Categorie: Serie A

Shaqiri: “Sono capitato in una delle Inter peggiori, mi aspettavo un contesto diverso. Juve? Potevo esserne il numero 10…”

L’ex attaccante nerazzurro, Xherdan Shaqiri, ha rilasciato delle dichiarazioni alla Gazzetta dello Sport, rivelando alcuni retroscena sulla sua esperienza all’Inter e l’accostamento alla Juve.

A seguire un estratto della sua intervista

Le parole di Shaqiri

Facciamo ora un salto indietro. Nel 2015 sbarcò a San Siro, portato dall’Inter. La scelse Mancini. Come andò?
“L’Inter mi stava seguendo da un po’ di tempo. Mancini mi chiamò e mi convinse in 5 minuti. Mi disse che sarei stato centrale nel progetto, invece non giocai moltissimo. Certo, influirono anche i soliti problemi fisici. Però, a parte tutto, credo che potessero concedermi un po’ di spazio in più”.

Ha vinto ovunque tranne che a Milano. Che Inter era la sua?
“Sono capitato in una delle Inter qualitativamente più povere degli ultimi 15 anni. Eravamo una squadra costruita male, senza equilibrio e sinceramente anche senza campioni. A me era stato promesso che avrei giocato tanto, ma mi aspettavo un contesto un po’ diverso. Non avevamo campioni e non eravamo costruiti per vincere”.

Che spogliatoio ha trovato?
“Un bel gruppo, devo dire. Anche se il clima non era sempre allegro, sa com’è… quando non vinci spesso. Però ci divertivamo. Passavo tanto tempo con Kuzmanovic, conosciuto ai tempi delle giovanili del Basilea. Poi ricordo con simpatia tanti altri: Nagatomo, Juan Jesus, Dodo…”.

E Mancini? Gli vorrebbe dire qualcosa?
“Che poteva farmi giocare di più (ride, ndr)… ma ho tanta stima di lui come allenatore. Ci siamo incontrati anche con la nazionale e ha sempre speso belle parole per me”.

È vero che la mandarono a curarsi da un dottore “particolare”?
“Uno sciamano, più che un dottore. Mi dissero di andare da questo tizio che faceva miracoli e che aveva curato pure Ronaldo il Fenomeno. Anche Mancini me lo disse. Invece fu un’esperienza disastrosa. Feci un’ora e mezza di macchina, ma non servì a niente”.

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Arrivò in Italia nel gennaio del 2015. C’era stata la possibilità anche prima?
“Potevo essere il 10 della Juve qualche anno prima. Mi volevano al posto di Diego, che lì faceva il trequartista. Io ero al Bayern e non giocavo più tanto, avevo aperto al trasferimento. Ma poi non se ne fece nulla. Mi sarebbe piaciuto, al tempo, ma è andata bene così: ormai in Italia “tifo” per i nerazzurri”.

Riesce a seguire il calcio italiano ancora oggi? Come vede l’Inter per la corsa allo scudetto?
“L’Inter è una grande squadra e in quanto tale deve sempre puntare a vincere. Ha tenuto tutti i campioni e si è rinforzata, quindi deve arrivare in fondo in tutte le competizioni. Vero, ha cambiato allenatore, ma sono fiducioso. Possono vincere lo scudetto. San Siro è un valore aggiunto: ricordo uno stadio fantastico, che fa impressione quando è pieno”.

ESULTANZA INTER ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Aggiornato al 10/09/2025 11:27

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Pubblicato da
Giacomo Segreto

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