Gigi Riva è il mito vivente del Cagliari Calcio e di tutta la Sardegna, amato in ogni angolo dell'isola, intoccabile e leggenda. Quando parla lui, stanno tutti zitti in religioso silenzio, nessuno pensa nemmeno di farlo, perché parla GIGI RIVA, e quando lui parla di calcio è Vangelo. Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, il bomber del Cagliari e della Nazionale, ha ricordato il momento storico, quello dello scudetto, che fu la più grand gioia della sua carriera.
Lo scudetto che nessuno immaginava
Il Cagliari vinse lo scudetto il 12 Aprile del 1970, a sorpresa visto che nessuno lo avrebbe mai messo in preventivo. "Noi eravamo tranquilli, abbiamo disputato tutto il campionato con lo stesso spirito. Volevamo divertirci e vincere il più possibile. Certo quando ti trovi li, e sei giunto alla fine del campionato, un po di pressione subentra, tutti volevano uno scudetto storico. Ma noi anche l'ultima partita, quella vinta contro il Bari, l'abbiamo disputata sempre con lo stesso spirito, che ci aveva accompagnato per tutta la stagione. Poi abbiamo festeggiato qualcosa di incredibile".
Festa infinita
Rombo di tuono ha poi proseguito raccontando la festa scudetto. "Una festa incredibile, una gioia immensa di tutto il popolo sardo e dei tifosi Rossoblu del Cagliari, che come noi non avrebbero mai immaginato un'impresa di quelle proporzioni. La festa fu bellissima perché i cagliaritani, come sempre, si comportarono molto bene e diedero esempio di grande civiltà. Una festa veramente molto, molto bella, che rimarrà per sempre nella mente di tutti coloro che l'hanno vissuta in prima persona, ma anche di chi l'ha potuta vedere dopo dalla TV. Vincere lo scudetto non era assolutamente prevedibile per noi, visto che comunque arrivavamo dalla serie B, avevamo conquistato la serie A con un gruppo di calciatori di ottima qualità ma comunque giovani, io per primo. Un'impresa unica e penso irripetibile".