bradaric agiranno sulle corsie esterne. Mediana a tre con Coulibaly e Basic ai lati di Maggiore. In avanti Weissman riferimento centrale, con Tchaouna e Candreva pronti a ispirarlo.
BOLOGNA (4-2-3-1): Skorupski; Posch, Beukema, Lucumì, Calafiori; Ferguson, Freuler; Orsolini, Fabbian, Saelemaekers; Zirkzee.
SALERNITANA (4-3-2-1): Costil; Gyomber, Manolas, Boateng, Bradaric; Coulibaly, Maggiore, Basic; Tchaouna, Candreva; Weissman.
Per i rossoblu consigliamo gli inserimenti di Ferguson, mentre per la Salernitana puntiamo sul talento di Tchaouna.
Cagliari vs Hellas Verona (Lunedì 15:00)

Cagliari vs Hellas Verona
Altro scontro diretto tra due squadre che sono apparse tra le più in forma nelle ultime settimane.
Ranieri ritrova Gaetano e Luvumbo e partiranno titolari insieme a Lapadula. In dubbio Shomurodov, dopo un fastidio con il suo Uzbekistan. Proverà a stringere i denti Mina dopo gli ultimi acciacchi fisici. Se non dovesse farcela Wieteska avrebbe una nuova chance accanto a Dossena.
Il jolly Nandez, stavolta potrebbe giocare come mezzala destra con Makoumbou e Deiola a completare il terzetto di centrocampo. Sulle fasce difensive spazio a Zappa ed Augello.
Nazionali che hanno penalizzato Baroni facendo perdere per infortunio Suslov per almeno un mese. Ma anche Folorunsho non è stato bene e quindi il tecnico ex Lecce, potrebbe cambiare qualcosa.
In attacco Swiderski, galvanizzato dalla qualificazione agli europei della sua Polonia, potrebbe essere inserito come punta di riferimento, con Noslin e Lazovic alle sue spalle. Se non dovesse farcela l’ex Bari, potrebbe essere inserito a sorpresa il giovane Mitrovic. Dietro Coppola è favorito su Magnani per affiancare Dawidowicz.
Cagliari (4-3-1-2): Scuffet; Zappa, Mina, Dossena, Augello; Nandez, Makoumbou, Deiola; Gaetano; Luvumbo, Lapadula.
Hellas Verona (4-2-3-1): Montipò; Tchatchoua, Dawidowicz, Coppola, Cabal; Duda, Serdar; Noslin, Folorunsho, Lazovic; Swiderski.
Per gli isolani consigliamo Luvumbo (A) pronto a trascinare i sardi verso la salvezza. Per i scaligeri, Noslin (W/A) è apparso molto in forma nelle ultime sfide.
Sassuolo vs Udinese (Lunedì 15:00)

Sassuolo vs Udinese
Il Sassuolo deve assolutamente trovare i tre punti in questo scontro diretto contro l’Udinese.
Ballardini non avrà a disposizione Erlic per squalifica e naturalmente Berardi fino a fine stagione. In difesa occasione per Ruan Tressoldi tornare dall’inizio accanto a Ferrari. Nel ruolo dell’assente numero 10, Defrel è in pole rispetto a Castillejo. Potrebbe tornare a disposizione Toljan, ma Pedersen e Doig sono in netto vantaggio. Racic favorito su Boloca in mezzo al campo.
Cioffi deve verificare le condizioni di Lucca, dopo il risentimento con la nazionale, ma stringerà i denti. Accanto a lui Thauvin giocherà nel ruolo di seconda punta. Il capitano Pereyra potrebbe giocare a tutta fascia con il possibile ritorno dal primo minuto di Samardzic, dopo alcune panchine consecutive. Pienamente ristabilito Bijol, lo sloveno va verso un’altra partita da titolare con Giannetti, spostato nel centro sinistra e Nehuen Perez.
Sassuolo (4-2-3-1): Consigli; Pedersen, Tressoldi, G.Ferrari, Doig; M.Henrique, Racic; Defrel, Thorstvedt, Laurientè; Pinamonti.
Udinese (3-5-2): Okoye; N.Perez, Bijol, Giannetti; Pereyra, Samardzic, Walace, Lovric, H.Kamara; Thauvin, Lucca.
Per i neroverdi consigliamo Doig (Ds/E), ottimo terzino e contro un avversario non nel suo ruolo naturale può dare fastidio. Per il club bianconero, il ritorno di Samardzic (C/T) dall’inizio può mettere in difficoltà la debole difesa emiliana.
Lecce vs Roma (Lunedì 18:00)

Lecce vs Roma
Il Lecce vuole dare continuità alla vittoria sul campo della Salernitana, anche contro una Roma in stato di grazia.
Gotti deve verificare per lunedì le condizioni di Banda, ancora non al meglio dopo il fastidio al ginocchio. Se non dovesse farcela, Piccoli potrebbe nuovamente essere impiegato nel tridente in posizione esterna. Oudin è pronto a dare quella qualità che spesso è mancata nel centrocampo muscolare salentino ed insieme a Blin e Ramadani potrebbero formare il tridente in mezzo al campo.
In difesa nessuna variazione con Gallo ancora titolare al posto di Dorgu.
De Rossi con il dubbio Dybala. Oggi, la Joya non ha ancora lavorato in gruppo, ma essendo la partita tra tre giorni, potrebbe strappare una convocazione all’ultimo. Senza l’argentino, tocca a Baldanzi completare il tridente con Lukaku ed El Shaarawy. Non è da escludere un impiego di Aouar in quel ruolo se l’ex trequartista dell’Empoli partisse dalla panchina. In quel caso senza lo squalificato Pellegrini, giocherebbe Bove accanto a Paredes e Cristante.
Recupera Ndicka ed è favorito su Llorente per giocare accanto a Mancini. Sulle fasce scelte quasi obbligate con Karsdorp e Angelino. A sorpresa potrebbero tornare in panchina Smalling e Renato Sanches.
Lecce (4-3-3): Falcone; Gendrey, Pongracic, Baschirotto, Gallo; Blin, Ramadani, Oudin; Almqvist, Krstovic, Piccoli.
Roma (4-3-3): Svilar; Karsdorp, Mancini, Ndicka, Angelino; Cristante, Paredes, Aouar; Baldanzi, Lukaku, El Shaarawy.
Per i salentini consigliamo Oudin (W/T), tra i più tecnici tra i padroni di casa. Per i giallorossi, El Shaarawy (W/A) può essere l’arma in più per i capitolini.
Inter vs Empoli (Lunedì 20:45)

Inter vs Empoli
Questa sosta è servita all’Inter per recuperare le forze dopo l’eliminazione in Champions League da parte dell’Atletico Madrid ed il pareggio interno contro il Napoli.
Inzaghi recupera Sommer, uscito malconcio con la nazionale elvetica e sarà regolarmente in campo. Terminata la telenovela Acerbi-Juan Jesus, il difensore nerazzurro non ha subito nessuna squalifica e giocherà dall’inizio, anche visto le condizioni non ottimali di De Vrij. Completano il reparto Pavard e Bastoni, formando il tridente titolare.
Il tecnico ex Lazio vuole chiudere il prima possibile la questione scudetto e si affida ai titolarissimi. Darmian e Dimarco restano in vantaggio su Dumfries e sul recuperato Carlos Augusto.
In mezzo al campo Calhanoglu sarà il regista, coadiuvato da Barella e Mkhitaryan. In attacco conferme per Thuram e Lautaro Martinez, con Sanchez pronto a subentrare. Ancora out Arnautovic.
Nicola per questa delicata sfida perde Maleh squalificato ed Ebuehi, infortunato fino al termine della stagione. Da verificare le condizioni di Grassi ed Ismajli, ancora non al meglio della condizione.
Bereszynski potrebbe essere inserito nei tre di difesa. A centrocampo Marin sarà il regista in un modulo a specchio, con Zurkowski e Kovalenko ai lati. Sulle fasce Gyasi è certo di un posto. Pezzella potrebbe spuntarla nuovamente su Cacace. In avanti Niang e Cambiaghi. Panchina per Caputo, Cerri e Cancellieri.
Inter (3-5-2): Sommer; Pavard, Acerbi, Bastoni; Darmian, Barella, Calhanoglu, Mkhitaryan, Dimarco; Thuram, L.Martinez.
Empoli (3-5-2): Caprile; Ismajli, Walukiewicz, Luperto; Gyasi, Zurkowski, Marin, Kovalenko, Pezzella; Niang, Cambiaghi.
Consigliamo per i futuri campioni d’Italia Barella (C), apparso in forma anche con la nazionale. Per gli azzurri, Marin (M/C) può mettere in difficoltà la forte difesa nerazzurra.
Che cos’è Fanta Week!
Notizie
Inter, Ivan Provedel vede l’esordio: la sosta gli apre spazio
Martínez sarà impegnato con la Spagna fino al 6 ottobre, mentre l’ex Lazio resterà ad Appiano: i giorni con Chivu possono portarlo verso il primo match in nerazzurro.

IVAN PROVEDEL DELL’FC INTERNAZIONALE IN AZIONE DURANTE L’ALLENAMENTO AD APPIANO GENTILE (FOTO DI MATTIA PISTOIA – INTER/INTER VIA GETTY IMAGES)
Ivan Provedel si avvicina alla prima vera occasione per debuttare ufficialmente con l’Inter: durante la lunga sosta Josep Martínez sarà impegnato con la Spagna, mentre l’ex Lazio resterà ad Appiano Gentile e potrà lavorare con continuità agli ordini di Cristian Chivu in vista della ripresa contro il Parma.
La data da cerchiare è sabato 10 ottobre, quando i nerazzurri torneranno in campo a San Siro. Provedel avrà davanti diverse settimane per preparare quella partita con lo staff dell’Inter e provare a conquistarsi il primo posto da titolare della sua nuova esperienza.
Provedel aspetta il primo minuto ufficiale
L’Inter ha acquistato il portiere a titolo definitivo dalla Lazio lo scorso 8 luglio. Il classe 1994 ha firmato fino al 30 giugno 2029, portando nel reparto l’esperienza accumulata in quattro stagioni in biancoceleste e in numerosi campionati di Serie A.
L’avvio della stagione ha però visto Josep Martínez davanti nelle gerarchie. Chivu si è affidato allo spagnolo nelle prime gare ufficiali, mentre Provedel ha aspettato dalla panchina.
Il risultato è un dato molto semplice: arrivato a Milano oltre due mesi fa, l’ex Lazio deve ancora disputare il suo primo minuto ufficiale con la maglia nerazzurra.
La sosta arriva quindi in un momento particolarmente favorevole per provare a cambiare questa situazione.
Martínez parte, Provedel resta con Chivu
Martínez lascerà Appiano per raggiungere la Spagna, impegnata in quattro partite di Nations League tra il 26 settembre e il 6 ottobre. L’ultimo appuntamento sarà la trasferta contro la Croazia, appena quattro giorni prima di Inter-Parma.
Provedel resterà invece al centro sportivo nerazzurro. Per lui significa poter trascorrere l’intera pausa lavorando direttamente con Chivu e il suo staff, senza le interruzioni legate agli impegni internazionali.
È soprattutto questo elemento a rendere diversa la situazione rispetto alle prime settimane della stagione. Il portiere avrà tempo per consolidare automatismi e intesa con il sistema dell’Inter proprio mentre il titolare utilizzato finora sarà lontano dal club.
Non si tratta soltanto di aspettare un turno di riposo per Martínez: Provedel ha davanti un periodo di lavoro nel quale può costruire concretamente la propria candidatura per la ripresa.
Due settimane per guadagnarsi il Parma
L’ex Lazio conosce già il gruppo dopo la preparazione estiva, ma la pausa gli offre una continuità di lavoro particolarmente utile.
Per un portiere arrivato da pochi mesi significa poter approfondire ulteriormente i meccanismi richiesti da Chivu, dalla costruzione dell’azione al coordinamento con la linea difensiva. Sono aspetti che acquistano ancora più importanza quando si punta a entrare nella formazione titolare.
Il Parma diventa così il primo obiettivo concreto. Martínez tornerà dagli impegni internazionali a pochi giorni dalla partita, mentre Provedel avrà preparato la ripresa interamente ad Appiano.
È la finestra che il classe 1994 aspettava dall’inizio della stagione.
Dopo il Parma arriva subito la Champions
Anche il calendario rende questo momento importante per la gestione dei portieri.
Dopo Inter-Parma del 10 ottobre, i nerazzurri torneranno in campo già il 13 ottobre contro il Club Brugge in Champions League. Seguiranno Bologna-Inter il 17 e un altro appuntamento europeo contro lo Shakhtar Donetsk il 21.
Chivu entrerà quindi in una fase con partite ravvicinate tra campionato ed Europa. Avere Provedel pienamente inserito nelle rotazioni permetterebbe all’allenatore di disporre di un’altra soluzione pronta anche tra i pali.
L’esperienza non manca. Il portiere arriva da quattro stagioni alla Lazio e conosce sia la Serie A sia il calcio europeo. L’Inter lo ha inserito nel reparto proprio con un bagaglio molto diverso da quello di un semplice secondo chiamato a crescere alle spalle del titolare.
Provedel vede il debutto
La sosta può quindi rappresentare il passaggio che cambia l’inizio della stagione di Provedel in nerazzurro.
Martínez parte con la Spagna, l’ex Lazio resta ad Appiano e Chivu avrà diverse settimane per lavorare direttamente con lui prima della ripresa. Poi arriverà il Parma, seguito immediatamente dalla Champions League.
Dopo aver trascorso le prime gare ufficiali in panchina, Provedel ha finalmente davanti l’occasione per trasformare il lavoro quotidiano nel primo match con la maglia dell’Inter. Il 10 ottobre può diventare la data del suo debutto ufficiale.
Serie A
Per Dybala un inizio al top: mai così tanti minuti in campo con la Roma
Manca ancora il gol, ma per Dybala è un avvio di stagione da incorniciare: la Joya non aveva mai giocato così tanto con la Roma nelle prime cinque di campionato.
Il pareggio di ieri pomeriggio della Roma contro l’Inter ha lasciato tanto spettacolo, qualche rammarico, ma anche tante certezze in casa giallorossa. All’Olimpico è stato un autentico show da ambo le parti e, senza usare troppa retorica, uno spot per la Serie A.
La Roma ha confermato per larghi tratti di essere alla pari dei campioni d’Italia, o perlomeno di aver assottigliato di tanto il gap con la squadra nerazzurra. Alla doppietta di Konè nel primo tempo ha risposto quella di Lautaro Martinez nel secondo: ora la classifica entrambe in vetta a 13 punti assieme alla Lazio.
Il big match di ieri ha dato a Gasperini tante risposte, o meglio, tante conferme nei singoli e nel gruppo: il gioco espresso soprattutto nella prima frazione di gioco è stato a tratti dominante, come già visto nelle gare precedenti, dando anche però i soliti quindici minuti di spaesamento ad inizio ripreso che, purtroppo per i giallorossi, hanno significato la rete dell’Inter che ha riaperto la partita.
Tra le tante positive di ieri in casa giallorossa, però, ce n’è una che ormai sembra quasi non far più notizia, e a ripensarci non più tardi di sei mesi fa sarebbe stata quasi utopia: il rendimento fisico ed atletico di Paulo Dybala.

PAULO DYBALA IN AZIONE ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Dybala, minutaggio record nelle prime cinque di campionato: meglio del 2022-23
Da quando è iniziato il campionato la Joya è rimasta in campo per 407 minuti: non era mai successo da quando il n.21 giallorosso veste la maglia giallorossa. Nella sua prima annata con la Roma (2022-23) Dybala aveva disputato 392 minuti nelle prime cinque gare di Serie A, suo record prima di questo incredibile avvio di stagione.
Nel 2023-24, invece, l’argentino era calato leggermente, con 312′, così come nella stagione seguente, quando era arrivato a 285 minuti totali. Il record negativo è stato l’anno scorso, quando con la Roma Dybala giocò solamente 106 minuti nelle prime cinque di campionato, forse il preludio della stagione più complicata in giallorosso per l’ex Juve.
Il gol, però, fatica ad arrivare: l’ultimo era arrivato contro il Torino a gennaio, durante la gara con il Torino in cui per la prima volta si è potuta ammirare la coppia formata dal sudamericano e da Donyell Malen. Poi i continui problemi fisici, culminati con l’operazione chirurgica al ginocchio e conclusi con un finale di stagione da assoluto protagonista.
Già durante la preparazione estiva Dybala aveva già fatto intravedere quella che sarebbe potuta essere la sua stagione: nei test amichevoli il n.21 era già sembrato uno dei più in forma di tutto il gruppo, confermato anche dallo stesso Gasperini: pochi giorni fa il tecnico della Roma lo aveva definito “una bestia”. E fa sorridere se pensiamo che solo qualche mese fa proprio le condizioni fisiche di Dybala hanno rischiato di mettere in dubbio il futuro dell’argentino nella capitale.
Dybala ha ricominciato da dove aveva finito, o forse addirittura meglio. Sì, perché se è vero che la rete ancora non si è gonfiata, è altrettanto vero che i suoi passaggi hanno aiutato i compagni a farlo per lui: infatti per la Joya sono già quattro gli assist in questa stagione.
Ora c’è la sosta: la Roma riscenderà in campo l’11 ottobre a casa del Como, gara che inaugurerà un vero e proprio tour de force per i giallorossi tra campionato e Champions. Dybala (che è stato lasciato a casa dal CT dell’Argentina Scaloni) avrà l’occasione di riprendere un po’ di fiato migliorando se possibile ancor di più la sua condizione fisica a Trigoria sotto gli occhi di Gasperini. Come affermato dallo stesso Gasperini le rotazioni saranno praticamente inevitabili, ma ad un Dybala in un tale stato di grazia sarà difficile rinunciare.
Serie A
Bologna, da Tedesco in bilico a Palladino: scelto il nuovo corso
Un punto in quattro giornate ha portato al cambio in panchina. Il nuovo tecnico firmerà fino al 2028, ma il suo nome era nei piani di Sartori già da tempo.

DOMENICO TEDESCO, ALLENATORE DEL BOLOGNA FC, DELUSO DOPO UN CARTELLINO ROSSO (FOTO DI FABIO PATAMIA/GETTY IMAGES)
Le ore di riflessione a Casteldebole hanno portato alla svolta: dopo un punto raccolto nelle prime quattro giornate, il Bologna ha deciso di cambiare guida tecnica e ripartire da Raffaele Palladino al posto di Domenico Tedesco. Una scelta maturata rapidamente nelle ultime ore, ma non improvvisata, perché Palladino era da tempo uno dei principali obiettivi di Giovanni Sartori.
Il quadro è cambiato nel giro di ventiquattro ore. Il 15 settembre Tedesco aveva incontrato i vertici rossoblù per analizzare l’avvio senza vittorie; oggi il club ha scelto una nuova direzione affidandosi a un allenatore già seguito in passato dalla propria area tecnica.
Un punto in quattro giornate cambia lo scenario
I numeri spiegano la svolta. Dopo quattro turni il Bologna è 16° con un punto, senza vittorie e con appena due gol segnati.
I rossoblù hanno perso 1-0 contro Lazio, Atalanta e Napoli, raccogliendo l’unico punto nel 2-2 con il Sassuolo. Proprio contro i neroverdi sono arrivate le sole reti stagionali, firmate da Roberto Piccoli e Artem Dovbyk.
Il cambio arriva inoltre appena dodici giorni dopo le parole dell’amministratore delegato Claudio Fenucci. Il 4 settembre, parlando del nuovo corso, aveva spiegato: «Abbiamo un allenatore nuovo che dovrà avere il tempo di lavorare, come lo ebbero Thiago Motta e Italiano: e lo avrà».
Tedesco era arrivato soltanto il 2 giugno 2026, firmando fino al 2028 con opzione per un’altra stagione. L’avvio da un punto in quattro partite ha però cambiato rapidamente lo scenario costruito durante l’estate.
Palladino, la scelta del Bologna non nasce oggi
Se la decisione su Tedesco è maturata nelle ultime ore, il nome di Palladino ha radici molto più lontane.
Sartori aveva già individuato nell’ex tecnico di Monza e Fiorentina un profilo adatto al Bologna due anni fa, nel momento della ricerca del successore di Thiago Motta. Il suo nome è tornato poi nelle valutazioni della dirigenza anche durante l’ultima estate.
Il club ha quindi cambiato allenatore in poche ore, ma non ha scelto il sostituto in poche ore. Palladino era un obiettivo già conosciuto e studiato da Sartori, circostanza che ha permesso ai rossoblù di accelerare una volta presa la decisione di interrompere il percorso con Tedesco.
Nelle valutazioni per la panchina c’era anche Igor Tudor, considerato il piano alternativo. La priorità di Sartori è rimasta però Palladino, fino all’intesa raggiunta per aprire il nuovo ciclo.
Bologna-Palladino, 2 milioni a stagione e contratto fino al 2028
Anche la struttura dell’accordo chiarisce la prospettiva scelta dal club. Palladino guadagnerà 2 milioni di euro a stagione e firmerà un contratto fino al 2028, con un’opzione per prolungare il rapporto fino al 2029.
La clausola è legata ai risultati: l’opzione per il 2029 scatterà in caso di qualificazione del Bologna alle competizioni europee.
Non si tratta quindi di una soluzione pensata soltanto per gestire l’attuale momento di difficoltà. La durata dell’accordo lega il tecnico a un progetto pluriennale, con l’Europa inserita direttamente tra le condizioni che possono prolungare il rapporto.
Prima di iniziare la nuova esperienza, Palladino ha definito anche la separazione dal precedente contratto con l’Atalanta.
Dal progetto Tedesco al primo esame di Palladino
Il calendario non concede molto tempo al nuovo allenatore. Il prossimo appuntamento è Bologna-Torino, in programma sabato 19 settembre alle 15 al Dall’Ara.
Palladino prende una squadra ancora senza vittorie, con un punto e due reti segnate dopo quattro giornate. Il suo primo compito sarà quindi interrompere subito un avvio che ha convinto il club a cambiare una scelta compiuta appena tre mesi fa.
Ieri a Casteldebole il futuro di Tedesco era ancora al centro delle valutazioni. Oggi la risposta è arrivata: il Bologna riparte da Palladino, il tecnico che Sartori aveva già cercato in passato e sul quale ha deciso di costruire il nuovo corso.
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