Serie A
SPAL-Cagliari, le pagelle biancoazzurre
Al Mazza di Ferrara è pari spettacolo tra SPAL e Cagliari: al termine di una partita vibrante, dai ritmi altissimi, è un 2 a 2 che forse lascia un po’ d’amaro in bocca ai ragazzi di Semplici. La SPAL in doppio vantaggio a venti minuti dalla fine con la propria coppia d’attaccanti Petagna e Antenucci, si è vista raggiungere dai sardi con un uno-due nel giro di un paio di minuti con Pavoletti, che ha bagnato la convocazione in nazionale, e Ionita. Un punto per uno che ferma la striscia negativa dei ferraresi e che conferma l’ottimo momento dei ragazzi di Maran.
La partita
Dopo 3 minuti è Petagna, servito da Lazzari ad aprire le danze, il centravanti con 4 gol raggiunge già il suo score realizzativo dello scorso anno.Nel primo tempo la SPAL comanda le danze, potrebbe raddoppiare con Petagna, ma già sul finire della prima frazione i sardi danno cenno di riscossa.
Nella ripresa Barella e compagni entrano in campi decisi a riprendere la partita, ma nonostante un pressing continuo le occasioni sono poche. Solo Joao Pedro si rende pericoloso. La SPAL si difende e attacca di rimessa, su un’azione di queste il solito Lazzari, che già aveva assistito Petagna sul primo gol, serve ad Antenucci la palla del raddoppio. La partita pare finita ma il Cagliari risorge: al 73′ Pavoletti e al 76′ Ionita pareggiano i conti.
Le pagelle
Gomis, voto 6. Come anticipato da Semplici torna titolare del ruolo, ordinaria amministrazione, sui gol incolpevole.
Cionek, voto 6. Bel duello sulla fascia con Padoin, ma nel finale lo brucia e serve Ionita e pareggia.
Vicari, voto 6. Sempre attento contro Pavoletti, esce per infortunio.
dal 69′ Bonifazi, voto 6. Entra bene l’under 21 di Semplici
Felipe, voto 6. Meglio in fase offensiva, che largo sulla sinistra dove Srna ha un altro passo.
dal 59′ Simic, voto 5.5. Poteva far meglio nei minuti finali.
Lazzari, voto 7. Uno spettacolo sulla fascia, serve due assist meravigliosi a Petagna e Antenucci.
Schiattarella, voto 6. Corre e copre a metà campo, senza particolari sprazzi.
Valdifiori, voto 5. Il peggiore della squadra di Leonardo Semplici. Lento in fase d’impostazione e surclassato quando c’è da coprire
dal 54′ Kurtic, voto 5. Il rientro dopo l’infortunio non è dei migliori.
Missiroli, voto 6. Il solito contributo di corsa.
Fares, voto 5.5. Prova a spingere e corre molto, ma non ha eccellenti qualità nel giocare il pallone.
Antenucci, voto 6.5. Si muove su tutto il fronte d’attaco. Il gol è da manuale su come tenere palla e segnare.
Petagna voto 6.5 Segna subito con l’aiuto di una deviazione, poi si mette al servizio della squadra. Va vicino anche al raddoppio, da lui parte il bis della SPAL
Serie A
Hellas Verona-Lazio, le formazioni ufficiali
A pochi minuti dal fischio d’inizio di Hellas Verona-Lazio, sono state diramate le formazioni ufficiali che scenderanno in campo al Bentegodi alle 18.
Alle 18 il Bentegodi sarà teatro di una sfida pesantissima per Hellas Verona e Lazio, a caccia del primo successo del 2026, fondamentale per dare una svolta alle rispettive ambizioni. I gialloblù arrivano dal pareggio convincente sul campo del Napoli e, con una vittoria, aggancerebbero il Genoa in classifica. I biancocelesti, invece, reduci da quattro partite senza successi, non possono più permettersi passi falsi: servono i tre punti per restare agganciati al treno europeo.

MATTIA ZACCAGNI E GIOVANE SANTANA DO NASCIMENTO IN AZIONE ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Hellas Verona-Lazio, le formazioni ufficiali
Hellas Verona (3-5-2): Montipò; Valentini, Nelsson, Bella-Kotchap; Bradaric, Niasse, Gagliardini, Bernede, Frese; Giovane, Orban. All. Zanetti
Lazio(4-3-3): Provedel; Marusic, Gila, Romagnoli, Pellegrini; Cataldi, Vecino, Taylor; Isaksen, Noslin, Cancellieri. All. Sarri
Serie A
Juventus, Spalletti: “Stiamo crescendo. Nicola allenatore che conosce bene il mestiere. David mi aspetto che cresca ancora”
Il tecnico della Juventus Luciano Spalletti presenta in conferenza stampa la gara di campionato contro la Cremonese, in programma domani sera all’Allianz Stadium.
Juventus, Spalletti in conferenza stampa
La Cremonese fu la sua prima partita con la Juve. In cosa è migliorata la sua squadra?
“Siamo cresciuti molto, ma ne vanno migliorate altre che fanno parte del calcio attuale, innanzitutto la riconquista della palla persa, è qualcosa che ci darebbe più sicurezza. Inoltre, con tutte queste pressioni, ci sono più duelli da cui bisogna uscire vincitori. La nostra visione è da approfondire”.

Obiettivi futuri.
“Le sensazioni si abbinano a un modo di lavorare e di essere. Il mio essere allenatore di calcio mi comporta un tour del sentimento, perché a me piace fare questo lavoro. Le sensazioni sono sempre le stesse quando sono in un club, quando vedo che i giocatori rispondono agli stimoli. Siamo sulla buona strada, ma serve farlo sempre. Dobbiamo andare senza indugi e timori nella trequarti avversaria. Dovremo farlo anche contro la Cremonese, contro un allenatore capace. Quando vedo le squadre di Nicola, vedo un allenatore che conosce bene il mestiere. Ha fatto bene ovunque, è un pericolo in più”.
Gennaio.
“Ti frega pensare che ci sono partite che possono essere vinte più facilmente. Ora tornano anche le coppe e ci sono più impegni da gestire, in cui rimanere sempre accesi e non abbassare mai la tensione. Ogni squadra ha potenzialità superiori alla propria posizione in classifica. Siamo noi a dover andare verso la vittoria, non viceversa. Pensiamo una partita alla volta”.
Crescita.
“Facendo questo lavoro si cerca il piacere e il piacere arriva trovando dei risultati. Questi dipendono dai giocatori, dalla loro disponibilità. Ho a che fare con calciatori forti, con un gruppo umile che sa stare dentro una squadra. L’individualità viene fuori nel contesto squadra, non è l’individualità a dare qualcosa in più alla squadra. Dobbiamo mantenere il livello e il ritmo delle ultime partite. Serve fare come la Ferrari, usare il campo fino ai cordoli, a volte non lo usiamo tutto”.
David.

LA GRINTA DI JONATHAN DAVID ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
“Sì, è un’iniezione di fiducia. Ha giocato una grande partita e mi aspetto che continui a crescere. Fa molti metri, lega con i compagni e tatticamente ti crea dei vuoti dove i centrocampisti si vanno a inserire, come nel gol di Miretti col Sassuolo. Crea lo zero in avanti che va colmato con altri calciatori. Ha una buona intesa e domani gli si darà fiducia ancora”.
Polemiche con alcuni giornalisti.
“Mi è sembrato tutto molto esagerato. Volevo solo rispondere a chi aveva sostenuto che mancasse una gestione. Per capire alcune situazioni bisogna essere addetti ai lavori e aver vissuto certe dinamiche. Ho l’impressione che a volte non si voglia solo commentare il campo, ma anche andare oltre. Io ho quattro ottimi professionisti che in settimana mi fanno la sintesi di quello che avviene. Io non vado contro qualcuno per antipatia, rispondo solo a chi sostiene più volte che non sono vere. Poi arriva la chiamata alle armi per difendere le categorie, mio fratello mi diceva sempre che se dici quello che pensi crei i presupposti per un reale chiarimento”.
Corsa Scudetto.
“Non lo so, c’è tanta strada da percorrere. Ci sono molte partite, eventuali situazioni che possono mettersi di traverso. Meglio pensare partita dopo partita, più avanti vedremo”.
Chiesa.
“Chiesa è un calciatore che salta l’uomo, che crea scompiglio. Forse dovrebbe farlo più spesso ed è quello che credo gli si contesta. Si tratta però di un giocatore di un’altra squadra che noi non abbiamo più nella nostra”.
A questa squadra manca qualcosa sui calci piazzati?
“Ci lavoriamo parecchio, credo che a breve si riesca a fare anche gol. Ci vedo però un’attenzione che mi fa ben sperare”.
“Mi piace, perchè la miglior fase difensiva è quando abbiamo palla noi. Se è nostra, gli altri non possono farci male. Sono contento che la squadra abbia voglia di fare la partita, di creare un possesso palla non sterile ma finalizzato a creare occasioni. Non è questione di percentuale, quello che conta oggi è il possesso del campo, non i minuti in cui tieni palla”.
Serie A
Inter-Napoli, una partita che può decidere un campionato
Questa sera andrà in scena quella che forse è la gara più attesa e prestigiosa della stagione. L’Inter di Chivu affronterà il Napoli dell’ex Antonio Conte. Sarà decisiva ai fini dello scudetto?
Solo il campo può rispondere a questa domanda. A priori possiamo analizzare la sfida tra le due squadre che con grande probabilità lotteranno testa a testa fino all’ultima partita.
Milan, Roma e Juventus infatti, hanno dimostrato di essere ancora un gradino al di sotto rispetto ad Inter e Napoli, nonostante i punti non neghino alcuna speranza.
Un San Siro esaurito, più di qualche attrito lasciato in sospeso tra le due squadre e punti pesantissimi in palio, sono tutti i presupposti che messi insieme daranno vita ad un grande spettacolo.
Inter-Napoli, la squadra di Chivu ha il coltello dalla parte del manico

CRISTIAN CHIVU PERPLESSO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
I nerazzurri arrivano a questo scontro diretto con ben 4 punti di vantaggio sulla diretta avversaria, che conferiscono una maggiore serenità nell’affrontare questa partita. In caso di vittoria, l’Inter darebbe una forte scossa al campionato, e in caso contrario, rimarrebbe ugualmente in cima alla classifica.
La squadra di Chivu ormai da qualche tempo sembra aver acceso la modalità “ingiocabile” e in campionato ha messo a referto ben 6 vittorie consecutive. Il tecnico, se ad inizio stagione si basava sulla struttura improntata negli anni da Simone Inzaghi, ha trovato una sua quadra, modificando più di qualche elemento agli 11 iniziali.
Akanji è stato spostato al centro della difesa, dove sta rendendo al meglio delle sue capacità, con Bisseck che ormai stabilmente si è conquistato una maglia da titolare da braccetto di destra.
Zielinski è diventato quasi imprescindibile e Luis Henrique, forse per mancanza di alternative o forse per merito, è a tutti gli effetti il nuovo proprietario della corsia di destra.
Come arriva la squadra di Conte

LA GRINTA DI ANTONIO CONTE CHE INDICA IL SEGNO DUE ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Il Napoli è scivolato in casa nell’ultima gara contro l’Hellas Verona, interrompendo un periodo di altissimo rendimento. Dalla conquista della Supercoppa in poi la squadra di Conte ha decisamente cambiato marcia, prendendo velocità grazie ad un nuovo sistema di gioco che valorizza le qualità di un giocatore come David Neres.
Il tecnico dopo il pareggio contro il Verona ha voluto mantenere un’estrema calma nelle dichiarazioni, in vista di una partita importante come quella di questa sera.
Inter-Napoli può essere un’occasione per i partenopei, così come potrebbe risultare fatale in caso di sconfitta. Questo Conte lo sa, e sarà interessante capire come un allenatore del suo spessore e della sua esperienza avrà preparato una sfida da dentro o fuori come quella di oggi.
Inter-Napoli, i duelli più attesi

Rasmus Højlund punta il dito ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Una grande sfida è ovviamente caratterizzata da grandi duelli. Giocando con un’impostazione tattica simile, una grande battaglia andrà in scena sugli esterni, con Dimarco che si interfaccerà con Politano e dall’altra parte Luis Henrique duellerà con Spinazzola.
In mezzo al campo saranno sicuramente affascinanti gli accoppiamenti McTominay-Barella e Lobotka-Calhanoglu, ovvero 4 dei migliori centrocampisti dell’intero campionato.
In avanti Lautaro e Thuram avranno a che fare con Rrhahmani e Di Lorenzo, ma quella che probabilmente sarà la sfida più affascinante della gara, sarà il duello tra Akanji ed Hojlund.
Due giocatori in grande forma, dotati di uno strapotere fisico e che hanno anche vestito le maglie delle due fazioni di Manchester.
Chissà chi tra i due riuscirà ad avere la meglio.
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